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Bersani a Lamezia, dalle differenze con il centrodestra al rimpianto M5S: «Ricostruire un dialogo» – VIDEO

L’ex segretario del Pd arriva in Calabria e nella città lametina incontra cittadini e componenti Dem. «Guardare alle differenze e scegliere con attenzione»

Pubblicato il: 16/09/2022 – 17:42
di Giorgio Curcio
Bersani a Lamezia, dalle differenze con il centrodestra al rimpianto M5S: «Ricostruire un dialogo» – VIDEO

LAMEZIA TERME «Alla fine, tu la croce mettila dove vuoi, ma poi devi portarla tu. E allora chi è che deve portare la croce in futuro?». Con l’ormai solito stile che contraddistingue la sua dialettica, Pier Luigi Bersani si presenta in Calabria e a Lamezia Terme. È qui, in pieno centro cittadino, nel corso di un dialogo aperto “faccia a faccia” con i giornalisti, i cittadini e i componenti del Partito Democratico, che lo storico rappresentate del centrosinistra italiano ha provato a portare il proprio contributo nella campagna elettorale in vista del voto del prossimo 25 settembre.

Le differenze con il centrodestra

Quello che arriva dall’ex segretario nazionale del Pd ed esponente di quell’Art. 1 confluito nelle liste Dem, è un invito alla concretezza dei temi negli ultimi giorni di campagna elettorale, utile soprattutto a rimarcare le differenze rispetto al centrodestra a trazione meloniana. «Noi – spiega Bersani ai microfoni del Corriere della Calabria – diciamo progressività fiscale, loro dicono aliquota unica dell’Irpef; noi diciamo no autonomia differenziata, loro dicono sì; sui diritti del lavoro noi diciamo troppa precarietà, loro ce ne vorrebbero aggiungere; reddito di cittadinanza vogliono abolirlo, noi lo vorremmo migliorare e così via. Credo che sia ora di andare al dunque perché poi alla fine la politica è la politica ma poi il giorno dopo cominciano i provvedimenti e quindi credo che sia ora veramente di lasciar perdere tante cose laterali e andare sulle cose che interessano la vita comune».

Il dialogo con il M5S

Altro tema discusso davanti ad una nutrita platea e ai nostri microfoni è il ruolo e le prospettive in ragione di quel dialogo con il Movimento 5 Stelle bruscamente (e drammaticamente) interrotto in virtù delle divisioni tra Letta e Conte. «Ho sempre pensato – spiega Bersani – che i 5stelle via via avrebbero avuto un’evoluzione, anche riducendo la loro dimensione verso un’idea di una sinistra che ai miei occhi è una sinistra un po’ complementare. Sensibilità sui temi delle povertà, sui temi ambientali e dopodiché si direbbe oggi “l’hardware” delle politiche sociali se parliamo dei diritti del lavoro, se parliamo di organizzazione del Welfare e se parliamo di modello fiscale credo che l’hardware stia qui, dove mi sono messo anch’io, insomma, il che non vuol dire che non posso trovare un punto». «A proposito di Rdc, noi avevamo detto il reddito di inclusione che forse era fatto anche un po’ meglio se posso dire così perché non si esponeva alla critica, non funziona nel passaggio al lavoro ma è un sostegno per una povertà che va a guardarti in faccia per l’amor di Dio e quindi io penso che qualcosa non sia avvenuto. Noi dobbiamo cercare nella prospettiva di avere un progetto alternativo alla destra, in qualche modo di ricostruirlo».

«Dalla Meloni deliri sulla fiscalità»

Le tappe calabresi di Bersani non sono casuali. Proprio perché la nostra regione è usata da Bersani come parametro per indicare la necessità di colmare differenze e disuguaglianze rispetto ad altri territori del nostro Paese. «Quando vieni in Calabria e il reddito pro-capite è di 17mila euro e poi vai in Trentino, in Veneto o in Emilia ed è fra i 30 e 40mila, allora come pensi di mettere un’aliquota unica? Queste sono cose che sono dei deliri, eppure sono state presentate in Parlamento queste proposte a firma Meloni. Se non si parte da lì, se non si parte dal fatto che questo Paese non può essere un Paese di Arlecchino dove ognuno si fa la sua sanità, la sua scuola ecc. ecc. e se non si parte dal fatto che la fiscalità deve essere generale e progressiva, con l’unica clausola della possibilità una fiscalità di vantaggio peri territori che hanno più bisogno di crescere, cioè non si risponde agli interessi dell’Italia, non sono mica noccioline queste qui, sono robe serie, bisogna stare molto attenti». «E quindi io sono qui anche per dire questo, bisogna reagire assolutamente e metterci tutto l’hardware che abbiamo per dare anche noi sulle nostre colonne antiche dell’uguaglianza dare risposte nuove perché c’è bisogno anche di pensiero, e io credo che le idee ci sarebbero anche, bisogna spuntarla in questo passaggio e poi si cambia». (redazione@corrierecal.it)

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