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Il diario della guerra

Zelensky: «I negoziati proseguiranno domani». Putin: «L’Ucraina non è seria»

Concluso il nuovo round di negoziati Mosca-Kiev. Il premier russo: «Non hanno intenzione di trovare una soluzione accettabile»

Pubblicato il: 15/03/2022 – 19:15
Zelensky: «I negoziati proseguiranno domani». Putin: «L’Ucraina non è seria»

KIEV Non si arrestato i bombardamenti e le morti in Ucraina al ventesimo giorno dalla sua invasione. Almeno 4 persone sono rimaste uccise durante i bombardamenti russi nella città ucraina di Rubezhnoye, nella regione del Lugansk, che hanno colpito e distrutto un collegio per non vedenti, un ospedale cittadino, tre scuole e altre strutture militari. A riferirlo il Kiev Indipendent citando Serhiy Haidai, capo dell’amministrazione militare regionale del Lugansk su Telegram. Mentre intorno alle 5 del mattino a Kiev violente esplosioni – almeno tre – sono avvenute verso le 5 in una zona residenziale della capitale ucraina e sono state sentite in tutta la città. Ed almeno due persone sono morte dopo che un edificio residenziale di Kiev è stato colpito in un attacco.
Ad essere colpito è stato un palazzo di dieci piani: molti gli appartamenti in fiamme. Poco prima le sirene erano tornate a suonare ed era scattato l’allarme anti aereo. Come riportato da alcuni testimoni, a seguito delle deflagrazioni – probabilmente provocate da missili da crociera – numerosi allarmi di edifici e auto hanno iniziato a suonare per le strade.
Nelle esplosioni che hanno colpito Kiev in mattinata sono stati stata danneggiati anche la facciata e gli uffici di una stazione centrale della metropolitana della capitale ucraina, la stazione di Lukyanivska. Lo riporta la Bbc citando la societa’ che gestisce il servizio, che su twitter pubblica le immagini della stazione danneggiata, che è stata chiusa. Anche a Kharkiv sono state segnalate esplosioni in città.

Zelensky: «I negoziati proseguiranno domani»

I negoziati continueranno domani, fa sapere il presidente ucraino Volodomyr Zelensky in un video. I colloqui di oggi tra le delegazioni dell’Ucraina e della Russia si sono svolti anche questa volta in videoconferenza.
Oggi Oleksiy Arestovich, consigliere del presidente Zelensky, ha detto in un video: «Penso che non più tardi di maggio dovremmo avere un accordo di pace, magari anche prima, vedremo». Più cauto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov che ha dichiarato: «II lavoro delle delegazioni russa e ucraina continua e questo è già un fatto positivo».
E Zelensky ha parlato anche dell’altro incontro che ha avuto oggi.
«La conversazione con il primo ministro israeliano Bennett è stata importante – ha detto – come parte dello sforzo di negoziazione per porre fine a questa guerra con una pace giusta. La nostra delegazione lavora a questo anche negoziando con la parte russa. Va abbastanza bene, mi è stato detto. Ma vedremo, i negoziati continueranno domani».
Nel suo discorso online alla Joint Expeditionary Force di Londra, Zelensky, citato dall’agenzia Unian, aveva ammesso che l’Ucraina non può entrare nella Nato. «Abbiamo sentito per anni parlare di porte aperte, ma abbiamo anche sentito dire che non possiamo entrarci, e dobbiamo riconoscerlo».

Putin: «L’Ucraina non è seria»

Mentre Putin va giù duro sui negoziati. Secondo il premier russo, «l’Ucraina non ha intenzione di trovare in maniera seria una soluzione mutualmente accettabile» per la fine del conflitto. Una posizione espressa dal presidente russo, parlando al telefono con il presidente del Consiglio Ue Charles Michel.
Sempre dal fronte russo emerge la decisione di uscire dal Consiglio d’Europa. «La segretaria generale del Consiglio d’Europa – ha affermato il portavoce Daniel Holtgen – ha ricevuto la notifica formale che la Russia si ritira dall’organizzazione, e anche informazioni sull’intenzione di Mosca di denunciare la Convenzione europea dei diritti umani».

