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Amministrative a Catanzaro

Abramo show, nel mirino i consiglieri portaborse, quelli che «non sanno l’italiano» e gli ingrati: «Non sono un delinquente»

Il sindaco si sveste del consueto aplomb alla convention della candidata di FdI Wanda Ferro, che il 24 maggio avrà al suo fianco la leader Meloni

Pubblicato il: 17/05/2022 – 18:59
Abramo show, nel mirino i consiglieri portaborse, quelli che «non sanno l’italiano» e gli ingrati: «Non sono un delinquente»

CATANZARO Stavolta non se le è tenute, Sergio Abramo. Alla convention per la presentazione della candidatura a sindaco della leader di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, che corre in solitaria rispetto al resto del centrodestra a parte il sindaco uscente e la sua “Coraggio Italia”, che la sostengono a spada tratta, Abramo si sveste del suo consueto aplomb e diventa un fiume in piena, contro i consiglieri comunali che «hanno fatto patti di coalizione perché stanno nelle strutture dei consiglieri regionali e vogliono il secondo stipendio», contro «i 3/4 dei consiglieri comunali che non prendono la parola perché non sanno parlare l’italiano» contro tutti i suoi (ormai ex) compagni di viaggio che ora sono da altre parti, soprattutto con Valerio Donato, e che lo stanno trattando come «un delinquente, e invece io sono una persona onesta». Abramo show, e l’incitamento alla Ferro, la cui storia, unita a quella sua personale e a quella di Michele Traversa «sono storie che parlano».
Una battaglia identitaria ma non solo questo, per Abramo, che alla Ferro dice: «Il tuo sacrificio non è solo un sacrificio voluto dal partito o perché ne avevano necessità per accreditarci nei confronti di altri partiti come coloro che sono rimasti gli unici di centrodestra, ma c’è qualcosa di più: sta scattando la voglia di averti come sindaco».

«In giro c’è un problema di ignoranza»

«In questi anni la città ha dimostrato di volere il centrodestra all’amministrazione comunale, l’ha dimostrato con Michele Traversa, credo che lo dimostrerà con Wanda, l’ha dimostrato nei miei confronti votandomi 4 volte: o chiamiamo stupidi i catanzaresi o vuol dire che abbiamo dato loro qualcosa in più rispetto alla sinistra», esordisce Abramo.
«La città di Catanzaro – prosegue Abramo – ha provato a cambiare con il centrosinistra ma non ricordo un’opera pubblica di quell’amministrazione. Oggi c’è una crisi che fa paura, certo se la prendono anche con il sindaco ma è un problema di ignoranza, perché quando qualcuno nei quartieri si lamenta con Abramo e gli domando chi ha votato come consigliere comunale, chi sta in quel quartiere si dovrebbe vergognare di aver votato quel consigliere comunale, perché l’amministrazione è fatta da un sindaco, una Giunta ma anche da un consigliere comunale, che dovrebbe avere la capacità di dare un contributo all’amministrazione. Si dovrebbero vergognare. Noi – rimarca tra gli applausi il sindaco uscente di Catanzaro – abbiamo consiglieri comunali che in questo momento fanno patti di coalizione perché stanno nelle strutture dei consiglieri regionali, perché vogliono il secondo stipendio, e nessuno ha il coraggio di dirlo. Qualcuno dice in campagna elettorale “faremo il bilancio partecipato” e pensa che sia un problema del sindaco, ma il consigliere dovrebbe andare nel quartiere e spiegare com’è fatto un bilancio. Noi siamo l’unico Comune della Calabria a non avere debiti ma non abbiamo un centesimo, con i tagli che abbiamo avuto dal governo centrale. C’è un’ignoranza da fare paura».

