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Politiche, i partiti verso il rush finale ma con ritmi diversi: il centrodestra corre, il Pd ancora impantanato

Forza Italia trainata dal “kingmaker” Occhiuto avanti nelle candidature, ancora incertezze in FdI e Lega. Centrosinistra al palo, anche il M5S è in pieno tormento. Si muove il terzo polo. In campo …

Pubblicato il: 13/08/2022 – 10:23
Politiche, i partiti verso il rush finale ma con ritmi diversi: il centrodestra corre, il Pd ancora impantanato

Il refrain, a destra come a sinistra e al centro, è che solo dopo Ferragosto, dal 16 in poi, si farà veramente sul serio e ci sarà il rush finale, ma intanto nel percorso per lePolitiche e per la presentazione di liste e candidati non tutti sono sullo stesso piano e non tutti stanno tenendo lo stesso ritmo. C’è chi corre, chi cammina, chi arranca, e chi è ancora sostanzialmente fermo. Nella “fotografia” che scatta il momento, anche in Calabria il centrodestra, forte di una unità magari non granitica ma comunque reale (cementata dal sentore di vittoria), ha già raggiunto uno stato di avanzamento lavori significativo, a fronte di un centrosinistra ingessato dal pachiderma Pd, di un Movimento 5 Stelle prigioniero delle sue incertezze e di un centro ancora molto mediatico ma poco concreto.

Centrodestra

La Calabria in effetti riproduce perfettamente queste dinamiche. Il centrodestra ha già  piazzato qualche robusto paletto, chiudendo la cornice dentro la quale poi dovrà dettagliare il disegno complessivo. Secondo quanto anticipato nei giorni scorsi, sostanzialmente la quadra nella coalizione per la distribuzione dei 7 collegi calabri – 5 alla Camera e e al Senato – c’è già, sigillata al tavolo nazionale: 3 a Forza Italia, 2 a Fratelli d’Italia e 2 a Lega (anche se secondo alcuni analisi la leader di FdI Giorgia Meloni starebbe spingendo per un collegio da riservare ai neonati centristi di “Noi Moderati”). Sui nomi da inquadrare nelle sette caselle ancora non ci sarebbero certezze assolute, nel senso che sono possibili ancora novità che potrebbero cambiare il quadro descritto nei giorni scorsi, ma l’impianto nel complesso è fatto e i partiti adesso si stanno concertando anche sui listini del proporzionale. Fa la parte del leone Forza Italia, che al tavolo romano si è giovato del ruolo da “kingmaker” del governatore Roberto Occhiuto: negli uninominali gli azzurri schiereranno gli uscenti Francesco Cannizzaro e Andrea Gentile, manca una terza casella – il collegio Camera Vibo Valentia-Piana di Gioia Tauro – che il coordinatore regionale azzurro Giuseppe Mangialavori nelle prossime ore dovrebbe indicare (in lizza ci sarebbero la sindaco vibonese Maria Limardo e il capogruppo di Fi alla Regione Giovanni Arruzzolo) in base agli equilibri di partito. Forza Italia inoltre avrebbe “blindato” nei proporzionali l’ex sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, fratello Roberto, e lo stesso Mangialavori. In generale, le trattative per le Politiche avrebbero confermato l’esistenza di un asse dominante Occhiuto-Mangialavori-Cannizzaro, anche se il deputato reggino – sostengono molti analisti – avrebbe riscosso meno degli altri due (o comunque meno di quanto avesse desiderato). Forza Italia in sintesi corre, sicuramente più degli alleati, Fratelli d’Italia e Lega, alle prese con qualche dinamica interna più complessa e fonte di tensioni e fibrillazioni (soprattutto il Carroccio). I meloniani dovrebbero schierare nei collegi uninominali due big come la deputato uscente e coordinatrice regionale Wanda Ferro (si dice all’uninominale Camera di Catanzaro ma potrebbe anche guidare il listino  proporzionale) e l’assessore regionale Fausto Orsomarso (destinato al collegio Senato Calabria Nord), ma si parla con insistenza di candidature esterne piazzate da Roma nelle postazioni utili del plurinominale: oltre quella di Alfredo Antoniozzi, fonti romane rimbalzano nelle ultime ore il nome di Isabella Rauti, tra l’altro sangue calabrese visto che è la figlia di Pino, originario di Cardinale (la Rauti peraltro già nel 2018 ha guidato la lista di FdI del Senato nella regione). Quanto al Carroccio, nei collegi dovrebbero essere piazzati il deputato uscente Domenico Furgiuele (possibile per lui anche un “paracadute” al proporzionale della Camera) e l’assessore regionale al Welfare Tilde Minasi: resta sempre concreta la possibilità di una ricandidatura del leader Matteo Salvini numero 1 nel listino al Senato come nel 2018, come e forse più del 2018, sia perché Salvini così aprirebbe maggiori spazi a suoi fedelissimi al Nord sia perché così metterebbe il bavaglio alle risse interne ai leghisti di Calabria. Infine, si muove anche il centro di “Noi Moderati”, che però dovrà trovare una sintesi non semplice tra le sue quattro anime, gli equilibri romani e le ambizioni territoriali (e già qualcuno ieri si è smarcato, in particolare nell’Udc).

