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«Ecco come faremo ripartire il turismo. E condivido la battaglia in difesa della libertà di stampa»

Intervista all’assessore regionale Fausto Orsomarso, che anticipa una serie di progetti per il settore turistico ma anche in tema di marketing territoriale e mobilità. E rilancia l’appello a tutela…

Pubblicato il: 26/02/2022 – 12:59
di Antonio Cantisani
«Ecco come faremo ripartire il turismo. E condivido la battaglia in difesa della libertà di stampa»

CATANZARO «Noi abbiamo le idee ben chiare su come ripartire». Lo afferma l’assessore regionale al Turismo-Marketing territoriale e Mobilità Fausto Orsomarso, big di Fratelli d’Italia, che al Corriere della Calabria illustra i progetti per il rilancio del settore turistico e dei trasporti, soffermandosi anche sui temi di stretta attualità politica. Le dinamiche nazionali non avranno «contraccolpi» in Calabria «perché il centrodestra è vivo e coeso», assicura Orsomarso, che poi dà il proprio pieno sostegno all’iniziativa del Corriere della Calabria, di altre testate e di Ordine e sindacato contro le denunce temerarie nei confronti dei giornalisti: «La libertà di stampa va sempre salvaguardata, è doveroso intervenire anche in Parlamento», rimarca l’assessore regionale.

Assessore Orsomarso, partiamo da un dato che sicuramente rappresenta una buona notizia e apre importanti prospettive anche per la Calabria: a fine marzo finisce lo stato di emergenza Covid. Questo cosa può significare per la Calabria con riferimento alle sue deleghe, turismo e mobilità, che sono stati tra i settori più pesantemente colpiti e condizionati in questi due anni?
«Anche nella fase più difficile dell’emergenza Covid la Calabria si è distinta per essere stata una delle tre principali destinazioni turistiche del mercato nazionale. Fin dall’inizio abbiamo lavorato per farci trovare pronti nella fase della ripartenza, sostenendo l’economia, e in particolare quella turistica, attraverso bandi mirati che sono stati guardati con grande interesse dalle altre realtà italiane. Abbiamo consentito alle nostre attività di resistere alla crisi e di costruire le opportunità di rilancio. Oggi c’è una grande carica, tanta volontà, ci sono destinazioni turistiche ormai mature, penso ad esempio a Tropea, e tante altre che necessitano ancora di essere costruite, migliorando i servizi di accoglienza che negli anni passati hanno rappresentato il nostro tallone di Achille, per costruire economia e lavoro vero, considerando che il turismo vale il 14 per cento del nostro Pil. Noi abbiamo le idee ben chiare su come ripartire, per questo nella prossima settimana presenteremo il nuovo Dipartimento Turismo – Marketing Territoriale – Mobilità, poi alla fine del mese di marzo presenteremo agli stakeholder il piano triennale su cui abbiamo lavorato in questi mesi, per consentire al turismo calabrese di poter contare sui criteri di programmazione, organizzazione e coordinamento che sono sempre mancati. Coinvolgeremo tra gli altri gli operatori del settore ricettivo, i tour operator, le guide turistiche, ma soprattutto i sindaci che sono attori decisivi del sistema dell’accoglienza, ed anche il mondo della comunicazione, perché un territorio come il nostro che ha bisogno di rilanciarsi e costruire una sua reputazione deve avere cura di mettere a fuoco i suoi punti di forza, magari mettendo in secondo piano i punti di debolezza su cui deve, nel frattempo, intervenire in maniera strategica con gli investimenti, potendo contare sul Pnrr e sulla programmazione 2021-27. Noi abbiamo un progetto contenitore, “Calabria straordinaria”, un progetto sul turismo delle radici,  “Calabria terra dei Padri”, e abbiamo effettuato una ricerca sul mercato nazionale e sui principali mercati esteri per fare investimenti mirati nella promozione. Come amo spesso ricordare, per trovare altrove quanto offre la Calabria bisognerebbe visitare due continenti e cinque nazioni, ma questo patrimonio non è ancora conosciuto fuori, e spesso non lo hanno ben presente gli stessi calabresi. Ma far conoscere la Calabria non basta, prevedere maggiori presenze rispetto alle 1,9 milioni del 2019 significa essere anche pronti ad accogliere i turisti.  Io vorrei ad esempio proporre un bando per la riqualificazione delle strutture per raggiungere un target con maggiore capacità di spesa, con la ricettività a 4 e 5 stelle anche per i B&B.  Interverremo anche sugli appartamenti ammobiliati ad uso turistico, per i quali già nel 2015 ho fatto legge ad hoc, che rappresentano una delle principali offerte ricettive che però sfugge al censimento delle presenze».  

