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Il centrodestra stavolta c’è, ok alla nuova Autority acqua-rifiuti voluta da Occhiuto. Minoranze divise – VIDEO

Via libera alla proposta sulla governance unica rinviata la scorsa settimana. M5S si spacca. Occhiuto: «Riforme attese da vent’anni»

Pubblicato il: 19/04/2022 – 18:26
Il centrodestra stavolta c’è, ok alla nuova Autority acqua-rifiuti voluta da Occhiuto. Minoranze divise – VIDEO

REGGIO CALABRIA Stavolta tutto fila liscio, la maggioranza di centrodestra non si fa prendere in contropiede e porta a casa la riforma in materia di acqua e rifiuti – la nascita di un nuovo e unitario ente di governo e di un unico ambito regionale sotto forma di Authority – tanto cara a Occhiuto. Dopo il flop della seduta del 13 aprile scorso, quando un blitz della minoranza sul quorum per varare il testo aveva colto impreparato il centrodestra, il Consiglio regionale stavolta approva definitivamente la proposta di legge di iniziativa della Giunta e promossa dal governatore Occhiuto: la nuova “Autorità Rifiuti e Risorse idriche della Calabria” sarà quindi realtà. Nessuna sfasatura e nessuna assenza “pesante”, per la maggioranza, al contrario si sgrana la minoranza, che si divide in tre linee: chi si astiene (Davide Tavernise del M5S), chi vota contro (Pd, Amalia Bruni e DeMa) e chi vota a favore (Francesco Afflitto del M5S).

Ok a emendamenti in favore della Città Metropolitana di Reggio

In apertura di seduta il consigliere di DeMa Antonio Lo Schiavo ha provato a infrangere le certezze della maggioranza chiedendo se si dovesse votare sempre con il quorum della maggiorana qualificata com’era emerso la scorsa settimana, ma il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso chiarisce subito che «il testo l’abbiamo rinviato per prudenza l’altra volta ma non ce n’era bisogno», e a tamburo battente si procede quindi alla votazione della proposta di legge articolo per articolo. La minoranza prova a metterla in guerriglia con una serie di emendamenti, che però vengono puntualmente respinti, mentre invece vengono approvati tutti gli emendamenti proposti dai banchi della maggioranza, in particolare dal capogruppo di Forza Italia Giovanni Arruzzolo, finalizzati a inserire nel testo il richiamo alla Città Metropolitana di Reggio Calabria nelle parti relative soprattutto alla composizione degli organi dell’Authority, a partire dal consiglio direttivo.
Il Pd, con il capogruppo Mimmo Bevacqua, chiede se gli emendamenti presentino il parere giuridico degli uffici del Consiglio regionale, ma anche qui Mancuso taglia corto: «Lasciamo da parte la strumentalità, non è obbligatorio il parere giuridico, ci sono già i pareri della Giunta e del relatore». Non passa poi un emendamento M5S, letto dal capigruppo Davide Tavernise, che puntava a far entrare nel testo un richiamo anche delle città di Corigliano-Rossano e Lamezia Terme, ma nemmeno questo passa, anche se il governatore Occhiuto interviene per specificare che «non c’è una contrarietà ad inserire inserire Corigliano Rossano e Lamezia Terme, ma in questa abbiamo inteso approvare tutti gli emendamenti che hanno ad oggetto lo status della Città Metropolitana di Reggio Calabria che merita una considerazione diversa e particolare essendo una fattispecie costituzionalmente garantita. Non c’è alcuna obiezione a estendere il consiglio direttivo facendosi carico di città importanti, ma va individuato un criterio oggettivo per stabilire quali Comuni hanno diritto a stare in questo consiglio. Va fatto un approfondimento. Voglio comunque rassicurare i consiglieri di maggioranza e minoranza che non c’è alcun pregiudizio verso una proposta modificativa di questa legge nelle prossime settimane, se ci sarà una richiesta condivisa sull’estensione del consiglio d’ambito».

