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il riconoscimento

“Bang Bang Baby” vince il premio antimafia Restart 2022

Premiati gli sceneggiatori Melloni e Gaddi. «Una serie tv capace di smitizzare il potere della ‘ndrangheta e delle organizzazioni mafiose»

Pubblicato il: 07/10/2022 – 17:57
“Bang Bang Baby” vince il premio antimafia Restart 2022

ROMA Una serie tv capace di smitizzare il potere della ‘ndrangheta e delle organizzazioni mafiose. Così l’Associazione antimafie daSud ha insignito Sebastiano Melloni e Valentina Gaddi, sceneggiatori della serie crime ‘Bang Bang Baby’ in dieci episodi che ha debuttato a fine aprile sulla piattaforma Prime Video, del tradizionale riconoscimento che ogni anno dal 2014 assegna alle migliori opere e progetti culturali e sociali per il loro alto impatto in chiave antimafia: il Premio Restart 2022.

La serie

Creata da Andrea Di Stefano e diretta da Michele Alhaique, Giuseppe Bonito e Margherita Ferri, la serie televisiva – prodotta da The Apartment e Wildside per Amazon Studios – è il teen-drama, liberamente ispirato a una storia vera, che vede l’emergente Arianna Becheroni nei panni di Alice, adolescente timida e insicura la cui vita cambia all’improvviso quando scopre che il padre che credeva morto in realtà è ancora vivo. Per lei è l’inizio di una discesa negli inferi della ‘ndrangheta, che la porta a raggiungere i ranghi più alti. Ambientata in una Milano di fine anni Ottanta, la serie mescola più generi – il crime, il coming-of-age e la black comedy – e fa sua la cornice della cultura pop di quegli anni: un mix che insieme al punto di vista inedito che esprime ne fanno una serie originale e dirompente, che al pari di altre serie tv come Romanzo Criminale e Gomorra rompe gli schemi, contribuendo a un nuovo racconto delle mafie e alla costruzione di un nuovo immaginario antimafia.

Le motivazioni

«La ‘ndrangheta – si legge nelle motivazioni del Premio Restart 2022 di daSud agli sceneggiatori di Bang Bang Baby – è quell’organizzazione criminale che meglio di altre ha fregato lo Stato con tutta la popolazione al seguito, che ha varcato il confine dell’Aspromonte spingendosi fino all’Amazzonia. Eppure per decenni è stata la mafia meno raccontata d’Italia. Però a un certo punto è arrivata la letteratura, poi è arrivato il cinema e poi ancora la televisione. Ma anche qui ne abbiamo dovute sopportare di ogni, accenti aspirati pure quando non erano aspirati, accenti siciliani, storie binarie, buoni cattivi, cattivi buoni. F4, genio. Fino a quando Prime Video ha finalmente spalancato gli occhi: Bang Bang Baby! Finalmente anche noi abbiamo avuto la nostra serie tv. Non una qualsiasi: una serie noir e pop, altro che binaria. Ci sono troppe ragioni per cui Bang Bang Baby è davvero una serie inedita e originale. Una su tutte: il punto di vista è quello di Alice, una ragazzina timida e introversa che abita in una cittadina del Nord Italia nel 1986. Pensiamo a tutto l’immaginario di quegli anni, alla lente deformante di un’adolescenza surreale ispirata però a una storia vera. Alice è infatti figlia e nipote dei Barone, potente ‘ndrina nel milanese a conduzione matriarcale. Bang Bang Baby è la dimostrazione che gli sceneggiatori Sebastiano Melloni e Valentina Gaddi, per citare Boris, avevano il tasto F4, quello delle cose scritte con banalità a palate, completamente e costantemente rotto. Per loro talento e nostra fortuna. Per questo il Premio Restart 2022, per la sezione audiovisivo, va a loro».

La cerimonia di premiazione

Intervenuti alla cerimonia di premiazione che si è svolta a Roma lo scorso 30 settembre, negli spazi di ÀP – Accademia Popolare dell’antimafia e dei diritti, nell’ambito dell’ottava edizione di Restart, il festival delle creatività antimafia e dei diritti di daSud, gli sceneggiatori Sebastiano Melloni e Valentina Gaddi hanno detto: «Raccontare il mondo della ‘ndrangheta a partire da una storia vera e farlo con toni a tratti grotteschi senza mai banalizzarlo per noi – hanno commentato gli sceneggiatori di Bang Bang Baby Sebastiano Melloni e Valentina Gaddi – è stato sicuramente il lavoro più difficile. Per cui siamo molto contenti di ricevere questo riconoscimento, per noi è un feedback molto importante. La sfida che proveremo a raccogliere è riuscire a parlare col linguaggio televisivo dei temi che ci stanno più a cuore». I loro nomi si aggiungono così ai premiati delle edizioni precedenti. Tra questi, i registi Daniele Vicari (Premio Restart 2018), Giuseppe Gagliardi (Premio Restart 2017) e Matteo Garrone (Premio Restart 2015), gli attori Alessio Praticò (Premio Restart 2018), Luigi Lo Cascio (Premio Restart 2016) e Ninni Bruschetta (Premio Restart 2015) e gli sceneggiatori Stefano Bises e Monica Zapelli (Premio Restart 2015).

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