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Maria Fida Moro: «Questo Paese non vuole appropriarsi della verità sulla morte di mio padre»

Puntata speciale di “20.20” con l’intervista alla figlia dello statista trucidato dalle Brigate Rosse. «Mi dimetto da Moro»

Pubblicato il: 02/03/2022 – 14:54
Maria Fida Moro: «Questo Paese non vuole appropriarsi della verità sulla morte di mio padre»

LAMEZIA TERME Puntata speciale di “20.20”, l’approfondimento settimanale in onda questa sera alle 21 sul canale 16 de “L’Altro Corriere tv”. Ospite di Danilo Monteleone e Ugo Floro, Maria Fida Moro.
«Mi dimetto da Moro, anche se non sarebbe possibile», dichiara con amarezza la figlia dello statista democristiano trucidato nel 1978 dalle Brigate Rosse.
Il riferimento è, anche, alla vicenda ultima, quella che ha creato peraltro non poco scalpore nell’opinione pubblica italiana, dell’asta celebratasi sul tristemente famoso comunicato con cui i terroristi rossi annunciarono il sequestro dell’allora presidente della Democrazia Cristiana.
«Quegli oltre trentamila euro (tanto è costato il documento al “fortunato” acquirente, ndr) sarebbero potuti servire per fare opere benefiche, anziché valorizzare un pezzo di carta miserabile, intriso di sangue».
È ancora grande il dolore della primogenita di Aldo Moro per il clima di dimenticanza mista ad ipocrisia che pervade la scena pubblica nazionale intorno ai tanti e insoluti misteri che circondano il caso-Moro: «Siamo vicini al quarantaquattresimo anniversario dell’uccisione di mio padre, ma anche quest’anno eviterò di partecipare a cerimonie e ricordi che non possono avere senso in un Paese che non vuole appropriarsi della verità piena su una grande tragedia italiana».
La Moro, poi, non dimentica di evocare la figura paterna quando si parla della guerra che sta insanguinando il cuore dell’Europa «le cui origini fanno pensare alla visione avanzata, e non compresa a fondo, che Aldo Moro aveva rispetto ad un concetto di atlantismo che non dovesse essere proteso all’espansionismo senza criterio dei confini dell’alleanza, quanto piuttosto al radicamento della pace e al rispetto delle altre sensibilità, uno dei motivi, questo, per i quali Oltreoceano era detestato».
In una Europa, ma forse sarebbe meglio dire in un contesto occidentale privo in questo drammatico frangente di leadership forti «sarebbe necessario rispolverare la spiritualità, una caratteristica dei grandi statisti, ben presente nel modo di guardare al mondo che ispirò l’intera vita politica di mio padre».

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