Ultimo aggiornamento alle 23:34
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

il progetto

«Con l’Intelligenza artificiale possiamo salvare i boschi calabresi (e non)»

L’idea della studentessa Aurora Delfino: «Ho visto l’Aspromonte bruciare e ho progettato un algoritmo che elabora un piano per i soccorritori»

Pubblicato il: 10/04/2022 – 7:02
di Anna Colistra
«Con l’Intelligenza artificiale possiamo salvare i boschi calabresi (e non)»

REGGIO CALABRIA Abbiamo visto l’Aspromonte ardere e abbiamo temuto per le faggete vetuste, patrimonio Unesco, fin troppo vicine ai roghi che hanno lentamente consumato boschi e biodiversità. La domanda che ci siamo posti tutti, esperti e non, mentre sette mila ettari di Parco Nazionale andavano in fumo è: si poteva evitare? Il fenomeno era in qualche modo prevedibile? La discussione che si aperta è ovviamente complessa e comprende una serie di variabili da valutare e interpretare, ma di sicuro uno degli obiettivi prioritari del dibattito scientifico attuale è l’individuazione di strumenti e tecniche che possano contribuire a migliorare la gestione del rischio incendi.

«Mio padre tra i soccorritori in Aspromonte durante l’incendio, una vicenda che mi ha toccato da vicino»

«Mio padre è un vigile del fuoco ed è stato impegnato nelle operazioni di spegnimento in Aspromonte lo scorso agosto, è come se avessi vissuto in prima persona i roghi e la devastazione e per questa ragione ho lavorato ad un progetto sulla gestione dell’emergenza incendi». È la testimonianza di Aurora Delfino, 22 anni di Reggio Calabria, studentessa di ingegneria biomedica dell’Università Magna Graecia che ha presentato di recente il suo progetto “Fenice” all‘Expo di Dubai insieme ad altri 6 studenti e ricercatori calabresi. «La mia idea progettuale si basa sulla creazione di un algoritmo che capta i dati in input (informazioni generali di natura metereologica, orografica e così via) e li elabora costruendo un piano di intervento per i soccorritori». Quello che oggi è frutto di una valutazione umana dei dati e di una concertazione tra tecnici e istituzioni diventerebbe invece il prodotto “più preciso” di un algoritmo. Più preciso perché le informazioni disponibili vengono elaborate riducendo al minimo il margine di errore realizzando un piano basato su dati oggettivi. Una proposta quella di Delfino che, per il suo potenziale e per la sua valenza attuale, ha vinto il bando emesso dalla società lombarda Sedici media in collaborazione con in collaborazione Fly university project ed è ora in via di realizzazione. La studentessa chiarisce dei presupposti fondamentali per l’applicazione dell’algoritmo: «Deve essere attivo un sistema di monitoraggio, come i satelliti distribuiti sul territorio che in tempo reale raccolgono i dati utili per l’elaborazione del piano». Rispetto agli indomiti e numerosi roghi che sono divampati quest’estate nel Reggino Delfino commenta: «Il problema principale in Aspromonte è stata la mancanza di uomini e l’organizzazione delle risorse con un incendio così esteso che ha portato in corso d’opera a chiedere interventi da tutta Italia, rallentando l’operazione di spegnimento. Si può ipotizzare che se si avesse avuto a disposizione un piano con dati rigorosi sarebbe stato più facile prevedere dove e come intervenire accorciando i tempi dell’operazione». In generale il problema globale dell’emergenza incendi può attingere all’intelligenza artificiale come risorsa per ridurre (se non proprio eliminare) l’errore umano e per mettere a disposizione dei soccorritori un piano efficace». Si potrebbe aggiungere che nel momento in cui le tecnologie e i metodi di intervento diventano sempre più precisi ed efficienti giustificare un’eventuale inadempienza nella gestione dell’emergenza sarà ancora più complesso.

«La mia è una terra che non ha nulla da invidiare alle altre regioni»

«Amo la mia terra e credo che non abbia nulla da inviare alle altre regioni e al resto d’Italia – racconta Delfino – le persone competenti e le strutture esistono, ma mancano i collegamenti tra tra le due cose». E poi Delfino conclude commentando con orgoglio la sua scelta di vivere e studiare in Calabria: «Sono calabrese e voglio portare avanti il mio spirito calabrese, se un giorno il mio percorso formativo mi porterà a fare delle esperienze fuori manterrò la consapevolezza che devo molto alla mia terra d’origine».


Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb

x

x