Sull’operato della Regione, soprattutto nella passata legislatura, sono state avanzate molte critiche rispetto alla costa azione di contrasto agli effetti economici dell’emergenza sanitaria: può tracciare un quadro su quello che è stato fatto? E si poteva fare qualcosa di più?
«Rispetto alle mie deleghe, posso dire che il lavoro fatto è stato guardato con grande interesse in tutta Italia, penso ai contributi a fondo perduto, a Riapri Calabria 1 e 2, ai bandi sull’accoglienza turistica, sugli aeroporti. Anche i tg nazionali  hanno raccontato per la prima volta una Calabria che si è distinta per concretezza ed efficienza, e per avere sostenuto l’economia con azioni complementari rispetto a quelle messe in campo, con non troppa efficacia, dal governo nazionale. Non si era mai vista in Calabria una capacità, quale quella messa in campo da una nuova Fincalabra, di valutare in sette giorni le domande e trasferire le risorse, se si pensa che ancora oggi lo Stato non ha erogato il contributo per le aziende di mobilità interregionale messe in crisi dalla pandemia».

Orsomarso alla presentazione di “Calabria Straordinaria”


Ora comunque c’è da guardare avanti: sul turismo quali sono i provvedimenti che avete messo in campo in questi mesi come Giunta e quale programmazione metterete in campo? E quali strategie, considerando che c’è da intercettare e utilizzare le risorse del Pnrr? Mai come questa volta davvero sbagliare sarebbe imperdonabile.
«Con gli stati generali del turismo daremo vita ad una programmazione condivisa nella quale mettiamo insieme tutti gli attori. La Calabria deve farsi conoscere e farsi trovare organizzata, e per questo dobbiamo lasciarci alle spalle l’improvvisazione degli anni passati e confrontarci con i dati. Oggi quello estero rappresenta per noi solo il 6 per cento del mercato, ma dobbiamo rilanciarci anche sul mercato nazionale. La Calabria può essere la Florida italiana, il luogo in cui dalle altre regioni si vengono a trascorrere le vacanze all’insegna del relax ma anche del divertimento e della scoperta. Per questo dobbiamo lavorare su nuove e diverse filiere, penso ad esempio ai bike hotel che rappresentano una nuova tendenza e, ripeto, bisogna migliorare l’accoglienza e potenziare la ricettività. Abbiamo realizzato un bando per i grandi eventi sportivi, siamo riusciti nell’impresa di riaprire gli impianti di risalita, stiamo lavorando con Anas per migliorare la qualità dei servizi nelle 11 stazioni di servizio calabresi, stiamo definendo con Sacal la situazione degli aeroporti, stiamo lavorando insieme ai colleghi Princi e Varì alle celebrazioni dei 50 anni dal ritrovamento dei bronzi di Riace. E ancora stiamo selezionando igers (sono gli utenti che promuovono la propria immagine su Instagram, ndr) per promuovere la regione su Instagram e influencer di qualità. Nulla è lasciato al caso, in un’ottica di autentico marketing territoriale».

Lei ha anche la delega al marketing territoriale, che agli occhi dei più non è che dice molto: la concretizziamo con qualche progetto che ha messo o metterà in campo? Anche qui probabilmente bisognerà davvero svoltare rispetto al passato anche come narrazione della Calabria.
«Il marketing territoriale è un’attività trasversale a tutti i settori produttivi di una regione. Noi abbiamo puntato in materia strategica sui Mid, i marcatori identitari distintivi, a cui associare gli Eid, gli eventi identitari distintivi. Tante realtà che fanno concorrenza alla Calabria hanno borghi, mare e montagna. Insieme a tutto questo noi possiamo offrire almeno 100 marcatori identitari distintivi riguardo l’enogastronomia, la storia, la cultura, le bellezze paesaggistiche, che rappresentano un valore aggiunto che serve a rafforzare la nostra capacità attrattiva ed emozionale. Abbiamo individuato tre paesi target che avranno per più mesi un Calabria Village, dove si farà marketing di prodotto, marketing di territorio, attività educational. I marcatori identitari rappresentano un’azione complessa che deve coinvolgere il territorio, a partire dai sindaci che devono garantire servizi e decoro urbano, ma anche i privati, i consorzi di promozione su cui c’è grande ritardo, mentre alcuni più maturi, come Tropea,  possono fare  formazione ed essere un modello di riferimento».

Mobilità e trasporti: c’è sicuramente da fare un lavoro molto duro. Cosa si è fatto in questi primi mesi di governo alla Regione e cosa farete prioritariamente da adesso in poi?
«Riguardo al trasporto pubblico locale siamo pronti a consolidare un’azione di riforma. Basti pensare a Ferrovie della Calabria che aveva un buco di 130 milioni quando cominciai ad occuparmene e oggi è sostanzialmente in equilibrio. È un settore in cui stiamo preparando le gare, auspicando che il sistema calabrese possa concorrere e vincere, perché in regioni in cui hanno prevalso le multinazionali del settore il servizio è tutt’altro che migliorato. Lavoreremo anche sulla programmazione 2021-27 per digitalizzare gli hub e attrezzarli al meglio, collaborando con gli atenei per adottare le soluzioni più moderne, investendo sulle riduzioni tariffarie. Dobbiamo garantire il diritto alla mobilità dei calabresi,  anche inserendo sul libero mercato servizi a chiamata, e migliorare il trasporto turistico potenziando anche i taxi e i servizi Ncc. Con la crisi legata al Covid è stata già un’impresa importante conservare quanto avevamo, per questo ringrazio la collega Catalfamo che mi ha preceduto e della quale ho ripreso le attività messe in campo. Importante il tema di riportare a pieno regime gli aeroporti calabresi, con nuove tratte, più voli, più concorrenza per attrarre più vettori».

