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«Occhiuto restituisca ai calabresi strutture sanitarie a norma»

Nel pomeriggio del 3 aprile scorso su Rai 2 ho avuto la fortuna di vedere un un bellissimo ed emozionante servizio televisivo in cui erano protagonisti i nostri operai e tecnici calabresi che stan…

Pubblicato il: 18/04/2022 – 16:55
di Rubens Curia*
«Occhiuto restituisca ai calabresi strutture sanitarie a norma»

Nel pomeriggio del 3 aprile scorso su Rai 2 ho avuto la fortuna di vedere un un bellissimo ed emozionante servizio televisivo in cui erano protagonisti i nostri operai e tecnici calabresi che stanno lavorando alla galleria ferroviaria dell’alta velocità del Brennero che unirà rapidamente Bolzano ad Innsbruck. Il 60% degli operai del versante italiano sono calabresi che lavorano ad oltre 1.500 metri di profondità nella pancia delle Alpi, in condizioni ambientali difficili, per dare all’Europa un tunnel lungo 64 chilometri.
Mentre vedevo la trasmissione ed ascoltavo quei nostri corregionali che raccontavano le loro storie, parlavano delle loro famiglie lasciate nel Crotonese e nel Cosentino mi sentivo orgoglioso di essere calabrese, di vedere il vero volto della Calabria competente, onesta, laboriosa lontana da quel cliché del “tutto ‘ndrangheta” quando si scrive della nostra regione e nel contempo montava in me un senso di rabbia perché vedevo questi operai lontani dalla loro terra anche per responsabilità dell’incompetenza e dei lacci della burocrazia, dei Commissari ad acta per il ” Piano di rientro” e della politica.
Davanti al televisore vedendo il volto pulito di Enzo mi domandavo: «E se si fossero spesi i finanziamenti dell’edilizia sanitaria (oltre 1 miliardo e 500 milioni di euro) finalizzati a garantire standard qualitativi, strutturali e di umanizzazione delle cure, quanti di quegli operai avrebbero lavorato nella nostra Calabria per costruire gli ospedali di Vibo, della Piana di Gioia Tauro (circa 300 milioni finanziati nel 2007), il grande ospedale di Reggio Calabria ( 181 milioni di euro assegnati dall’Inail otto anni orsono), le sei Case della salute con i 48 milioni e 952 mila euro assegnati sin dal 2012, i 14 milioni e 460 mila euro per la messa a norma del Presidio Ospedaliero di Locri assegnati con delibera Cipe del 1998, i 466 milioni e 570 mila euro per il nuovo Ospedale di Cosenza»?
Da alcuni anni Comunità Competente denuncia queste gravi inadempienze con precisi documenti e iniziative; ricordo, tra queste, la conferenza stampa che si tenne il 18 maggio 2021 a Cosenza presso la sede dell’Ance regionale dove vennero illustrate le schede attinenti a questi finanziamenti non utilizzati e si chiese al Commissario ad acta, tenuto conto dei poteri conferitigli dalla Legge 181/2020, di sollecitare Invitalia e le Aziende Sanitarie a completare subito tutte le procedure per cantierizzare, finalmente, le opere finanziate; inoltre, si chiedeva che Invitalia pubblicasse un cronoprogramma con lo stato dell’arte delle procedure e si istituisse a livello regionale una cabina di regia che seguisse il rispetto della tempistica delle opere, alcune da venti anni, programmate. Come Comunità Competente insistevamo, ancora, sull’argomento con l’ingegnere Francesco Costantino che nel libro ” Per una sanità partecipata”, pubblicato nel settembre del 2021, scriveva un dettagliato capitolo inerente l’edilizia sanitaria.
Presidente Occhiuto ci rivolgiamo a Lei perché si cambi passo e si diano ai calabresi strutture sanitarie a norma, infine Le chiedo, gentilmente, di far vedere nelle scuole e in Consiglio Regionale questo bellissimo servizio televisivo che parla di quei calabresi silenziosi che danno lustro alla Calabria.

*Portavoce Regionale di Comunità Competente

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