Missione Ue a Kiev

Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki (con l’ex premier Jaroslaw Kaczyński), quello ceco Petr Fiala e quello sloveno Janez Janša andranno a Kiev in giornata per incontrare Zelensky in rappresentanza del consiglio europeo.

Circolare dell’Esercito: «Meno congedi e addestramento specifico»

Valutare con attenzione i congedi anticipati, reparti in prontezza operativa «alimentati al 100%», addestramento «orientato al warfighting», «provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti i massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri e i sistemi d’arma dell’artiglieria». È quanto si legge in una circolare dello Stato maggiore dell’Esercito del 9 marzo con riferimento ai «noti eventi» e alle «evoluzioni sullo scacchiere internazionale». Un documento definito «a esclusivo uso interno di carattere routinario» dallo stesso Stato maggiore. «Trattasi di precisazioni alla luce di un cambiamento che è sotto gli occhi di tutti». Nella circolare si precisa che «il personale in ferma prefissata dovrà alimentare prioritariamente i reparti che esprimono unità in prontezza nei prossimi due anni e che tutte le unità in prontezza devono essere alimentate al 100% con personale ready to move, senza vincoli di impiego operativo, anche ricorrendo all’istituto del `comando´. Tale linea d’azione rappresenta una priorità».

Ucciso cameramen di Fox. Salgono a 4 giornalisti uccisi

Un cameraman di Fox News è stato ucciso in Ucraina, alla periferia di Kiev. Si tratta di Pierre Zakrzewski, mentre il collega Benjamin Hall è rimasto ferito. Lunedì il loro veicolo è stato colpito mentre arrivavano a Horenka, fuori dalla capitale. A confermare la notizia è stata l’amministratore delegato di Fox News Media, Suzanne Scott. Con questa morte salgono a quattro le vittime tra i giornalisti ed almeno 35 feriti dall’inizio della guerra in Ucraina.
A denunciare la situazione la responsabile per i diritti umani del parlamento ucraino, Lyudmila Denisova, che su Telegram aveva segnalato la morte di tre giornalisti (a cui si aggiunge l’ultima vittima).
«Gli occupanti stanno combattendo contro la copertura obiettiva dei loro crimini di guerra: stanno uccidendo e sparando sui giornalisti», ha sottolineato.
Le tre vittime – ricorda l’agenzia Unian – sono Viktor Dudar, colpito durante i combattimenti vicino a Mykolayiv, il cameraman Yevhen Sakun ucciso in un attacco missilistico a Kiev e l’americano Brent Renaud, ucciso a Irpin, nella regione di Kiev.

La situazione a Mariupol

 «Le truppe russe hanno preso in ostaggio il personale e i pazienti di un ospedale di Mariupol». Lo rende noto su Facebook la Media Human Rights Initiative (MHRI) ucraina, rilanciata su Twitter dalla giornalista ucraina Anastasia Magazova, che lavora per Radio Free Europe e Bbc. L’organizzazione spiega che i pazienti hanno contattato la MHRI, affermando che da ieri mattina l’ospedale regionale di terapia intensiva di Mariupol è stato occupato dalle truppe russe.
I soldati sparerebbero dall’interno dell’ospedale, impedendo a chiunque di uscire. Alcune persone che avrebbero tentato di fuggire sarebbero state ferite. Circa 350.000 persone sono ancora intrappolate a Mariupol, la città nel sud-est dell’Ucraina che è stata assediata dalle truppe russe. Lo riporta la Cnn riportando le affermazioni di un funzionario locale. Circa 2.000 auto hanno potuto lasciare Mariupol attraverso un corridoio umanitario.

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