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La polemica

La denominazione dell’aeroporto fa litigare (di nuovo) Catanzaro e Lamezia Terme

Il sindaco Fiorita propone di inserire la citazione del capoluogo scatenando la stizzita replica del collega Mascaro e della politica lametina

Pubblicato il: 05/09/2022 – 16:15
La denominazione dell’aeroporto fa litigare (di nuovo) Catanzaro e Lamezia Terme

CATANZARO Divampa la polemica sulle dichiarazioni del sindaco di Catanzaro Nicola fiorita, che oggi, in sede di consiglio comunale, nell’esposizione delle sue line programmatiche ha proposto di cambiare la denominazione dell’aeroporto di Lamezia Terme con l’aggiunta della citazione della città capoluogo di regione. Contro Fiorita arriva un’autentica levata di scudi dalla classe politica lametina, a partire dal sindaco Paolo Mascaro.

La proposta di Fiorita

«Sul piano delle grandi infrastrutture del trasporto nazionale e internazionale, dovremo aprire un nuovo protagonismo del Comune di Catanzaro nella vita e nella gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme che è, nei fatti, l’aeroporto del Capoluogo», scrive Nicola Fiorita nelle linee programmatiche 2022-2027: «Sono orgoglioso di avere, da modesto cittadino e operatore politico, contribuito a contestare la scelta di privatizzare la Sacal con la vendita delle azioni in possesso di Comune e Provincia di Catanzaro. Così come voglio dare atto al presidente Occhiuto – prosegue Nicola Fiorita – di avere riportato nella sfera pubblica la maggioranza azionaria di Sacal. Ora si tratta per Catanzaro – che ha avuto un ruolo storico nella nascita dell’aeroporto – di tornare ad avere una funzione attiva nei programmi di sviluppo dello scalo e capire come meglio integrarli con le esigenze del Capoluogo. Incontreremo il management della Sacal, a cui chiederemo l’apertura di un terminal nella Città di Catanzaro, un luogo fisico dove è possibile chiedere informazioni, fare prenotazioni, fare partire e arrivare le navette da e per l’aeroporto, favorire l’interscambio con la rete di mobilità della Città. C’è poi – rileva il sindaco di Catanzaro – una questione nominalistica che – certo – ha solo un significato simbolico, ma spesso dietro i simboli ci sono i contenuti e le scelte. Io chiederò alla Regione e al Ministero competente che la denominazione ufficiale dello scalo sia Lamezia Terme – Catanzaro e che naturalmente tale denominazione venga riportata su tutta la comunicazione. Mi pare una denominazione rispettosa del fatto che l’aeroporto insista sul territorio lametino, ma non c’è dubbio che la Capitale della Calabria sia il naturale riferimento per i viaggiatori».

