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l’intervista

«A Roccella un hotspot e il supporto di Medici senza frontiere»: le misure per affrontare l’emergenza sbarchi

«I migranti vanno salvati». Zito ha annunciato anche la visita del prefetto Francesca Ferrandino, capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione

Pubblicato il: 28/05/2022 – 20:08
di Mariateresa Ripolo
«A Roccella un hotspot e il supporto di Medici senza frontiere»: le misure per affrontare l’emergenza sbarchi

ROCCELLA JONICA Diciannove sbarchi, oltre 1.800 persone dall’inizio del 2022. «Nel 2021 furono 200 i migranti arrivati nello stesso periodo, in totale arrivarono 5.500 migranti. Considerando questo dato, quest’anno potrebbero arrivare 30-40 mila migranti». Vittorio Zito non nasconde la preoccupazione. Da diversi mesi il sindaco di Roccella Jonica deve fare i conti con un’emergenza che sembra non finire mai. Il porto della cittadina della Locride continua ad accogliere i migranti che percorrono la cosiddetta rotta turca. Una situazione che il primo cittadino aveva definito «ormai ingestibile per il Comune», ma alla quale non ci si può sottrarre: «I migranti a mare vanno salvati e portati a terra, la rotta più battuta è quella che passa davanti Roccella, il porto in cui vanno portati è quello di Roccella. Io non mi opporrei mai a questo».

L’incontro con Lamorgese

Dopo aver incontrato, nelle scorse settimane, il prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani, Zito è stato ricevuto mercoledì a Roma dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. «Un colloquio lungo e molto approfondito», ha spiegato il primo cittadino ai nostri microfoni, in cui «si sono definiti alcuni punti fondamentali: il primo è che il porto di Roccella è un posto avanzato di soccorso ed è necessario tenerlo vuoto. Funziona se è capace di accogliere per il primo soccorso i migranti». Ieri sono stati portati via dalla struttura situata all’interno del porto i migranti degli ultimi sbarchi per essere smistati nei vari centri di accoglienza.

A Roccella un hotspot e il supporto di Medici senza Frontiere

Durante l’incontro al Viminale è stato confermato l’impegno alla realizzazione di un hotspot presso una struttura già individuata a Roccella Jonica, per la quale il comune ha già redatto la relativa progettazione. «Il progetto dell’hotspot – ha spiegato Zito – è quello che avevamo annunciato da tempo. Prima tutte le attività di primo soccorso venivano effettuate all’interno di una struttura dell’Asp, l’ex ospedaletto, che abbiamo dovuto dichiarare inagibile, per cui in via provvisoria attualmente tutte le attività si svolgono sulla banchina del porto. Il ministero ha stanziato delle risorse per ristrutturare questo immobile. Quando si dice realizzazione dell’hotspot si dice, sostanzialmente, la realizzazione di una modalità di gestione di questa struttura che segue la logica dell’hotspot. Ovviamente questo non risolve tutti i problemi, quella struttura può ospitare 120, al massimo 140 persone». Nei prossimi mesi, inoltre, ci sarà anche il supporto di Medici senza frontiere. «Ci saranno organizzazioni che si stanno prodigando perché tutto il sistema si rende conto del momento di grande difficoltà che stiamo vivendo», ha spiegato Zito, che ha annunciato la visita del prefetto Francesca Ferrandino, capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione: «Vuole venire in loco per rendersi conto delle cose che abbiamo detto». 

«I migranti vanno salvati» 

Il primo cittadino si è detto, infine, soddisfatto dell’incontro con il ministro dell’Interno: «Sono soddisfatto del fatto che ci si è resi conto dell’unicità del sistema di Roccella e delle difficoltà a cui rischiamo di andare incontro. I migranti – ha aggiunto il sindaco di Roccella ai nostri microfoni – a mare vanno salvati e portati a terra, la rotta più battuta è quella che passa davanti Roccella, il porto in cui vanno portati è quello di Roccella. Io non mi opporrei mai per principi etici. E penso che nessun sindaco, nemmeno il più esasperato dei leghisti, potrebbe opporsi perché è una procedura di legge quella di portare i migranti nel porto più sicuro vicino». 

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