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«Sulla salute mentale dovremo fare un grande investimento»

Occhiuto alla Conferenza regionale. L’assessore Minasi: revisione per la riforma del welfare. Le proposte di associazioni e Terzo Settore

Pubblicato il: 04/04/2022 – 13:47
«Sulla salute mentale dovremo fare un grande investimento»

CATANZARO «Sulla salute mentale noi dovremo fare un grande investimento, perché due anni di pandemia hanno determinato problemi che vanno affrontati con grande determinazione da parte del sistema sanitario regionale, e noi vorremmo dimostrare che la Calabria è tra le regioni più virtuose». Così il presidente della Regione e commissario della sanità calabrese, Roberto Occhiuto, alla conferenza regionale per la salute mentale che si è svolta alla Cittadella. L’incontro è servito per fare il punto sulle criticità e sui ritardi che in Calabria si scontano nel sistema socio-sanitario e sulle proposte “dal basso” per superare le difficoltà, a partire dal potenziamento del cosiddetto “budget della salute”.

L’intervento di associazioni e terzo settore

A illustrare il senso dell’iniziativa è stato anzitutto Rubens Curia, portavoce di Comunità Competente. «Il messaggio che vogliamo lanciare – ha spiegato Curia – è quello di avviare, con questa conferenza che ha avuto un preambolo il 25 febbraio in un incontro con il presidente Occhiuto, un confronto con le istituzioni regionali e gli operatori del settore per risolvere questioni da anni irrisolte. Chiediamo anzitutto che sia istituito un tavolo tecnico per la salute mentale finalizzato all’approvazione del piano di azione sulla salute mentale, chiediamo poi che venga istituita una unità operativa di neuropsichiatria infantile ospedaliera, che manca in Calabria ed è vergognoso, chiediamo che sia realizzato il potenziamento della psichiatria infantile territoriale, chiediamo che sia riaperto il Rems di Girifalco, e chiediamo ancora che venga sperimentato il budget di salute, che altre Regioni già hanno. Il budget di salute – ha rimarcato il portavoce di Comunità Competente – serve per affrontare complessivamente le problematiche attinenti all’inclusione lavorativa, sociale, abitativa di queste persone. Da qui auspichiamo che parta un confronto serrato».

Per Marina Galati, presidente del Cnca Calabria, «questa conferenza è importante perché è stata promossa dalla società civile, dalle associazioni e dalle famiglie che da tempo sono impegnate sul fronte della sofferenza mentale. Noi riteniamo che persone in sofferenza mentale hanno bisogno anzitutto di restare nelle nostre comunità e questo significa costruire progetti individualizzati. Noi parliamo di budget della salute che è uno strumento e un approccio metodologico, quello di partire dalla costruzione, insieme alla persona, alla famiglia e al territorio, di interventi che riguardino la qualità della vita delle persone e che garantiscano una vera inclusione sociale. Chiediamo alla Regione di potenziare i servizi di salute mentale sui territori, oggi smantellati, e di puntare sul budget della salute. Ci sono finanziamenti ad hoc a livello nazionale per i dipartimenti di salute mentale: è necessario che queste risorse siano spese anche in Calabria. Noi – ha rimarcato la Galati – ci impegniamo a presidiare concretamente affinché tutto questo si possa realizzare».
A dare il proprio contributo al dibattito il portavoce del Forum del Terzo Settore Calabria Luciano Squillaci: «Sulla salute mentale e in generale sulle fragilità, le nostre proposte sono estremamente chiare. Noi abbiamo necessità di tornare a ragionare in termini di prossimità, e soprattutto di presa in carico territoriale. In questo senso è fondamentale utilizzare strumenti quali il budget di salute e altri similari che consentano di cambiare completamente il paradigma, cioè uscire dalla questione dei luoghi di cura in quanto tali ed entrare invece nell’ottica di una presa in carico comunitaria. Non dobbiamo pensare a territori che si occupano, tra le altre cose, dei malati, ma dobbiamo pensare a delle comunità accoglienti al cui interno ci sono persone con le loro fragilità. Purtroppo, in Calabria ci sono ritardi: al di là di quelli economici e strutturali, il ritardo più grave – ha sottolineato Squillaci – è la mancata integrazione socio-sanitaria, nel senso che le fragilità non possono essere affrontare senza considerare la salute in connessione con la socialità, la scuola, il lavoro. Pensare alla salute come a un concetto solo di malattia è ormai assurdo».

L’intervento di Minasi e Occhiuto

Ai lavori della conferenza regionale per la salute mentale l’assessore regionale alle Politiche sociali, Tilde Minasi: «Oggi registriamo, dopo il periodo del lockdown, un aumento del disagio psichico. Il nostro obiettivo è chiaramente quello di costruire politiche sociali che possano superare la logica dell’assistenza fine a sé stessa, che, sebbene possano superare la logica dell’assistenza fine a sé stessa, è un’azione che guarda all’oggi ma non al futuro. Noi quindi – ha spiegato la Minasi – tentiamo a costruire un nuovo welfare. Ci scontriamo le criticità di un sistema sanitario che si sta riorganizzando ma il Dipartimento sta lavorando senza sosta su un’integrazione socio-sanitaria ancora non attuata e anche con una riforma del welfare che presenta delle criticità e che è mia intenzione rivedere». Infine, l’intervento del governatore e commissario Occhiuto: «È una buona cosa che le organizzazioni del Terzo Settore e le associazioni che si occupano di salute mentale si confrontino con il Commissario della Sanità per dare dei contributi da integrare nel Piano operativo regionale. Parliamo di associazioni che vivono in prima linea la necessità di potenziare il bisogno di salute dei cittadini calabresi e possono offrire un contributo reale. Noi – ha concluso Occhiuto – siamo pronti per presentare il nostro Piano operativo; lo faremo al prossimo Tavolo Adduce, e sarà arricchito anche dalle indicazioni provenienti da organizzazioni come la Comunità Competente». (c. a.)

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