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Così si lavora a Palazzo Campanella: c’è chi corre, chi cammina e chi invece è fermo…

Ecco l’operatività delle commissioni: la più attiva finora è stata la Terza, poi la Quarta, Riforme in coda. Al palo la Giunta delle elezioni

Pubblicato il: 09/06/2022 – 22:02
Così si lavora a Palazzo Campanella: c’è chi corre, chi cammina e chi invece è fermo…

C’è chi corre, c’è chi cammina spedito, c’è chi cammina e basta e c’è pure chi sta fermo. Viaggio all’interno dell’attività di Palazzo Campanella per misurare chi – tra commissioni consiliari, permeanti e speciali e Giunta varie – fa cosa e quando lo fa (se lo fa). Una classifica che si può stilare sulla scorta del resoconto desumibile dal sito istituzionale del Consiglio regionale dal quale si ricava un quadro estremamente frastagliato. La premessa per così dire metodologica è che ovviamente il numero delle sedute non necessariamente è un valore a sé, perché bisogna comune sempre considerare la “natura” dell’organismo, considerando che ci sono a esempio Commissioni che “gioco forza” si riuniscono di più, semplicemente perché devono riunirsi con una certa costanza perché questo richiede la sua funzione e le norme statutarie e regolamentari che presiedono l’Assemblea. Ma anche al netto di questa premessa, emerge qualche dato interessante dell’operatività delle Commissioni e delle Giunte in questi primi mesi della dodicesima legislatura (quattro mesi e mezzo circa, considerando che l’insediamento delle commissioni è avvenuto sostanzialmente a metà gennaio). La commissione più attiva, quella che si è riunita più volte è la terza, Sanità e Attività sociali, presieduta da Michele Comito di Forza Italia: ben 13 finora le sedute della Terza, un dato che sicuramente risente del “peso” delle materie di cui si occupa, in particolare la sanità, la “madre” di tutte le emergenze calabresi e il terminale di tutte le attenzioni della politica, in testa il governatore e commissario Roberto Occhiuto e della sua maggioranza di centrodestra. Segue, con 11 sedute da gennaio ad oggi, la quarta Commissione Ambiente e Territorio, presieduta da Pietro Raso della Lega. Quindi, la seconda commissione Bilancio e Programmazione, presieduta da Antonio Montuoro di Fratelli d’Italia, chiamata spesso a riunirsi dovendo esprimere il parere finanziario a ogni qualsivoglia provvedimento. Con 8 sedute da metà gennaio c’è poi la prima commissione “Affari generali e istituzionali” presieduta da Luciana De Francesco di Fratelli d’Italia, che fa un poco meglio della sesta commissione “Agricoltura, Turismo, Commercio, Sport”, presieduta da Katya Gentile di Forza Italia, con 6 sedute. Tra le commissioni permanenti la “Cenerentola”, al solito, è la quinta Commissione Riforme, presieduta da Giuseppe Mattiani di Forza Italia: dall’insediamento si contano solo due riunioni, in realtà una sola riunione perché la prima è stata proprio quella di insediamento, e l’unica seduta, che si è tenuta ieri, è durata una manciata di minuti. È evidente che la Riforme sconta la genericità delle sue competenze. Quanto alle speciali, l’Anti-‘ndrangheta guidata da Giuseppe Gelardi della Lega si è finora riunita 5 volte, “solo” 4 volte invece la Vigilanza, guidata da Francesco Afflitto del Movimento 5 Stelle: un numero che appare francamente basso, questo della Vigilanza, se si pensa che è guidata come da prassi da un esponente dell’opposizione e teoricamente dovrebbe per questo essere abbastanza attiva: ma probabilmente hanno influito anche le polemiche che hanno coinvolto Afflitto per la sua conduzione della Vigilanza, contestata perché ritenuta troppo “filo-maggioranza”, dal consigliere di DeMa Antonio Lo Schiavo. Ma c’è anche chi in realtà è fermo, come la Giunta del Regolamento ma soprattutto la Giunta delle elezioni, che non risulta essersi mai riunita da quando è stata composta (in teoria avrebbe dovuto procedere alla convalida degli eletti…) e che ancora non ha nemmeno il presidente. (c. a.)

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