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Da Milano a Lamezia il mondo del “capital market”. Il ministro Giovannini: «Puntiamo su investimenti sostenibili» – VIDEO

Smartconference organizzata da “MeglioQuesto” di Felice Saladini. «Portare qui il mondo della finanza». Il ministro: «Passaggio ad energie rinnovabili è priorità»

Pubblicato il: 16/06/2022 – 18:30
di Giorgio Curcio
Da Milano a Lamezia il mondo del “capital market”. Il ministro Giovannini: «Puntiamo su investimenti sostenibili» – VIDEO

LAMEZIA TERME «La locomotiva dell’Italia riparte dal Sud, ma sta a noi farla andare e correre veloce». A dirlo è Felice Saladini, imprenditore lametino nonché founder e Ceo di “MeglioQuesto”, nel corso dell’evento “La Vita Agile”, smartconference organizzata al Teatro Grandinetti di Lamezia proprio da “MeglioQuesto”, in collaborazione con BDO, Borsa Italiana, Elite, Lavoro&Welfare e Fondazione Territorio Italia. Un pomeriggio di incontri tra personalità politiche, parti sociali, rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private e aziende per definire un modello di rilancio del Mezzogiorno, attraverso un confronto e spunti concreti per cogliere le opportunità di sviluppo del Paese.

«Portare qui il mondo del capital market»

Lamezia Terme centro del dibattito e del rilancio economico e finanziario del Paese, almeno per un giorno. Ma soprattutto l’occasione per sviscerare alcuni degli aspetti cruciali legati ai fondi del Pnrr, le occasioni per la Calabria e il Sud Italia e molto altro. «Parliamo di economia circolare – ha spiegato Saladini al Corriere della Calabria – ma anche di sostenibilità e di rilancio del Mezzogiorno e per farlo abbiamo coinvolto politici, istituzioni e il mondo culturale e accademico». L’Italia, e soprattutto il Mezzogiorno, devono ripartire e rimettersi a correre dopo due anni di pandemia da Covid-19, grazie agli investimenti e ai fondi del Pnrr ma non basta: la visione e la progettualità di imprese e imprenditori giocano tuttora un ruolo decisivo, e Saladini lo sa bene: «La pandemia – ha spiegato – purtroppo ha dato una bella mazzata sia dal punto di vista sanitario, sia sul piano imprenditoriale e degli investimenti. Ma ha fatto comunque cambiare i nostri modelli di business, le nostre attività e dobbiamo però essere bravi a continuare su questa direzione, sfruttando anche la digitalizzazione». «Le imprese – ha precisato Saladini – e gli imprenditori devono avere idee e progetti ben chiari e sono convinto che un evento come quello di oggi possa fornire spunti importanti agli imprenditori locali ed è questo il nostro obiettivo: portare qui il mondo della finanza, del capital market nazionale che risiede a Milano ma al quale vogliamo far capire che c’è un Sud che può veramente esplodere».  

«Il Pnrr non può danneggiare l’ambiente»

Quello di oggi è un evento ricco di ospiti e figure di rilievo del mondo dell’imprenditoria e della politica: dal ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini, al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, l’ex ministro Cesare Damiano e Fabrizio Favara, Chief Strategy Officer Ferrovie dello Stato Italiane. «Il Pnrr non può danneggiare l’ambiente e non è solo un obbligo, ma l’abbiamo preso come un paradigma di come si fanno le opere in Italia. Abbiamo definito delle regole precise, dei tempi contingentati, messo in parallelo delle diverse fasi». Lo ha detto il proprio il ministro Giovannini, che ha continuato: «Seguiamo sia le regole del next generation sia le regole del G20 che hanno definito anni fa cosa vuol dire costruire una infrastruttura sostenibile. Ed uno dei principi fondamentali del next generation è proprio quello di non poter danneggiare l’ambiente. C’è una valutazione molto stringente, è un obbligo ed è l’occasione per cambiare il paradigma di come si cambiano le infrastrutture in Italia, superando il concetto che infrastrutture e ambiente non possano convivere». In altri termini «non è il libro dei sogni ma sarebbe qualcosa di più concreto come, ad esempio, avvenuto con la diga foranea di Genova. In nove mesi è stato fatto quello che in passato avrebbe richiesto quattro anni e mezzo, con un rigore tecnico che è indispensabile. E tutto nel rispetto dell’ambiente, dei cittadini, delle regole. Stessa cosa sta avvenendo per alcuni lotti della Salerno-Reggio Calabria e nel resto del Paese: è una caratteristica del nuovo modo di impostare le infrastrutture nel diritto dei lavoratori». Contestualmente, si è fatto riferimento ad altre tre questioni che, di fatto, vanno di pari passo con lo sviluppo: digitalizzazione, turismo, beni culturali. Temi sui quali, secondo il ministro, «il Paese non può dare l’impressione che si sia bloccato. È stata creata una sovrintendenza nazionale per fare in modo che si guardi alle esigenze anche se, in caso di conflitto il Consiglio dei ministri decida di andare avanti sugli impianti fotovoltaici perché – ha aggiunto Giovannini – riteniamo che il passaggio ad energie rinnovabili sia una priorità ma non far nulla in nome della tutela del paesaggio, distrugge il paesaggio. La scelta che abbiamo fatto è l’esempio fatto prima sulla figa di Genova. Con queste nuove procedure si riesce a trovare un equilibrio nella tutela ambientale. Una volta che coinvolgi i cittadini e spieghi le motivazioni, i cittadini accettano». «Gran parte del lavoro – ha concluso Giovannini – lo si sta svolgendo sulla progettazione. Gran parte dei cantieri partiranno nel 2023 ed è importante fotografare la realtà odierna, non semplicemente estrapolare quello che è accaduto nel passato».

«180 treni in più da Gioia Tauro verso il Brennero»

Per Fabrizio Favara, invece, quella in atto «è una vera rivoluzione, come già accennato in molte altre occasioni. Il Sud Italia sarà interessato da un impegno complessivo che vede in primo piano lo Stato, anche perché dal Pnrr sono solo 24 i miliardi disponibili per un investimento  totale di 160. Un piano di infrastrutture a 10 anni che ridisegna il trasporto in Italia, e al Sud ci saranno i cambiamenti più importanti, tra cui proprio l’alta velocità sulla Salerno – Reggio Calabria».  «C’è un pacchetto complessivo di investimenti sul quale non c’è alcun passo indietro, ma tutto va reso compatibile con lo scenario attuale. Parliamo spesso di infrastrutture ferroviarie ma non possiamo escluderlo dal concetto di viabilità e mobilità che è legata al trasporto stradale e autostradale. Tutti interventi che determineranno uno sviluppo territoriale e turistico». «La Salerno – Reggio Calabria è chiamata alla linea di alta velocità ma all’interno è prevista la realizzazione della galleria a doppia canna Santomarco che raddoppia e velocizza la connessione e il collegamento tra la linea tirrenica e quella adriatica e che consente ai treni che partono da Gioia Tauro di arrivare direttamente la Brennero dove con il nuovo tunnel si passerà alla pendenza del 7×1000, praticamente in pianura, aumentando esponenzialmente la capacità complessiva di trasporto, con 180 treni in più che dovrebbero partire dai porti di Gioia Tauro e di Taranto». (redazione@corrierecal.it)

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