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Il disegno dell’agricoltura del futuro tra la crisi alimentare e i bisogni delle aziende

Confagricoltura si interroga sulle prospettive del settore. Giansanti: «Molti parlano senza conoscere la realtà». Statti: «Imprese in difficoltà»

Pubblicato il: 30/05/2022 – 17:26
Il disegno dell’agricoltura del futuro tra la crisi alimentare e i bisogni delle aziende

FALERNA Gestire l’esistente (in difesa) provando a ridurre e contenere (quasi mai) i problemi, oppure ribaltare l’approccio e disegnare l’agricoltura del futuro. Sono queste, sostanzialmente, le due opzioni in campo, la prima si accompagna ad una rappresentanza del settore agricolo spesso solo declamatoria e “promozionale”, la seconda è invece motivata dai numeri e da una rigorosa analisi della realtà. Ed è proprio sulla seconda opzione, in linea con la propria storia,  che a Falerna Confagricoltura Calabria ha ragionato di “Fonti rinnovabili e agricoltura sostenibile” intendendo le une e l’altra come mezzi necessari a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Un confronto che ha richiamato un impegno storico dell’organizzazione di rappresentanza che da tempo accompagna le imprese verso una nuova dimensione dell’agricoltura, segnata oggi peraltro dalle indicazioni dell’Unione Europea verso l’ineluttabilità della transizione ecologica, energetica e digitale.

Giansanti: «Molti parlano di sovranismo alimentare. Ma non tengono conto della realtà»

Diretto, fondato sui numeri e senza fronzoli l’intervento del Presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti «con lo scoppio della guerra in Ucraina sento in molti, anche in Confagricoltura, parlare di autosufficienza, di indipendenza, di sovranismo alimentare, parole suggestive che tuttavia non tengono conto della realtà. Piuttosto che “dare i numeri” bisognerebbe conoscerli ed interpretarli nel modo corretto, se consideriamo ad esempio alcune colture fortemente segnate dalla crisi in atto, penso a mais, grano tenero, soia e girasole, il fabbisogno di superfici per consentire all’Italia di essere indipendente sarebbe di tre milioni di ettari. Tanto per fare un esempio – ha aggiunto Giansanti – se noi estirpassimo tutti i vigneti italiani e tagliassimo tutte le piante d’olivo libereremmo circa un milione e mezzo di ettari, la metà del necessario, di cosa parliamo dunque? Dove sono i terreni necessari? Purtroppo – a differenza dell’eccedenza alimentare del passato – siamo oggi in una situazione figlia di scelte sbagliate e peraltro si continua con questo approccio, pensate alle indicazioni per le quali noi agricoltori dovremmo ragionare di trattori elettrici o a biocombustibile, bella indicazione peccato però che i più grandi produttori di macchine agricole vanno nella direzione opposta».

«Bisogna capire che gli agricoltori professionali e le aziende strutturate fanno economia»

Accompagnato dagli applausi dei soci  di Confagricoltura l’intervento di Giansanti non ha fatto sconti anche sul tema delle scelte da fare: «In tutto il mondo ci sono 570 milioni di agricoltori, un numero enorme ma di questi solo il 3% sono agricoltori professionali, il 97% non risponde a logiche di mercato e produce per se stesso e la propria famiglia. Tradotto in parole semplici, il 3% degli agricoltori si incaricano di dare cibo al mondo. E ancora, in Italia solo il 6% delle aziende agricole raggiunge un fatturato di almeno 100mila euro».
«Comprendiamo e condividiamo – ha proseguito Giansanti – la necessità di tutelare una forma di agricoltura di sostentamento familiare e che peraltro contribuisce anche alla gestione del territorio ma, lo dico direttamente, non possiamo scambiare i sostegni al mondo agricolo con un “reddito di cittadinanza per gli agricoltori”. È necessario il coraggio delle scelte e forse ancor di più la scelta del coraggio, vanno distinte le situazioni e comprendere che gli agricoltori professionali e le aziende strutturate danno cibo, fanno economia, garantiscono occupazione, i sostegni non cambiano la vita di un’impresa strutturata ma le consentono di programmare investimenti e rendere concreti approcci innovativi».

Statti: «Le imprese vivono momenti difficili»

Per il Presidente di Confagricoltura Calabria Alberto Statti «le dinamiche di mercato e gli eventi degli ultimi due anni ci mostrano – ha sottolineato Statti – come sia necessario relazionarsi all’agricoltura con un approccio che tenga nella debita considerazione il ruolo fondamentale, strategico e decisivo di chi produce cibo. Le imprese – ha aggiunto Statti – vivono momenti difficili ma è giusto porsi rispetto ai problemi con l’ottica delle possibili soluzioni, investimenti e sostegni vanno indirizzati con una logica stringente, rigorosa  e produttiva, bisogna poi ragionare della liquidità delle aziende – ed è per questo che abbiamo coinvolto nel confronto alcuni Istituti di credito – e della necessaria ristrutturazione finanziaria delle imprese».

Gallo e le scelte della Regione in sostegno dell’agricoltura

Da parte sua l’assessore regionale Gianluca Gallo ha richiamato le scelte fatte in sostegno dell’agricoltura velocizzando, ad esempio, la spesa dei fondi del Psr ed immettendo liquidità nel sistema delle imprese; ripetuto poi il richiamo al confronto in atto a livello nazionale sul Piano Strategico, alcune regioni – compresa la Calabria – riceveranno meno sul cosiddetto primo pilastro della Pac (i pagamenti diretti agli agricoltori) ma con un accordo politico mirato a trovare riconoscimenti sul secondo pilastro (che riguarda la politica di sviluppo rurale,  ha maggior flessibilità ed è cofinanziato dai fondi UE e regionali o nazionali). Nell’incontro, a cui ha portato i saluti istituzionali il Presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso, gli interventi tematici del direttore generale del Dipartimento Agricoltura Giacomo Giovinazzo, del responsabile dell’area sviluppo sostenibile di Confagricoltura, Donato Rotundo, e del direttore generale di Confagricoltura, Franco Postorino, per il quale «la Calabria ha numeri di cui forse è poco consapevole, esistono produzioni con le quali questa regione si situa ai primi posti nazionali ed europei. È un valore – ha sottolineato Postorino – che occorre tenere in considerazione coniugandolo ovviamente con il profilo complessivo dell’agricoltura italiana, dobbiamo lavorare assieme a livello nazionale sapendo tuttavia che esistono filiere nelle quali la Calabria ha un peso specifico rilevante ed a partire dal quale può concretamente immaginare il suo sviluppo».

Giansanti e il bando del glifosate in Calabria. «Scelta sbagliata»

Citazione a parte per lo scambio di opinioni, durante l’intervento del Presidente Giansanti, sul Glifosate la cui autorizzazione è in scadenza a livello europeo a dicembre prossimo «vorrò vedere – ha detto Giansanti – come l’Italia si porrà rispetto a questa scelta, eliminare il glifosate avrà effetti sulle imprese e sulla competitività», dal pubblico e sul palco segnalano a Giansanti che la Calabria è l’unica regione d’Italia ad averlo già bandito «non lo sapevo, replica Giansanti, rispetto la scelta ma la considero profondamente sbagliata». (redazione@corrierecal.it)

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