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Stasi risponde a Boccia: «Provincia barattata per posizioni dirigenziali di partito»

Il sindaco di Corigliano Rossano: «Come può, un commissario, con incarico transitorio, decretare le mia espulsione permanente dal centrosinistra?»

Pubblicato il: 24/03/2022 – 21:39
Stasi risponde a Boccia: «Provincia barattata per posizioni dirigenziali di partito»

CORIGLIANO ROSSANO «Quando le posizioni sono chiare, anche forti come lo sono le nostre, ma politiche e costruttive, certamente non si esulta nel dover ribattere in un dibattito a tratti fantascientifico, ma la presa di posizione dell’onorevole Boccia come vi abbiamo raccontato nell’ultimo episodio di 20.20 su L’altro Corriere Tv, a seguito delle elezioni provinciali, mi consente di chiarire ulteriormente quali sono gli argomenti in campo». Lo afferma, in una nota, il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, che è stato candidato alla presidenza della Provincia di Cosenza nelle elezioni di domenica scorsa vinte da Rosaria Succurro, del centrodestra, replicando alle affermazioni fatte dal responsabile nazionale Enti locali del Pd, che è anche Commissario della federazione provinciale cosentina del partito.
«Il proclama da “purga staliniana” in cui il commissario di un partito, che per definizione ha un incarico transitorio – aggiunge Stasi – sancisce addirittura l’”espulsione permanente” dall’intero campo del centrosinistra, come se fosse il salotto di casa, ma ha lo stesso effetto devastante di una pistola ad acqua scarica. Si tratta di un commento che in parte offende l’intelligenza di centinaia di amministratori che hanno espresso per due volte un’esigenza politica, ma soprattutto trovo bizzarro che un alto dirigente di partito si permetta di addossare ad amministratori, che svolgono dignitosamente il loro ruolo al di fuori della sua organizzazione, le proprie responsabilità rispetto a quella che è una propria sconfitta elettorale. Da tale commento, però, credo emerga il nocciolo della questione: le elezioni provinciali sarebbero una “trattativa tra gruppi dirigenti”. Si tratta, di fatto, di un’ammissione: è stata questa la causa della sconfitta perché i protagonisti delle elezioni provinciali, nel mondo reale almeno, sono i territori e le centinaia di uomini e donne che li amministrano, i quali non sono stati minimamente chiamati ad un qualche confronto politico ma avrebbero dovuto solo prendere atto supinamente degli esiti di queste mirabolanti trattative tra soggetti non meglio identificati. Ed ha ragione il commissario quando dice che la sconfitta è frutto di personalismi: in queste ormai note spartizioni mi pare evidente come la Provincia, che è un’istituzione e non un mobile-bar, sia stata barattata per postazioni dirigenziali di partito, il tutto in funzione delle prossime elezioni politiche, ovvero dei fortunati a cui sarà garantito un posto al sole, a proposito di sistemi elettorali ignobili, nei listini bloccati. Forse a Roma non si crederà, ma evidentemente da queste parti c’è anche gente che non venderebbe la propria dignità per l’1% di possibilità di essere messi in un listino bloccato. E questa è stata la variabile che ha fatto saltare il banco: altro che errori imperdonabili. Un bravo dirigente valorizzerebbe questo fattore, ma in giro ne vedo pochi. Ora si parte da un dato nuovo, al quale bisognerà adeguarsi: ci sono territori, amministratori, soggetti politici che non sottostanno più a decisioni calate dall’alto e compromessi con gruppetti di potere che hanno devastato la scena politica degli ultimi decenni. Quella stagione si è chiusa».
«Dobbiamo ripartire – conclude il sindaco di Corigliano Rossano – con un percorso di largo respiro, plurale, aperto, democratico, che superi le sterili contrapposizioni di questi anni e che torni a condividere contenuti e valori. Solo degli irresponsabili non comprenderebbero il valore di tale esigenza».

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