«Lasciamo un programmazione che fa paura»

Abramo confida che «se c’è una pecca nella mia amministrazione, è non aver avuto il tempo di propagandare quello che abbiamo fatto, ma non c’era il tempo perché io lascerò in eredità 400 milioni di progetti. Oggi abbiamo 230 dipendenti ed eravamo 780, quando arrivai nel 1997. Abbiamo dovuto sputare sangue per centrare questi risultati. Siamo l’unico Comune con la gestione dei rifiuti corretta, a differenza di altri Comuni e capoluoghi che hanno avuto fondi dalla Regione. Noi – osserva il sindaco – lasciamo il sistema metropolitano, una piattaforma sui rifiuti che ci invidiano, e infatti la Regione ha preso il nostro dirigente per gestire il sistema. Lasceremo 400 milioni di interventi finanziati. Abbiamo presentato il Pnrr, il Cis, “Asse città” con 90 progetti, altri nemmeno uno. Dal punto di vista amministrativo – rivendica Abramo – non ci deve insegnare niente nessuno, questi anni lo hanno dimostrato. Non abbiamo lasciato niente di intentato, abbiamo una programmazione che fa paura. Ora bisogna fare un’autentica squadra. Solo una persona lungimirante che conosce la pubblica amministrazione – e Wanda ha esperienza e contatti necessari per velocizzare la spesa – può farcela».

«In Consiglio comunale i 3/4 in silenzio perché non sanno l’italiano»

Abramo prosegue in quello che è al tempo stesso uno sfogo, ma anche uno sprone alla Ferro: «Io ho dovuto sputare sangue ogni giorno con un consiglio comunale eletto dai cittadini dove i 3/4 dei consiglieri non prendono la parola perché non sanno parlare l’italiano (altri applausi scroscianti, ndr). Però poi il sindaco è quello che nonostante tutto lavora 12 ore al giorno, magari si prende l’avviso di garanzia. Le nostre stanze sono sorvegliate, devi avere paura di prendere un caffè con un imprenditori perché rischi di finire sul giornale e rischi con il proprio patrimonio. Grazie a Dio non ne ho bisogno ma – rimarca il sindaco – è una vergogna prendere 2.500 euro e prendersi tutti i rischi, e la reazione che la gente ha verso un sindaco neanche lontanamente ve la immaginate. E allora questa è una campagna elettorale falsata. Wanda Ferro si sta immolando ma a lei dico: la città ti vuole. La storia di questa città, piace o no, è un po’ Sergio Abramo, un po’ Michele Traversa e un po’ Wanda Ferro, la gente ancora ricorda quando venne qui Vasco Rossi, sono storie che parlano. Fai tua questa candidatura, Wanda, sto registrando quello che dice e vuole la gente, ho i piedi per terra ma c’è davvero il rischio che si può avere un grande risultato. Cerca di capire – prosegue Abramo rivolgendosi sempre alla Ferro – che in questo momento il tuo sacrificio non è solo un sacrificio voluto dal partito o perché ne avevano necessità per accreditarci nei confronti di altri partiti come coloro che sono rimasti gli unici di centrodestra ma c’è qualcosa di più: sta scattando la voglia di averti come sindaco».
Abramo infatti pensa che «ci sarà una grande rivoluzione in questa città, ho la sensazione che qualcosa cambierà. Questo sacrificio di Wanda non è solo per portare la bandiera del centrodestra, e dobbiamo farlo per dignità personale e storia perché non siamo andati mai da nessun’altra altra parte, perché il progetto si sta trasformando in qualcosa di diverso, c’è grosso consenso per Wanda, avremo belle soddisfazioni».

«Chi mi ha voluto bene doveva difendermi, invece tutti zitti»

Abramo ringrazia poi il coordinatore regionale di Coraggio Italia, D’Ettore, che – sottolinea – «è l’unico che mi ha difeso perché un’altra cosa brutta che sta accadendo è l’offesa quasi personale, non essere voluto nella coalizione di Donato: io non sono candidato, io non sono un delinquente, ho amministrato per 18 anni ma sono stato una persona onesta che non ha chiesto mai niente e ha solo lavorato facendo l’amministratore. Chi mi ha voluto bene avrebbe dovuto protestare, ma nessuno ha protestato, nessuno ha detto “a”, per difendere 18 anni di storia. Anche i giornalisti si sono lamentati di questo comportamento. Mi ha difeso solo il mio partito, che poteva fare anche l’accordo con Donato e invece ha detto no. Noi – conclude Abramo – non rinneghiamo nessuno, ma sugli altri si potrebbe dire invece veramente tanto…».
Quello di Abramo è uno dei momenti più significativi della convention sulla candidatura a sindaco della Ferro, candidatura che il 24 maggio sarà lanciata dalla leader nazionale di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, per un comizio al teatro Comunale. (ant. cant.)

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