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I Navigator: «Bene l’nterrogazione di Amalia Bruni, ma ora il governo nazionale passi ai fatti»

«Serve una soluzione su base nazionale, un intervento del Governo che decida finalmente di offrire una prospettiva occupazionale a tecnici qualificati»

Pubblicato il: 11/04/2022 – 9:39
I Navigator: «Bene l’nterrogazione di Amalia Bruni, ma ora il governo nazionale passi ai fatti»

CATANZARO «Esprimiamo apprezzamento e soddisfazione per l’interrogazione effettuata il 15 Marzo scorso dalla consigliera regionale Amalia Bruni – avente ad oggetto il fabbisogno di personale per le politiche attive e i servizi per il lavoro della Regione Calabria e la situazione dei Navigator operanti presso i Centri per l’Impiego calabresi, cui ha fatto seguito la risposta del 6 Aprile a cura del Dipartimento Lavoro e Welfare». A dirlo in una nota è l’Associazione nazionale navigator (Anna) Calabria, che aggiunge: «Nella suddetta risposta, a firma del Dirigente Generale Roberto Cosentino, vengono forniti dati oggettivi sull’importante lavoro svolto dai Navigator e viene finalmente riconosciuto il relativo titolo di servizio in fase di formazione delle graduatorie dei concorsi regionali per il potenziamento dei Centri per l’Impiego. La consigliera regionale Bruni, unica nel panorama politico regionale e in netta controtendenza rispetto all’indifferenza dimostrata da altre forze politiche ancorché esplicitamente sollecitate dall’Associazione Nazionale Navigator, ha colto chiaramente l’importanza strategica di questo settore (anche in vista di Gol, la nuova grande riforma delle politiche attive del lavoro) e ha giustamente sollecitato anche una prospettiva di valorizzazione per gli attuali 138 Navigator in servizio di assistenza tecnica nei Centri per l’Impiego regionali (con il riconoscimento di un punteggio aggiuntivo in fase concorsuale, grazie al servizio e all’esperienza maturati nel settore). Adesso occorre essere sufficientemente espliciti anche dal punto di vista letterale e testuale, procedendo con una correzione dei bandi di concorso e indicando in modo chiaro che il titolo di servizio maturato dai Navigator sarà utilmente considerato nell’assegnazione di un punteggio aggiuntivo in fase di formazione della graduatoria concorsuale: ad oggi, infatti, come da noi ampiamente denunciato nelle scorse settimane, questa chiarezza letterale e testuale non esiste, visto che nei bandi è riportato in modo equivoco ed ambiguo che “per servizio si intende quello maturato in materia di politiche attive e servizi per il lavoro, in forza di qualsiasi tipologia contrattuale da parte dell’ente Regione e/o attraverso enti strumentali”. Chiediamo di correggere i bandi, di riportare un testo più oggettivo e perentorio, al fine di evitare eventuali ricorsi futuri che possano rallentare ulteriormente le procedure concorsuali e ritardare in modo deleterio il potenziamento dei Centri per l’Impiego calabresi. In ogni caso, lo ribadiamo ancora una volta, la soluzione dei concorsi regionali rimane un’opzione individuale per tutti i Navigator che vogliano parteciparvi, ma in alcun modo può rappresentare una soluzione definitiva per la nostra vertenza e la nostra categoria, visto che i concorsi regionali sono stati in gran parte già espletati o banditi. Serve una soluzione su base nazionale, un intervento del Governo che decida finalmente di offrire una prospettiva occupazionale a tecnici qualificati come i Navigator, sui quali vi è stato un importante investimento economico e formativo, per dare più forza e più prospettiva alla grande riforma di Gol – Garanzia Occupabilità dei Lavoratori.
Diffondiamo questo comunicato proprio nel giorno in cui è stata proclamata l’astensione da qualunque servizio di assistenza tecnica e mentre ci prepariamo alle prossime doverose manifestazioni di protesta (il 13 Aprile nei capoluoghi di regione, il 20 a Roma): il contratto di noi Navigator scade il 30 Aprile, il tavolo di concertazione con le forze sindacali – nonostante gli impegni pubblici del Ministro del Lavoro Andrea Orlando – ancora non è stato convocato, vi è il rischio sempre più concreto e paradossale che il 1 Maggio poco più di 1800 professionisti in forza ad un ente strumentale del Ministero del Lavoro si ritrovino senza occupazione e costretti a richiedere un’indennità di disoccupazione».

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