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Oltre i depuratori e il mare inquinato: salvaguardare l’ambiente «ripensando le nostre abitudini» – VIDEO

Dalla «prevenzione del rifiuto» allo stop necessario agli «usa e getta». Caligiuri (Lamezia Rifiuti Zero): «La sostenibilità ambientale ora è fondamentale»

Pubblicato il: 28/04/2022 – 7:16
di Giorgio Curcio
Oltre i depuratori e il mare inquinato: salvaguardare l’ambiente «ripensando le nostre abitudini» – VIDEO

LAMEZIA TERME Da una parte c’è il mare inquinato, ci sono i depuratori che – quando va bene – funzionano a singhiozzo, e gli sversamenti abusivi e incontrollati. Dall’altra c’è, invece, il problema legato alle discariche abusive, i rifiuti non riciclati che inesorabilmente invadono l’ambiente, i torrenti e i fiumi, finendo anche loro a mare. Una combinazione di criticità fatale per l’ambiente, un problema atavico affrontato spesso e in molti modi, senza tuttavia risolverlo del tutto. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma, al di là delle attività della politica e delle istituzioni, tutto ha comunque inizio dalle nostre abitazioni, dalla gestione dei rifiuti domestici attraverso l’applicazione delle cosiddette “buone pratiche”, fondamentali per un corretto e puntuale smaltimento.

Per l’ambiente «servono scelte a monte»

Non c’è più tempo da perdere e per queste ragioni, oggi, parlare di tutela ambientale e salvaguardia dell’equilibrio naturale è quanto mai fondamentale per proiettarci non solo al futuro, ormai prossimo, ma soprattutto per mettere in pratica e in fretta tutte le misure necessarie. «Le cose potrebbero andare molto meglio di come vanno ora – spiega ai microfoni del Corriere della Calabria Dina Caligiuri di “Lamezia Rifiuti Zero” – ma c’è bisogno della responsabilità di tutti per colmare una serie di problematiche che tuttora ci affliggono». A cominciare dalle basi e, come spiega ancora Caligiuri, dal concetto di «prevenzione del rifiuto, evitare cioè di produrre tutti quei rifiuti che continuano ad alimentare un ciclo talmente grosso e grande che, necessariamente, lungo il tragitto registra delle perdite che poi finiscono nel nostro ambiente. Servono quindi delle scelte a monte, a cominciare dai propri consumi».

dina caligiuri

Un freno all’usa e getta

La strategia è quella di rinunciare gradualmente – ma completamente – a tutte le forme di utilizzo di prodotti “usa e getta”,  ripensando così alle nostre abitudini. Negli ultimi anni sono molti i progressi compiuti in questa direzione, grazie essenzialmente agli studi realizzati e all’evoluzione di una filosofia che, dal campo ideale, ha trovato riscontri nella praticità. «Abbiamo bisogno in questo momento di crisi per ripensare al nostro stare al mondo. I nostri scarti organici ad esempio, sono preziosissimi. Gli agricoltori ora sanno che acquistare fertilizzanti chimici è molto costoso. Trattenere in casa e in azienda le potature degli ulivi, utilizzando la trinciatura, gli scarti vegetali e animali che diventano in concime organico preziosissimo, è dunque una pratica che va ripresa adesso perché ci permette innanzitutto la sostenibilità economica oltre che ambientale». «Consumare fiumi di candeggina, disinfettanti, detergenti convenzionali, è una pessima pratica di cui tutti siamo stati e siamo partecipi, senza pensare che questi prodotti vanno tutti a mare. La raccolta degli oli usati è fondamentale, non si può buttare nel lavandino e sono pratiche che vanno pubblicizzare. Le amministrazioni possono fare una costante comunicazione a basso costo, per valorizzare l’utilizzo dell’isola ecologica, fare formazione sul compostaggio domestico».  Per alimentare il meccanismo di efficientamento della gestione e del riciclo dei rifiuti servono però risorse, non solo umane, ma soprattutto economiche e finanziarie. A cominciare dai Comuni e dalle piccole amministrazioni. E se non si spinge per fare pagare le tasse a tutti i cittadini «i bilanci comunali saranno sempre in perdita e così non potremo mai permetterci sistemi di controllo, di corretta gestione, è un problema molto vasto ma ognuno può fare attivamente la propria parte, a cominciare dalla corretta gestione del proprio rifiuto e dei propri consumi, che siano più sostenibili».

L’educazione ambientale

Un altro aspetto cruciale per la lotta all’inquinamento ambientale e che porti ad una maggiore e crescente sensibilizzazione sul tema è la cultura, a cominciare dai giovani e dalle scuole. «Si parla di introdurla come materia obbligatoria nelle scuole, ed è assolutamente urgente e necessario. Purtroppo ci sono solo eventi spot organizzati, ma il giorno dopo si archivia l’argomento senza affrontare quelli che invece sono i temi importanti come le buone pratiche, la prevenzione degli sprechi energetici. I ragazzi hanno bisogno di esempi concreti, una cultura che si costruiscca con competenza e consapevolezza». «Altrimenti i nostri giovani – chiede Dina Caligiuri – da chi riceveranno queste informazioni e le sensabilizzazioni se non da chi li educa?» «I cittadini siamo noi, siamo il risultato dell’educazione che abbiamo ricevuto e che dobbiamo trasmettere».

Lamezia Rifiuti Zero

L’associazione “Lamezia Rifiuti Zero” è sempre presente sul territorio e con competenza. «Noi – spiega – siamo sempre disponibili attraverso i nostri canali a dare informazioni, supportare e accogliere tutte quelle persone che vogliono collaborare con noi in questa sfida importante e sensibilizzazione e diffusione di una cultura ambientale fattibile e immediata. I rifiuti li produciamo in ogni istante ma dobbiamo ridurli e renderli più gestibili». (redazione@corrierecal.it)

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