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«Regolamento vecchio di 31 anni e organico a secco. In Regione autisti in via di estinzione»

Il Csa-Cisal: «Fra un anno saranno la metà. Servono nuove regole senza svilire queste figure». Loro protestano con un volantino in Cittadella

Pubblicato il: 02/10/2022 – 7:11
«Regolamento vecchio di 31 anni e organico a secco. In Regione autisti in via di estinzione»

CATANZARO Gli autisti della Regione Calabria sono in via di estinzione. Già poche unità disponibili, ma proiettandosi in avanti di qualche mese molti fra questi professionisti andranno in pensione. In pratica si rischia di avere l’autoparco senza autisti. È quanto segnala il sindacato Csa-Cisal.

I numeri degli autisti. «Fra un anno saranno la metà»

Le criticità sull’autoparco sono state segnalate in una missiva firmata dalla dirigente di settore e dal dirigente generale del dipartimento “Economia e Finanze” dello scorso 15 settembre e inviata agli altri dg dei dipartimenti, oltre che al presidente della Giunta, alla vicepresidente, all’assessore al Personale, al capo di gabinetto e al segretario generale. Gli autisti attualmente operativi sono 10, di cui uno assegnato alla sede della delegazione di Roma. Invece il parco veicoli è costituito da 11 auto, di cui 2 in corso di restituzione. «Il contingente di autisti – ricorda il sindacato – si era già ridotto nel 2020 quando passò da 14 agli attuali 10, ma è destinato a restringersi ancor di più. Per effetto dei pensionamenti, il numero di autisti scenderà a 6 al 31 marzo 2023 e a 5 al 31 dicembre 2023. Per ovviare alla carenza, nelle settimane scorse è stata pubblicata una manifestazione di interesse per la selezione di 6 autisti. Tuttavia, non è pervenuta alcuna domanda».

Il Csa-Cisal: «Regolamento vecchio di 31 anni»

Ma non è soltanto un problema di numeri. Il funzionamento dell’autoparco regionale è disciplinato dal regolamento n. 1 del 1991. «Lasciamo all’immaginazione – evidenzia il sindacato – quanti elementi vetusti e ormai superati nel presente esso contenga. Ricordiamo, che proprio sulla base di questo regolamento la guida dei mezzi in gestione all’autoparco è consentita solo e soltanto al personale inquadrato nel profilo di autista. Dunque, meno sono gli autisti e meno richieste potranno essere evase. Non a caso la missiva del dipartimento “Economia e Finanze” del 15 settembre sottolinea come: “… è evidente che l’assetto organizzativo attuale è inadeguato rispetto al servizio da erogare, e, in particolare, al gran numero di richieste che provengono dai dipartimenti Agricoltura, Lavori Pubblici, Ambiente, nonché dallo staff del Presidente, per gli spostamenti dei consulenti”». La richiesta inserita nella lettera citata è quella «di adeguare il Piano triennale del fabbisogno di personale o nel caso gli autisti siano già conteggiati di procedere con il reclutamento all’esterno (nuove assunzioni o mobilità da altre Pubbliche Amministrazioni)».

«Nuove assunzioni e modifiche ma senza svilire la figura dell’autista»

In attesa di queste procedure, il dipartimento “Economia e Finanze”, sempre nella missiva, ha annunciato che provvederà a proporre alla Giunta una revisione del regolamento del 1991, che modifichi l’organizzazione dell’autoparco e in caso di indisponibilità di autisti consenta: “… il maggior ricorso all’istituto della missione con utilizzo dell’auto propria; il ricorso alla guida libera, ossia l’assegnazione ai dirigenti generali di un solo veicolo, alla cui guida potranno autorizzare il personale del proprio dipartimento in possesso di idonea patente di guida”. Bene il sussulto ad aggiornare un regolamento vecchio 31 anni, a patto che – avverte il sindacato – vengano coinvolte le organizzazioni sindacali affinché non venga svilita la professionalità degli autisti regionali. Non vorremmo che dietro la dicitura “guida libera” si celi il chiavistello che consentirà a tutti i dirigenti dei vari dipartimenti di far guidare i veicoli da personale amministrativo (magari “pupilli”) per lo svolgimento di una missione o di un sopralluogo. In sostanza, gli autisti facciano gli autisti e gli amministrativi continuino a fare gli amministrativi. La professionalità e le conoscenze dei mezzi regionali – precisa il sindacato – non si “scambiano” con il semplice possesso della patente. Sappiamo come l’argomento sia delicato. La figura professionale dell’autista è stata spesso e volentieri bistratta e sottovalutata. Al contrario è evidente che la sua funzione è indispensabile per consentire il regolare svolgimento di attività all’esterno degli uffici regionali. Dunque – tiene a precisare il sindacato -, invitiamo la Giunta a prendere inseria considerazione – prima della stesura del nuovo regolamento – alcune delle proposte avanzate dal dipartimento “Economia e Finanze” ma senza mortificare lafunzione dei pochi autisti rimasti. D’altronde, come si evince dalla foto allegata (sopra), non si sentono certo valorizzati e stanno legittimamente protestando con dei volantini sparsi in Cittadella. Leggendo le loro dure accuse non possiamo che consigliare a chi di competenza di prestare loro ascolto. Noi – conclude il sindacato Csa-Cisal – saremo certamente accanto ai questi lavoratori e daremo il nostro sostegno.

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