Roberto Occhiuto. Giorgia Meloni., Wanda Ferro

Pd e centrosinistra

Il centrodestra comunque ha sicuramente il vento in poppa, quello che invece non ha il Pd, letteralmente impantanato tra logiche correntizie interne, trattative difficoltose con alleati dai pochi voti ma dalle tante ambizioni e solite tentazioni “centraliste” e colonizzatrici. In Calabria – dicono accreditate fonti dem – si sarebbe ancora praticamente fermi, e qualcosa si potrà muovere realmente solo dopo Ferragosto. Qualche tendenza – dicono fonti accreditate – sembrerebbe però delineata: i due capilista nel proporzionale, Nicola Irto e il deputato uscente in quota Articolo 1 Nico Stumpo, forse la parlamentare Enza Bruno Bossio numero 2 in un listino, il docente universitario Eugenio Marino, vicino al vicesegretario Giuseppe Provenzano, dato per certo nel collegio ionico-crotonese alla Camera. Per il resto molti big dovranno correre nei collegi (da cui tutti scappano). Con i dem inoltre potrebbe essere candidato anche un esponente del Psi: si fa il nome del sindaco di Cassano Jonio Gianni Papasso. Quanto agli alleati, spazio probabilmente a Impegno Civico di Luigi Di Maio, che potrebbe schierare la sottosegretaria Dalila Nesci in un collegio, quello Vibo-Piana alla Camera (e capolista al proporzionale).

Movimento 5 Stelle

Ma tormenti li vive anche il Movimento 5 Stelle, alle prese con le “parlamentarie” il cui esito dovrebbe essere ufficializzato il 16 agosto. Ma in realtà le consultazioni in piattaforma potrebbe avere valore zero, perché la parola finale spetta al leader Giuseppe Conte, e da Roma la sensazione è che la Calabria potrebbe diventare il trampolino di lancio per candidati particolarmente graditi ai vertici pentastellati: in Calabria così – come anticipato nei giorni scorsi dal Corriere – si candida l’uscente Vittoria Baldino, originaria della Sibaritide ma nel 2018 eletta nel Lazio, Tra i portavoce uscenti, il più quotato per un posto utile è Riccardo Tucci, il più “contiano” della pattuglia calabrese dopo Massimo Misiti che però si è sfilato dalle Politiche preferendo occuparsi solo del M5S sul territorio. Il resto dei grillini invece sembra appeso a tante incognite.

Nicola Irto ed Enrico Letta

Il polo di centro

In movimento poi il polo di centro nato dall’alleanza tra Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi. In Calabria si parla di una suddivisione nell’ordine del 60-40% ma è possibile in realtà un 50% a testa di collegi, considerando che Italia Viva ha già una certa struttura sul territorio, anche se Azione è in piena (e aggressiva) campagna acquisti: candidature certe vengono considerate, per Iv, quelle del senatore uscente Ernesto Magorno capolista al Senato, dell’ex deputato Brunello Censore, dell’ex grillina Federica Dieni forte dell’endorsement da parte di Maria Elena Boschi, del sindaco ff di Reggio Calabria Paolo Brunetti, per i calendiani del segretario regionale Fabio Scionti e del sindaco ff della Metrocity di Reggio Carmelo Versace, si parla poi di un avvicinamento ad Azione dell’ex consigliere regionale Vito Pitaro. Ma in realtà il terzo polo è ancora un contenitore da riempire.

Il resto dei competitor

In lizza sicuramente anche in Calabria “Noi di Centro” dell’eterno e indistruttibile Clemente Mastella, che ha già ufficializzato diversi candidati, tra qui spicca il leader regionale Oreste Morcavallo. Poi, su un versante praticamente potrebbe opposto – anche perché opposti sono i personaggi in questione, se qualcuno torna indietro alla metà degli anni 2000 –  si sta profilando l’arrivo anche in Calabria della Unione Popolare di Luigi de Magistris, sostenuto da forze di estrema sinistra: l’ex pm di Catanzaro ed ex sindaco di Napoli punterebbe a raccogliere i frutti del germe lanciato alle Regionali, e avrebbe già mobilitato alcuni suoi fedelissimi, come Ugo Vetere, sindaco di Santa Maria del Cedro, che ha annunciato la sua candidatura al Senato quale capolista nel collegio plurinominale e nel collegio uninominale Calabria Nord. (c. a.)

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