La “levata di scudi” di Lamezia

A stretto giro di posta la replica di Paolo Mascaro: «Leggo con notevole stupore la notizia dell’intendimento, inserito addirittura nelle linee programmatiche del Sindaco Nicola Fiorita, di richiedere la modifica della denominazione ufficiale dell’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme in Aeroporto Internazionale Lamezia Terme – Catanzaro per motivi che sono oggettivamente astrusi ed incomprensibili; parimenti, suscita molta perplessità l’affermazione del medesimo Sindaco secondo la quale l’Aeroporto sarebbe “nei fatti l’Aeroporto del capoluogo”. Ben altri sono, invece, i problemi che l’area centrale della Calabria deve e dovrà affrontare evitando di ritornare su stucchevoli tematiche frutto del campanilismo più bieco. La detta incomprensibile richiesta – prosegue il sindaco di Lamezia Terme – avrà ovviamente la più ferma opposizione da parte della Città di Lamezia Terme e del suo comprensorio che tenderà al contrario a porre l’attenzione sulle necessità di sviluppo dell’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme ed al riguardo ci si augura che il Sindaco di Catanzaro sappia anche lui impegnarsi affinchè si proceda ad esempio al più presto alla realizzazione della nuova Aerostazione che da tempo si attende e sulla quale nelle linee programmatiche sembra non rinvenirsi una sola parola. Dispiace oggettivamente per questa caduta di bieco campanile proprio nel momento nel quale si era già programmato di sinergicamente operare per lo sviluppo dell’area centrale della Calabria, sinergia che ovviamente non potrà esservi in presenza di inaccettabile tendenza monopolizzante sul territorio lametino. Invito, pertanto, il Sindaco di Catanzaro a rivedere le proprie posizioni ed a riconoscere che la denominazione di Aeroporto che da decenni costituisce la porta di ingresso della Calabria nel mondo e del mondo in Calabria resti immutata; ciò consentirà – conclude – di poter più serenamente avviare positive occasioni di dialogo e di crescita che abbiano quale presupposto il reciproco rispetto dei territori e delle Comunità».
Secondo Giancarlo Nicotera, presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme, si tratta di «uno scivolone che lascia basiti, non può essere definito diversamente ciò che ha proposto, nelle sue linee programmatiche, il primo cittadino di Catanzaro, in merito all’aeroporto di Lamezia Terme. Parole ed evocazioni che sanno di antico, sterile ed inutile campanilismo, di cui nessuno sentiva francamente il bisogno. Davvero un pessimo inizio quello del Sindaco Fiorita.  Se si vuole arrestare il lento, ma progressivo arretramento dell’area centrale della Calabria, occorre creare le condizioni per un dialogo serio e costruttivo tra le due città di Catanzaro e Lamezia Terme, riconoscendo le peculiarità di ciascuna di esse e permettendo ad ognuna di dare il proprio apporto per la crescita del territorio. La Calabria – rileva Nicotera – ha bisogno di una politica che si rimbocchi le maniche e lavori a favore di tutti i territori, e non certo di proposte surreali, inconcepibili ed illogiche, che sanno di mera propaganda e che vanno respinte al mittente, senza se e senza ma». Contro la proposta di Fiorita anche i consiglieri comunali di FdI Mimmo Gianturco e Rosy Rubino, che al definiscono «incomprensibile» e il coordinatore regionale di Italexit Massimo Cristiano, che parla di «mero campanilismo del sindaco di Catanzaro». Eugenio Guarascio, imprenditore e consigliere comunale a Lamezia Terme (gruppo “Nuova Era”): «Di tutto la Calabria ha bisogno tranne che di una nuova stagione di rigurgiti municipalistici o di guerre di pennacchi e effimeri simboli. Il sindaco di Catanzaro farebbe bene a riflettere ragionare ed agire su come fare affermare nei fatti e non con proclami la sua città come autentico vero e riconosciuto capoluogo della regione, invece di soffermarsi su richieste fuori dal tempo e da ogni logica».

La controreplica di Fiorita

Infine, la controreplica di Fiorita. «Mi spiace molto che l’amico e collega Paolo Mascaro, sindaco di Lamezia Terme, non abbia colto lo spirito unitario e non divisivo della mia proposta di denominare lo scalo aeroportuale internazionale “Lamezia Terme-Catanzaro”. La forma è quasi sempre sostanza e il fatto di fare precedere l’indicazione di Lamezia Terme a quella di Catanzaro conferma l’estremo rispetto che ho portato a quel territorio e alla quarta città della Calabria. La proposta mira semplicemente a cementare l’unione tra le due Città e, dal nostro punto di vista, riconoscere il merito storico che hanno avuto Catanzaro e le sue istituzioni (la Provincia, il Comune, la Camera di Commercio) nella nascita dell’aeroporto e nella sua crescita. Non credo di avere affermato nulla di scandaloso nel dire che lo scalo lametino è anche l’aeroporto del Capoluogo di Regione e che anche Catanzaro debba continuare a concorrere alla crescita dello scalo.  Non intravedo nulla di campanilistico, né alcun attentato all’identità della città di Lamezia che personalmente considero non solo una consorella, ma anche interlocutrice privilegiata nei futuri programmi di sviluppo della nostra amministrazione. Rinnovo anzi – prosegue il sindaco di Catanzaro – quello che ho anticipato al sindaco Mascaro per via telefonica, e cioè un rinnovato impegno a lavorare insieme per costruire un asse comune. Sono sicuro che quando il sindaco Mascaro, che reputo persona molto equilibrata e competente, avrà valutato con più serenità la mia proposta, ne apprezzerà le motivazioni e soprattutto gli effetti unitari, rivolti alla creazione di una grande Area centrale della Calabria sostenuta dalle due principali Città che debbono mettere definitivamente al bando campanilismi che non hanno ragione di essere. Non sarà una questione nominalistica a frenare questo processo che io reputo irreversibile». 

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