Il governatore Occhiuto qualche settimana fa ha tracciato un bilancio dei primi 100 giorni: qual è l’aspetto che a suo giudizio finora ha caratterizzato l’azione del presidente e della sua squadra?
«Occhiuto è il presidente giusto per una Calabria che sta affrontando le sfide del futuro, e non lo dico per piaggeria perché anche al nostro interno discutiamo con grande onestà intellettuale. Non condivido il racconto di uomo solo al comando,  perché ciascuno di noi, interpretando la sensibilità politica di cui è espressione, sta programmando l’attività prevista della proprie deleghe, con una naturale attività di raccordo. Nella prima fase Occhiuto è stato assorbito dal tema della sanità e dalla necessità di porre fine al commissariamento governativo, ma ha una esperienza consolidata e una maturità per governare i tanti difficili dossier che abbiamo sul tavolo. Pensiamo  che si possa per la prima volta sviluppare un programma di lunga prospettiva, da realizzare in dieci anni di governo,  grazie all’autorevolezza di tutti i suoi attori, a partire dal presidente».

Dall’opposizione lamentano troppi spot e pochi fatti…
«Anche la critica politica non deve essere uno spot. Per quanto mi riguarda ho sempre annunciato i provvedimenti quando sono stati messi in campo e concretizzati. Poi è giusto e sempre utile confrontarsi con le sollecitazioni dell’opposizione quando sono costruttive, così come è importante dialogare con le organizzazioni di categoria che, purtroppo, in Calabria non riescono ancora ad essere ampiamente rappresentative come avviene nelle altre regioni».

Lei è anche uno dei massimi dirigenti di Fratelli d’Italia, partito in forte espansione: a Roma si respirano ancora le tossine delle trattative per il Quirinale. La leader del suo partito, Giorgia Meloni, senza tanti giri di parole sostiene che di fatto il centrodestra va completamente ricostruito. Così non si rischia però di compromettere il cammino della coalizione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali?
«Non c’è nulla di compromesso, c’è un normale dialogo in un centrodestra in cui i partiti rivendicano giustamente una propria precisa identità, ma che è una coalizione politicamente omogenea, certo più di una maggioranza di governo che tenta di mettere insieme il reddito di cittadinanza con le politiche di sviluppo. Se Giorgia Meloni oggi è prima dei sondaggi è perché è una leader che affronta le questioni in profondità, studia molto tutti i dossier, ha lavorato per costruire una classe dirigente adeguata in ogni regione, ed ha quindi tutte le carte in regola per essere alla guida di un governo di patrioti, adeguato alla sfida dei tempi, ancor più in un’Europa che deve ritrovare la propria autorevolezza politica, come dimostrano le drammatiche vicende di questi giorni. Un’Europa che abbia una forte politica estera comune, una politica economica che favorisca lo sviluppo, e non una struttura burocratica che pretenda di dettare regole assurde come la direttiva Bolkestein che mette a rischio l’identità turistica italiana. Fa bene Giorgia Meloni a chiedere chiarezza, facendosi interprete del comune sentire della maggioranza degli italiani, che hanno il diritto di chiedere che la Nazione venga finalmente governata con idee e programmi di centrodestra».

Le dinamiche nazionali produrranno contraccolpi sulla tenuta della coalizione di centrodestra in Calabria? Al momento segnali non se ne vedono e un equilibrio tra gli alleati è stato comunque raggiunto ma in politica mai dire mai…
«Non ci sono contraccolpi, il centrodestra è vivo e coeso in tutte le regioni e in tutti i comuni in cui governa. In Calabria abbiamo una classe dirigente matura, rappresentata dalla nostra Wanda Ferro, Mangialavori per Forza Italia e Saccomanno per la Lega, e in Regione abbiamo rapporti di stima reciproca ed esperienze comuni che ci portano ad essere molto uniti. Non ci sono mai state polemiche in questi anni. Occhiuto è saldamente alla guida della coalizione con il contributo convinto di Fratelli d’Italia, della coordinatrice regionale e del gruppo consiliare».

Per concludere, ha letto l’appello degli organi di informazione calabresi per la libertà di stampa e contro le querele temerarie?
«È una battaglia che condivido in pieno. La libertà di stampa va sempre salvaguardata, anche perché una corretta e libera informazione serve a garantire una maggiore qualità della politica e la trasparenza delle sue scelte. È doveroso intervenire anche in Parlamento per tutelare i giornalisti fatti oggetto di azioni legali pretestuose, che hanno il solo obiettivo di intimidire chi fa bene il proprio lavoro». (redazione@corrierecal.it)

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