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Lamezia e la sbarra della discordia sul lungomare. «Così ci costringono a chiudere» – FOTO E VIDEO

L’installazione nei pressi del lungomare “Falcone-Borsellino”, forse per il futuro passaggio di un bus. La rabbia dell’unico operatore turistico

Pubblicato il: 17/06/2022 – 15:13
di Giorgio Curcio
Lamezia e la sbarra della discordia sul lungomare. «Così ci costringono a chiudere» – FOTO E VIDEO

LAMEZIA TERME Idee poche, e anche confuse. E soprattutto dannose. Rilanciare le sorti del turismo è (anzi sarebbe) fondamentale per dare impulso e slancio ad un settore che, nonostante le ricchezze del territorio, non ha mai rappresentato un fattore di crescita e sviluppo per la città di Lamezia Terme. Nonostante chilometri di lungomare e tre location come Ginepri-Cafarone-Marinella dove al contrario l’incuria, il degrado e l’abbandono sono più forti della crescita e dello sviluppo. Un contesto, dunque, di per sé già critico e che non gode evidentemente di grande attenzione da parte di chi, invece, dovrebbe cercare ogni soluzione possibile per ribaltare una narrazione sempre uguale a sé stessa, anno dopo anno. Già perché tra lo sviluppo e la valorizzazione turistica di Lamezia Terme ci sono di mezzo progetti e idee, ma spesso anche novità che a trovarne il senso viene il mal di testa.

La “sbarra” della discordia

Quella di quest’anno ha assunto le forme di una sbarra automatica, posta proprio nel mezzo della strada sterrata che costeggia il lungomare “Falcone-Borsellino” di Lamezia Terme, utilizzata dai cittadini (turisti o meno) per poter raggiungere più o meno agilmente il litorale. La sbarra, ancora non entrata in funzione e istallata solo nelle scorse ore, ufficiosamente (ma ancora non è ben chiaro) dovrebbe servire a limitare o addirittura bloccare il traffico in quel tratto per consentire il passaggio di un autobus della Multiservizi. Prova ne è la nuova fermata piazzata proprio a metà percorso. Un’idea che lascia perplessi per una lunga serie di ragioni. A cominciare dall’utilità di un grande mezzo pubblico per un’utenza limitata d’estate e notoriamente poco incline, quella lametina, all’utilizzo dei servizi di trasporto pubblico per diversi motivi.

«Un grave danno economico»

E poi, tutt’altro che secondario, c’è l’enorme danno economico che potrebbe investire l’unico vero lido presente. «È una soluzione che ci danneggia enormemente – spiega al Corriere della Calabria Raffaele Longo, titolare del Lido Mare Nostrum – come faranno gli eventuali turisti a venire da noi se non c’è più neanche lo spazio per passare con le auto o comunque posteggiare?». A lasciare perplessi, poi, i tempi e le modalità. «È accaduto tutto in pochi giorni, senza neanche che qualcuno dell’amministrazione ci spiegasse quello che stavano facendo. Avrebbero potuto avvisarci, chiedere magari anche un confronto con noi. In fondo siamo noi che viviamo realmente il territorio ogni anno e tutte le stagioni estive raccogliamo i problemi di un territorio completamente abbandonato a  sé stesso». La decisione di sbarrare la strada, dunque, potrebbe avere degli effetti devastanti. «Abbiamo investito tanti soldi in questi anni e lo abbiamo fatto anche quest’anno, nonostante tutto. Ora rischiamo che i nostri affari, già risicati, vadano in fumo ancor prima che la stagione estiva abbia inizio. È vergognoso che ci si occupi di queste cose effimere quando qui realmente il servizio pubblico non esiste affatto: non c’è una doccia, un bagno pubblico, non ci sono percorsi e passerelle e loro che fanno? Lasciano aperto il passaggio che conduce in un tratto di litorale peraltro dichiarato “non balneabile”, lasciando isolato il nostro tratto invece conforme. Una decisione senza alcun senso».

In un tratto di costa potenzialmente importante per la città di Lamezia e il suo turismo, a balzare agli occhi sono le assenze: della civiltà dei cittadini che lascia cumuli di spazzatura ad ogni angolo, ma anche dei servizi essenziali come l’acqua pubblica o una doccia. «Vengono sempre da noi – osserva il gestore del lido – anche chi alla fine non consuma qui: il servizio pubblico di fatto lo offriamo noi ai cittadini».

Piccioni: «Che tristezza»

Sulla vicenda era già intervenuto ieri sera su Facebook il consigliere di minoranza, Rosario Piccioni, con un lungo e critico post. «Il 18 febbraio – ha scritto – ho presentato la mozione con cui con largo anticipo, come richiederebbe una programmazione seria, chiedevo all’amministrazione comunale di programmare per tempo gli interventi per potere avere una stagione estiva dignitosa.Cito, giusto a titolo di esempio: la pulizia della spiaggia; le passerelle per le persone disabili, anziane e per le mamme con carrozzina; la gestione della pineta; la sistemazione dell’arena del lungomare; la manutenzione della pensilina in legno che, per ovvi motivi, senza i necessari interventi rischia di andare alla malora etc etc. E invece che fa l’amministrazione comunale? Per la prima volta in cui decide di spendere dei soldi negli ultimi anni nella zona del lungomare, installa una sbarra!!! Sì, avete proprio capito bene: una sbarra!!!Invece di sistemare la zona e renderla vivibile, invece di dare la pineta in gestione affinché non si vedano più le immagini di sotto(ferma restando la netta condanna degli incivili autori di queste nefandezze), decide di mettere una sbarra!!!E allora voglio domandare all’amministrazione comunale: qual è la ratio di questa scelta? Siete o non siete consapevoli che, in una zona già senza servizi, significa stroncare la frequentazione di questa zona? Siete consapevoli che se i cittadini saranno costretti a parcheggiare a centinaia di metri di distanza, opteranno inevitabilmente per altri lidi? Cosa faranno in particolare persone disabili, anziani, famiglie? Cosa ne sarà dei pochi lidi presenti che inevitabilmente subiranno le conseguenze di questa scelta?Mi auguro che si faccia subito chiarezza». (redazione@corrierecal.it)

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