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Operazione Good

Sequestro di droga e armi nel Reggino: nove misure cautelari

Tra questi una famiglia di Anoia. Contestati produzione, spaccio e detenzione abusiva di armi: Due indagati in carcere, cinque ai domiciliari

Pubblicato il: 01/07/2022 – 8:15
Sequestro di droga e armi nel Reggino: nove misure cautelari

REGGIO CALABRIA Questa mattina, nella provincia di Reggio Calabria, i militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dall’ Ufficio del gip del Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura, diretta da Emanuele Crescenti, nei confronti di 9 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di “produzione, detenzione, cessione di sostanze stupefacenti” e “porto e detenzione abusiva di armi comuni da sparo”.
L’operazione, convenzionalmente denominata “Good”, giunge ad esito di una complessa attività d’indagine condotta dai militari della Compagnia di Taurianova sotto il costante coordinamento della locale Procura della Repubblica.
In particolare, le investigazioni sono state avviate nel gennaio del 2021, quando, nel corso di un controllo in strada, i militari della Stazione Carabinieri di Nicotera Marina hanno fermato due minorenni provenienti dalla piana di Gioia Tauro, trovati in possesso di alcuni grammi di marijuana. Immediati accertamenti hanno permesso di risalire all’identità di uno degli odierni indagati, ritenuto il responsabile di aver ceduto lo stupefacente ai due sedicenni.
Il quadro indiziario, rassegnato alla Procura della Repubblica di Palmi, ha permesso quindi di raccogliere un dettagliato scenario probatorio e di identificare i responsabili negli odierni destinatari della misura cautelare. Fra questi, un intero nucleo familiare, originario di Anoia, i cui componenti, sulla base delle valutazioni del gip di Palmi, si sarebbero resi autori di almeno 30 episodi di cessione, acquisto o detenzione di sostanze stupefacenti di varia tipologia, in particolare marijuana e hashish.
In ordine all’ipotesi d’accusa formulata, gli stessi sono stati anche ritenuti responsabili di aver detenuto armi comuni da sparo, precisamente due fucili e una pistola, alcune delle quali portate lungo la pubblica via. Due degli indagati, inoltre, sulla scorta delle risultanze investigative, si erano anche vantati di avere fatto, nella notte di Capodanno del 2021, il tiro al bersaglio contro la segnaletica stradale in Contrada Tubà, frazione di Anoia dove dimorano i catturati.
I numerosi fotogrammi raccolti nell’ambito dei vari servizi di osservazione svolti, hanno permesso al gip di ricavare il proprio convincimento circa il riconoscimento dei principali indagati, nonché l’attribuibilità soggettiva agli stessi della realizzazione della piantagione di piante di canapa indiana, realizzata in Contrada Tubà e sequestrata dai militari dell’Arma il 17 giugno 2021.
Inoltre, l’esito degli accertamenti tossicologici sulle piante in sequestro ha permesso di stabilire un thc pari a quasi 5.000 dosi. Laddove immessa sul mercato, infatti, è ipotizzabile che la sostanza stupefacente avrebbe consentito di realizzare ingenti guadagni.
La prospettazione accusatoria ha, ad oggi, trovato un preliminare accoglimento nell’ordinanza emessa dal gip di Palmi, che ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere per 2 degli indagati, sottoposto 5 agli arresti domiciliari e disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per i restanti 2.
Il quadro indiziario, rassegnato alla Procura della Repubblica di Palmi, ha permesso quindi di raccogliere un dettagliato scenario probatorio e di identificare con qualificata probabilità i responsabili negli odierni destinatari della misura cautelare.

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