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la sentenza

Accesso abusivo a informazioni riservate, assolto il giudice Petrini

Secondo l’accusa si sarebbe introdotto nel sistema informatico del ministero della Giustizia per acquisire informazioni sui suoi procedimenti

Pubblicato il: 13/06/2022 – 21:03
Accesso abusivo a informazioni riservate, assolto il giudice Petrini

SALERNO Il giudice, ora sospeso, della Corte d’Appello di Catanzaro, Marco Petrini, è stato assolto con formula “per non aver commesso il fatto” dall’accusa di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico. Lo ha stabilito il gup del Tribunale di Salerno, Paolo Valiante, accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Francesco Calderaro.
Secondo l’accusa, Petrini, dopo aver ricevuto la notifica della richiesta di proroga delle indagini a suo carica da parte della Procura di Salerno, si sarebbe introdotto ripetutamente e abusivamente nel sistema informatico “Scripta” del ministero della Giustizia per acquisire illecitamente informazioni sui procedimenti a proprio carico. Così facendo avrebbe individuato una comunicazione riservata che proveniva dalla Procura Generale e che riguardava la posizione del giudice. Su un foglio manoscritto sequestrato il giorno del suo arresto, il 15 gennaio 2020, gli investigatori della Guardia di finanza di Crotone, coordinati dalla Procura di Salerno, hanno trovato il numero del procedimento penale di Salerno, gli articoli del codice penale a lui ascritti, il numero del procedimento della Procura di Catanzaro, le note redatte dalla Guardia di finanza.
Tutte informazioni coperte da segreto. Secondo l’accusa, Petrini avrebbe usato, all’insaputa della stessa, la postazione di lavoro della propria convivente che all’epoca era incaricata della tenuta della corrispondenza del protocollo riservato indirizzata al presidente della Corte d’Appello di Catanzaro. Un’accusa dalla quale, in primo grado, con rito abbreviato, è stato assolto. Petrini è stato condannato in primo grado per corruzione in atti giudiziari a 4 anni e 4 mesi di reclusione. Il processo ora pende davanti alla Corte d’Appello di Salerno. (ale. tru.)

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