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equilibri politici

Comune di Crotone in crisi, Voce deciderà se dimettersi entro 24 ore

La maggioranza lancia chiari segnali di sfiducia verso il sindaco. Al Consiglio di oggi non c’erano i numeri per portare avanti la seduta

Pubblicato il: 31/05/2022 – 21:37
di Giuliano Carella
Comune di Crotone in crisi, Voce deciderà se dimettersi entro 24 ore

CROTONE È crisi profonda nella maggioranza al Consiglio comunale pitagorico. Questo pomeriggio, infatti, è saltata in prima convocazione la seduta delle assise di piazza della Resistenza. Un sintomo evidente di quanto questa coalizione civica, varata senza l’ombra di partiti al suo interno, sia oggi giunta al capolinea dopo nemmeno 2 anni di gestione amministrativa. A far presagire il peggio è stata però la reazione del sindaco Vincenzo Voce che, considerato il clima e tastando gli umori dei suoi, ha deciso di prendersi 24 ore di tempo per decidere se proseguire o meno in questa avventura. Deve aver masticato amaro quando, all’appello nominale compiuto dal segretario generale Andrea La Rocca, hanno risposto assieme a lui e al presidente del consiglio, Giovanni Greco, soltanto in 10. Si è trattato di: Paolo Maria Francesco Acri, Domenico Ceraudo, Santo Vincenzo Facino, Paola Liguori, Domencio Pio Lo Guarro, Alessandro Manica, Iginio Pingitore, Ginetta Tallarico e Giada Vrenna. Totale: 12 presenti.
Erano invece necessari 17 consiglieri perché fosse validata la seduta. Una buona parte della maggioranza, dunque, non presentandosi all’appuntamento istituzionale, ha così voluto lanciare un chiaro segnale di sfiducia al sindaco e alla sua giunta. Tra di loro, solo una consigliera può reclamare l’assenza giustificata per motivi di salute, avendo anche incassato alla vigilia il diniego alla sua partecipazione da remoto (la seduta era stata già convocata in presenza).
Il consiglio, intanto, si riunirà in seconda convocazione domani pomeriggio sempre alle 15.30. Chissà se si registreranno novità, oppure si assisterà a un più probabile e “gattopardesco” rientro in aula. Sono 22 i punti all’ordine del giorno da affrontare: una serie di mozioni e di interrogazioni previste in apertura; l’aumento Tari attraverso il nuovo Piano finanziario in mezzo alla seduta; e poi, via via, si discuterà di acquisizioni ed alienazioni immobiliari, modifiche ai regolamenti e riconoscimento di debiti fuori bilancio. Basteranno 11 presenti perché ci sia il numero legale e quindi dichiarare valida la seduta. Ma per il sindaco Voce, questi, non sono numeri sufficienti. Ecco perché ha deciso di prendersi 24 ore tutte per sé ed eventualmente valutare di intraprendere la clamorosa via delle dimissioni.  

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