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Nuovo ospedale di Vibo, Occhiuto: «Dal libro dei sogni alla realtà». Ma i tempi non saranno brevi – VIDEO

In Prefettura la firma del nuovo protocollo. Il governatore avverte: «Siamo alla svolta ma non vogliamo illudere i cittadini». Sulla sanità: «Stiamo ripartendo dalle fondamenta». Sui nuovi medici: …

Pubblicato il: 03/05/2022 – 13:13
di Giorgio Curcio
Nuovo ospedale di Vibo, Occhiuto: «Dal libro dei sogni alla realtà». Ma i tempi non saranno brevi – VIDEO

VIBO VALENTIA Per l’ospedale di Vibo Valentia «ci siamo, ma i tempi non saranno brevi». Lo dice chiaramente il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, nel corso dell’incontro La firma di un nuovo protocollo segna però un passo importante, si spera decisivo per vedere finalmente realizzata una struttura fondamentale per rilancio della sanità vibonese.  Per il nuovo nosocomio vibonese la svolta è ora dietro l’angolo, dopo anni di promesse, progetti e varianti (costose) e soprattutto dopo l’annuncio di febbraio dello stesso governatore calabrese.

«Dal libro dei sogni alla realtà»

«Era nel libro dei sogni, grazie all’impegno fattivo delle istituzioni, ora diventa sostanzialmente una realtà. Ho prodotto un Dca, aggiornando il Pef, avviando la fase della progettazione esecutiva ma bisognerà aspettare tre mesi e poi i pareri del consiglio superiore dei lavori pubblici. È giusto non dare illusioni ai cittadini, non avremo l’ospedale in sei mesi. Però ciò che prima era nel libro dei sogni, ora comincia ad essere realtà». «Nel mondo della sanità calabrese però purtroppo dobbiamo ripartire dalle fondamenta, bisogna riformare tutto e lo stiamo facendo, costruendo l’organizzazione e mettendo in cantiere opere importanti per le quali c’erano e ci sono le risorse ma che in passato non sono state né programmate e né spese».

Oltre le strutture: mancano i medici

Ma, oltre alle strutture sanitarie ai servizi carenti offerti in Calabria, c’è anche il problema della mancanza di personale medico. Secondo Roberto Occhiuto però «mancano i medici in tutta la sanità italiana e in Calabria ancor di più. Ma quello che è più sconvolgente è che mentre le altre regioni chiedono di sfondare il tetto delle assunzioni e non li trovano, noi rispettando questo tetto potremmo assumere 2.500 fra medici e personale sanitario. Negli anni passati non è stato fatto, ora stiamo sollecitando le direzioni delle diverse aziende sanitarie a procedere ai concorsi. Qui a Vibo mi risulta che ci siano una quindicina di bandi per assunzioni a tempo determinato e indeterminato, ma ho detto ai commissari che la mia intenzione è quella di spingere per questi ultimi, perché è già difficile trovare medici disponibili a lavorare nel nostro sistema sanitario perché non è attraente». «Se un giovane – spiega Occhiuto – può scegliere se andare in un ospedale con tutte le strutture e le attrezzature, che funziona bene e non avrà problemi e uno tra l’ospedale di Vibo o Polistena, probabilmente sceglierà le altre opzioni». Purtroppo spiega ancora Occhiuto «i concorsi a tempo indeterminato hanno procedure lunghissime e quindi le aziende, per una questione di celerità, scelgono di fare procedure di selezione a tempo determinato».

Assunzione di medici attraverso il Formez

Secondo il presidente della Regione, quello delle assunzioni «è un altro impegno che il governo nazionale dovrebbe assumersi nei confronti della Calabria, regione commissariata perché in una situazione d’emergenza e allora anche le assunzioni dovrebbero essere molto più veloci perché emergenziali». «Nel corso del tavolo Adduce – spiega Occhiuto – ho proposto di dare la possibilità al Formez di procedere all’assunzione dei medici. Il Formez lo stiamo già utilizzando per le procedure di selezione dei dipendenti della Regione e dei nuovi assunti di tutti i dipartimenti. È una struttura ministeriale, dipende dalla funzione pubblica e quindi è come se dicessimo al governo nazionale “facci tu le assunzioni, non ci interessa quali medici e infermieri arrivano”. E non ci interessa soprattutto in questi mesi nei quali al governo della sanità e al presidente della Regione è stato detto più volte che la sanità è zona franca. Non ci interessa chi viene ma solo che vengano medici e infermieri per curare i calabresi». (redazione@corrierecal.it)

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