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Corigliano Rossano, nasce “Patìr”: l’inizio del percorso per includere il monastero nel patrimonio Unesco

Progetto presentato da “Rossano Purpurea”. Mazzei: «Valutiamo se ci sono le condizioni per ampliare i beni dell’Organizzazione»

Pubblicato il: 12/05/2022 – 17:47
di Luca Latella
Corigliano Rossano, nasce “Patìr”: l’inizio del percorso per includere il monastero nel patrimonio Unesco

CORIGLIANO ROSSANO «Questa giornata iniziale del progetto “Patir” vuole rappresentare l’incipit ed il confronto iniziale con i responsabili scientifici dell’Unesco: vigliamo lanciare un sassolino, non una vera e propria candidatura, ma capire se ci sono le condizioni perché la città di Corigliano Rossano e la Sibaritide possano essere in grado di ampliare il patrimonio dell’Unesco». Lo ha dichiarato Alessandra Mazzei, presidente dell’associazione Rossano Purpurea, immaginando un percorso nuovo teso alla valorizzazione del monastero del Patire, abbazia fondata intorno al 1095 dal monaco e sacerdote Bartolomeo di Simeri, a 700 metri d’altitudine immersa nei querceti e faggeti della montagna rossanese, ai confini con quella coriglianese.

Labbazia del Patire

L’«incipit» accennato da Alessandra Mazzei è stato un incontro, tenutosi ieri sera, in cui si è discusso «di percorsi Unesco: le comunità responsabili e il valore della partecipazione». Tenutasi nella Sala degli Stemmi dell’Arcidiocesi, all’evento coordinato dal direttore de L’eco dello Jonio Marco Lefosse, hanno partecipato anche due responsabili scientifici dell’Unisco, Francisco Javier Lopez Morales e Patrizia Nardi, l’arcivescovo Maurizio Aloise.

Alessandra Mazzei

«Crediamo siano maturi i tempi per la nostra comunità – ha spiegato la presidente Mazzei –  per costruire un percorso incentrato su una visione di valorizzazione socio-culturale sostenuto e nutrito da un percorso collettivo e dal basso, che veda al centro i cittadini, individualmente e attraverso Associazioni, Organizzazioni, Scuole e Istituzioni tutte, come soggetti responsabili, custodi e promotori del proprio patrimonio culturale, rinforzando le relazioni tra esso e la vita democratica e lo sviluppo del nostro territorio. Sono questi i principi della Convenzione di Faro ed è questo il messaggio, il senso e la volontà che ha portato la nostra Associazione a voler organizzare questo primo incontro, sotto l’egida, prestigiosa e internazionale, dell’Unesco».
L’evento “Patir” nasce con l’idea di essere storicizzato. È un insieme di giornate di studio programmate da Rossano Purpurea per stimolare momenti di confronto sull’identità del monastero e del luogo nella sua interezza, «quindi interloquire con le istituzioni – ha concluso Alessandra Mazzei – affinché il bene monumentale possa essere sempre più valorizzato, simbioticamente col patrimonio naturalistico e paesaggistico nel quale è immerso».
All’incontro, il professor Francisco Lopez Morales, architetto, direttore del Dipartimento del Patrimonio mondiale dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Messico ha sottolineato la necessità di valorizzare, salvaguardare e proteggere il Codex Purpureus Rossanensis, uno dei primi manoscritti al mondo, patrimonio dell’Unesco dal 2015, conservato nel museo diocesano.

Francisco Javier Lopez Morales

«Quando abbiamo dovuto valutare l’atmosfera attorno al Codex quale patrimonio dell’Unesco – ha raccontato Morales ai microfoni de L’altro Corriere Tv – sono giunto a Rossano per osservare qualità e caratteristiche di questo bellissimo posto. Adesso la valorizzazione del bene si può progettare su due livelli: uno dal punto di vista materiale, l’altro, molto interessante, riguarda la tradizione immateriale di Rossano e capire come correlarle col Codice, scritto in memoria del mondo. Abbiamo il dovere di collegare i due elementi di protezione e salvaguardia dell’Unesco e capire come intraprendere questo tipo di lavoro intellettuale, puntando alla conservazione dei valori della comunità e del manoscritto purpureo. Siamo, dunque, sul punto di discutere quale via imboccare per giungere al nostro obiettivo: la valorizzazione, la salvaguardia e la protezione del Codex».
L’evento di ieri è servito da anteprima per un più ampio progetto intitolato “Patir – Identità, Patrimonio, Visioni”, che proseguirà nelle due giornate di studio del 27 e 28 maggio nel complesso monastico basiliano di Santa Maria del Patir, co-organizzato con il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità e curato dalla segreteria scientifica costituita dall’archeologa Donatella Novellis, e dall’architetto Mariella Arcuri, rispettivamente socia e segretaria di Rossano Purpurea, insieme alla presidente Alessandra Mazzei. (l.latella@corrierecal.it)

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