Occhiuto: «Riforma attesa da vent’anni»

Il dibattito sul potere di nomina del dg dell’Autorità

Il dibattito registra un sussulto al momento ella votazione dell’articolo 11, che prevede che il direttore generale dell’Authority acqua-rifiuti sia nominato dal presidente della Giunta regionale. Il capogruppo M5S Tavernise, che presenta sul punto un emendamento, ricorda che «il presidente Occhiuto ha detto che ci si è ispirati a una legge dell’Emilia Romagna nella quale però il dg non è nominato dal presidente della Giunta, e sarebbe meglio fare così anche in Calabria evitando di accentrare troppo il potere nelle mani del governatore. Comunque se sarà così il presidente non avrà più alibi». Sulla stessa lunghezza d’onda Lo Schiavo, per il quale «con il controllo della nomina del dg da parte del presidente c’è il rischio di un corto circuito tra un dg così individuato e il Consiglio direttivo, cioè i sindaci». Anche la capogruppo del Misto, Amalia Bruni, evidenzia «questa anomalia, comprendo e apprezzo la responsabilità di cui il presidente della Regione vuole farsi carico ma sarebbe il caso che la Calabria si ispiri a quanto fatto dalle altre Regioni e che il presidente non accentri eccessivamente il potere nelle proprie mani». E poi il democrat Bevacqua: «Con questa norma si viola il testo unico dell’ambiente e si mortificano i territori». Per la maggioranza replica Pasqualina Straface, di Forza Italia: «La svolta di questo disegno di legge parte proprio dalla costituzione degli organi della multiutility, allontanando la politica dalla gestione, perché il braccio operativo e tecnico dell’Autorità sarà il dg e il consiglio dei sindaci avrà il potere di indirizzo. Non dimentichiamo che questa Authority nasce proprio dalla necessità di cambiare un sistema di gestione che negli anni non ha funzionato. Questa è la svolta epocale che mettiamo in campo nel settore idrico e dei rifiuti».

Le dichiarazioni di voto

Tavernise annuncia la sua astensione, chiedendo poi a Occhiuto di «non procedere al raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro, e di valutare di realizzarne un altro, anche magari in provincia di Cosenza». Di diverso tenore invece l’altro consigliere M5S Francesco Afflitto, che invece annuncia il voto favorevole perché «c’è il rischio di pendere importanti risorse dal Pnrr». Il Pd annuncia voto contrario con l’intervento del consigliere Ernesto Alecci, che ricorda «l’articolo 126 del regolamento che richiede pareri obbligatori tra cui quello del Consiglio delle autonomie per l’istituzione di nuovi enti regionali, ma da quello che io vedo qui non è stato acquisito alcun parere e questo svilisce il ruolo degli amministratori locali». Anche la Bruni annuncia voto contrario «perché sono stati mortificati i sindaci». Ferdinando Laghi, capogruppo di DeMa, annuncia voto contrario «perché qui si parla con leggerezza del problema dell’inceneritore, perché l’inceneritore ammazza le persone, è costosissimo e se si dovesse malauguratamente raddoppiare Gioia Tauro si renderebbe inutile questa legge perché si produrrebbero almeno 80mila tonnellate all’anno, ben oltre il 10% di conferimenti in discarica che questa legge prevede». Per Raffaele Mammoliti, del Pd, «l’impianto difettoso della legge è evidente nel numero degli emendamenti, una quindicina, e questo significa che il testo non va bene e una riforma come questa è destinata a naufragare perché non coinvolge i sindaci». Bevacqua, del Pd, conferma che «c’è un problema di metodo anzitutto, e c’è una maggioranza che non risponde ai nostri rilievi», chiedendo il voto per appello nominale. Lo Schiavo, di DeMa, annuncia voto contrario e poi contesta il pentastellato Afflitto per la sua conduzione della Commissione Vigilanza, affermando che «non si può parlare a nome di un intero organismo» e preannunciando le sue dimissioni dalla Vigilanza «se si prosegue con questa linea che mi crea disagio». Per la maggioranza interviene anzitutto Giuseppe Graziano, dell’Udc: «Ricordo che il Consiglio delle autonomie locali al momento non c’è e quindi non si può esprimere. Abbiamo perso una settimana per approvare questa legge, che va approvata necessariamente». Alla fine il testo è votato per appello nominale: maggioranza compatta, stavolta, con 22 voti favorevoli (il centrodestra più Afflitto), minoranza stavolta sgranata e legge che passa una volta per tutte. (a. c.)

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