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Rendiconti dei gruppi del Consiglio regionale, nella passata legislatura tutti promossi tranne la Casa delle Libertà

La Corte dei Conti accerta la regolarità delle spese per i partiti, stoppando solo la Cdl per una consulenza «non coerente» da 7mila euro

Pubblicato il: 03/03/2022 – 10:56
Rendiconti dei gruppi del Consiglio regionale, nella passata legislatura tutti promossi tranne la Casa delle Libertà

CATANZARO Un solo “bocciato”, sia pure per una cifra contenuta, di poco superiore a 7mila euro, gli altri invece tutti promossi. Otto gruppi del Consiglio regionale della passata legislatura hanno ricevuto dalla Corte dei Conti il visto di regolarità per quanto riguarda il rendiconto delle spese: solo per il gruppo della Casa delle Libertà è arrivato lo stop della magistratura contabile, a causa della rendicontazione di una consulenza ritenuta «non coerente con il fine istituzionale» del gruppo stesso.

Accertata la regolarità per otto gruppi

Spiega la Corte dei Conti-sezione di controllo regionale: «I rendiconti attengono al periodo che intercorre tra l’1 gennaio 2021 e il 18 agosto 2021, poiché, in tale ultima data, si è conclusa la legislatura di riferimento, e riguardano i gruppi consiliari». Si precisa inoltre che «per il Gruppo Misto non si è potuto procedere all’erogazione del finanziamento per le spese di funzionamento in quanto lo stesso non ha mai fornito all’ufficio competente le coordinate bancarie sulle quali effettuare l’accredito». Nel dettaglio, all’esito dell’istruttoria compiuta dalla Corte dei Conti per Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Jole Santelli presidente per l’allora maggioranza di centrodestra, e il Pd, Democratici Progressisti e Io Resto in Calabria per l’opposizione di centrosinistra la magistratura contabile – usando una formula di rito e comune per tutti – scrive che sulle spese rendicontate «è stata accertata la presenza dell’autorizzazione, della pertinente ricevuta e dell’apposita attestazione di veridicità e correttezza fornita a cura del presidente del gruppo consiliare. È stata riscontrata, oltre alla corrispondenza tra i costi inseriti nel rendiconto e la documentazione prodotta a supporto dell’esborso effettivamente sostenuto, l’inerenza sostanziale e la riconducibilità del costo all’attività istituzionale del gruppo, e alle tipologie consentite dal quadro normativo e regolamentare vigente. Il fondo di cassa finale per spese di funzionamento (unico importo nella disponibilità del gruppo consiliare visto che le spese per il personale sono state gestite direttamente dagli uffici del Consiglio regionale) risulta regolarmente restituito al Consiglio regionale». In conclusione – si legge nelle delibere della Corte dei Conti – «all’esito delle verifiche e dei riscontri effettuati, nonché delle valutazioni eseguite», la Sezione accerta che il rendiconto per l’anno 2021 degli otto gruppi in parola «rappresenta in modo corretto e veritiero la gestione dei contributi ricevuti dal Consiglio regionale».

L’eccezione del gruppo Casa delle libertà

Fa eccezione invece il gruppo della Casa delle libertà, rispetto al quale la Corte dei Conti evidenzia che «al punto 6 del rendiconto, intitolato “spese consulenze, studi e incarichi”, tuttavia, risulta rendicontata una somma pari ad euro 7.300,60 non regolare in quanto non coerente con il fine istituzionale del gruppo consiliare». In pratica – ricostruisce la magistratura contabile – era stata richiesta dal presidente del gruppo della Cdl una consulenza su una questione relativa alla titolarità del nome e del simbolo del gruppo “Casa delle Libertà” «visto l’approssimarsi della scadenza elettorale prevista per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria… al fine della presentazione delle liste …». Secondo la Corte dei Conti  «è evidente che la spesa rendicontata dal gruppo consiliare “Casa delle Libertà” non ha alcuna attinenza con la funzione istituzionale del Gruppo, poiché attiene a una consulenza da ricondursi al partito politico “Casa della libertà” e, in particolare, al diritto di un esponente del partito di poter presentare liste con il simbolo “Casa delle Libertà”, in occasione delle consultazioni elettorali che di lì a poco si sarebbero tenute. Inequivoca al riguardo – sostiene la sezione di controllo della magistratura contabile – è anche la circostanza che tale consulenza sia stata richiesta in data 15 luglio 2021, e quindi a ridosso delle elezioni regionali e non all’inizio della consiliatura (26 gennaio 2020)». Ne consegue che «all’esito delle verifiche e dei riscontri effettuati, nonché delle valutazioni eseguite, la Sezione accerta che il rendiconto per l’anno 2021 del gruppo “Casa delle libertà” non rappresenta in modo corretto la gestione dei contributi ricevuti dal Consiglio regionale, in ragione della criticità riguardante la spesa di cui al punto 6) del rendiconto “spese consulenze, studi e incarichi”, dell’importo di euro 7.300,60», e quindi – conclude la delibera «la sezione regionale di controllo per la Calabria dichiara non regolare il rendiconto del gruppo consiliare “Casa delle Libertà” – per il periodo della XI legislatura dal 1° gennaio al 18 agosto 2021, con riferimento alla contabilizzazione della spesa per “consulenze, studi e incarichi”, dell’importo di euro 7.300,60. In conseguenza della dichiarazione di irregolarità riscontrata residua l’obbligo di restituire al Consiglio regionale l’importo di euro 7.300,60». (redazione@corrierecal.it)

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