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Disabilità, la Stefani incontra le associazioni calabresi: occorre creare una grande rete

Il ministro alla Cittadella fa il punto sulle politiche governative: le risorse ci sono. Minasi: serve coordinamento tra gli assessorati

Pubblicato il: 11/05/2022 – 13:09
Disabilità, la Stefani incontra le associazioni calabresi: occorre creare una grande rete

CATANZARO «Questa mia visita in Calabria è anzitutto un contatto delle istituzioni e con il territorio, perché occorre conoscere il territorio per elaborare delle soluzioni». Lo ha detto il ministro per le Disabilità, Erika Stefani, nella sede della Regione a Catanzaro, dove sta incontrando le associazioni e le organizzazioni del terzo settore. Stefani, accompagnata dall’assessore regionale alle Politiche sociali, Tilde Minasi, dal presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso e dai principali dirigenti calabresi del suo partito, la Lega, ha fatto il punto sulle politiche governative in tema di disabilità.

«Principio cardine è collaborare con le persone con disabilità»

«Il principio cardine al quale ci siamo ispirati in tutto il nostro lavoro – ha riferito la Stefani parlando con i giornalisti – è quello di elaborare insieme con le associazioni, con le persone con disabilità, tutte le progettualità e le iniziative. Non vengono soltanto sentite, ma devono collaborare per costruire. E poi è un grande segnale, anche in questo territorio, insieme alla Regione di raccogliere la sfida del futuro, la sfida – ha spiegato il ministro per le Disabilità – di dare delle risposte vere alle grandi esigenze delle persone con disabilità».

Erika Stefani

Stefani ha affrontato anche il tema dell’inclusione sociale dei bambini e dei ragazzi disabili: «Il ministero dell’Istruzione, che è stato attenzionato sui temi relativi all’inclusione scolastica, ha dato riscontro a quella che è una forte richiesta da parte soprattutto delle famiglie. In primis occorre avere un numero adeguato di insegnanti di sostegno, insegnanti di sostegno con una formazione adeguata, e occorre assicurare la continuità didattica senza dover trovare ogni anno ragazzi spaesati perché cambia l’insegnante. Il ministero dell’Istruzione – ha sostenuto il ministro per le Disabilità – ci ha dato garanzie per intraprendere un percorso più lineare, adesso aumenterà anche il numero degli insegnanti di sostegno, anche perché c’è tanta richiesta. Stanno aumentando anche i numeri, perché ci sono sempre più ragazzi e alunni certificati all’interno della scuola, questo perché stanno andando a scuola e hanno bisogno della scuola, che oggi è uno dei principali contenitori in cui si riesce a fare inclusione sociale e la vita con gli altri compagni. Occorre anche pensare a dopo la scuola. Ci sono tante tematiche che stiamo cercando di affrontare in assoluto raccordo con le Regioni, perché – ha rimarcato la Stefani – c’è una forte competenza regionale su molti temi e abbiamo bisogno di loro».

«Occorre creare una grande rete per dare risposte»

Al centro dell’incontro con le associazioni calabresi anche il tema degli investimenti: «Le risorse che sono state stanziate – ha ricordato la Stefani – ci sono. Intanto, un aumento del fondo non autosufficienza: arriverà nel 2025 a quasi un miliardo, e di questo miliardo annuale metà è destinata alla disabilità. Vi sono dei fondi poi che abbiamo previsto, prima nel Decreto Sostegni e poi nella legge di bilancio, per permettere di fare progettualità anche a livello regionale, dal turismo accessibile ai parchi giochi accessibili allo sport, fondi che sono stati già ripartiti e che abbiamo previsto anche per la Regione Calabria. Altre misure variamente dislocate, e poi c’è il Pnrr, che prevede a livello trasversale quasi 6 miliardi che andranno a ricadere sul mondo delle disabilità in termini di servizi. Molti bandi sono già in opera presso il ministero del Lavoro e – ha evidenziato il ministro per le Disabilità – spero che grazie a questa progettualità potremmo veramente fare una valutazione tra 5 anni». «La legge delega – ha poi spiegato Stefani – ha dei principi base che poi andremo adesso ad attuare con i decreti legislativi. In primis, diamo attuazione, forse per la prima volta su alcuni principi, alla Convenzione Onu: stiamo parlando di una convenzione del 2006 che ancora oggi risulta inattuata e che noi per la prima volta attueremo proprio con questa legge. Tra le varie misure – ha proseguito Stefani – c’è ad esempio la previsione della formazione dei nuclei di valutazione multidimensionale, multidisciplinare, per costruire intorno alla persona il suo progetto di vita e concordandolo con la persona, e creare il contenitore dove si incontrano tutti gli attori del mondo della disabilità: la persona con disabilità al centro, la sua famiglia, il Comune, la Regione, le varie discipline che riguardano la valutazione di quella disabilità e il terzo settore, così creiamo la collaborazione tra tutti gli attori. Occorre davvero creare – ha concluso il ministro per le Disabilità – una grande rete per dare risposte alla disabilità».

Minasi: coordinamento tra gli assessorati per una riforma inclusiva

A sua volta, l’assessore regionale alle Politiche sociali Tilde Minasi ha ricordato che «per noi la disabilità è una priorità, lo è anche per nostro governatore, che dimostra grande sensibilità su questa tematica, tanto è vero che uno dei primi atti messi in campo da questa Giunta è stata proprio una delibera sull’autismo. È chiaro che oggi bisogna innovare l’approccio alla tematica, come sottolineato dal ministro, oggi bisogna guardare al progetto di vita, di tutta la vita, del diversamente abile, perché solo così si può realizzare una vera inclusione. La disabilità naturalmente è trasversale a tutti i settori, per questo – ha sostenuto la Minasi – occorre un coordinamento e una collaborazione tra tutti gli assessorati per arrivare a una riforma che sia davvero una riforma innovativa e inclusiva, e non considerare più i disabili spettatori passivi della vita sociale». Per il presidente del Consiglio regionale Mancuso infine «la presenza del ministro Erika Stefani è un segno importante: è un tema che attiene alla civiltà, alla necessità di fare stare bene le persone svantaggiate. Noi dobbiamo fare tanto, perché il terzo settore è ancora pecca ma l’assessore Minasi si sta muovendo bene e ha già dato prova di interesse, attenzione e concretezza. Penso che tutti insieme ce la faremo». (c. a.)

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