Ultimo aggiornamento alle 23:34
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

L’inchiesta

Sesso e “mazzette” per pilotare appalti in Comune, 13 indagati nel Napoletano

Operazione dei carabinieri a Scisciano. Al centro dell’inchiesta un funzionario comunale

Pubblicato il: 10/10/2022 – 10:16
Sesso e “mazzette” per pilotare appalti in Comune, 13 indagati nel Napoletano

NAPOLI I carabinieri di San Vitaliano, in provincia di Napoli, hanno eseguito 13 misure cautelari, nei confronti di indagati per i reati di corruzione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso in atto pubblico.
I reati sarebbero stati commessi a Scisciano, tra il settembre 2020 e il marzo 2021. Al centro dell’inchiesta un funzionario comunale che percepiva denaro e, almeno in un caso, anche favori sessuali per pilotare alcuni appalti

Le indagini

 Le indagini ha portato agli arresti domiciliari l’attuale responsabile dell’Ufficio Tecnico del comune di Scisciano nonché il suo predecessore, oggi dipendente dell’Arpa Campania. Ulteriori 9 indagati, tra cui un consigliere comunale, sono stati destinatari della misura del divieto di dimora nella Provincia di Napoli, mentre a due indagati è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’inchiesta nasce da un sopralluogo eseguito presso un cantiere edile per l’esecuzione di opere che il personale in servizio presso il competente Ufficio Tecnico di Scisciano  aveva autorizzato col rilascio di un permesso di costruire illegittimo con cambio di destinazione d’uso (da agricolo a civile abitazione) di un immobile, di fatto, inesistente. Il permesso, secondo le accuse, era stato rilasciato in chiara violazione delle disposizioni della legge regionale sul piano casa.
In alcuni casi, sempre secondo le accuse, il funzionario avrebbe agito secondo analoghe modalità conseguendo, a titolo di corrispettivo, l’affidamento di incarichi di natura tecnica, in relazione alle opere edili per le quali avrebbe garantito il rilascio del titolo edilizio, a vantaggio di professionisti compiacenti secondo “dinamiche clientelari”, spiegano i carabinieri. In pratica, l’intero iter burocratico delle pratiche era pilotato.

Appuntamenti “riservati” in Comune

 In altri casi, all’interno degli uffici comunali e in orario di chiusura di Scisciano, si sarebbero svolti degli incontri riservati tra il tecnico comunale e varie figure professionali, quali ingegneri, geometri ed architetti locali, funzionali e utili a concordare le modalità di presentazione delle istanze di rilascio dei titoli o anche a redigerne congiuntamente i progetti da allegare.
In questo giro di mazzette, ulteriori episodi su cui gli investigatori vogliono far luce riguarderebbero l’affidamento di servizi e appalti  a beneficio di imprese ai propri amici, riconducibili quindi a conoscenti o parenti di dipendenti comunali. Per gli inquirenti sono casi di “chiara violazione dei principi di economicità, correttezza, concorrenza, trasparenza e pubblicità” che devono caratterizzare la gestione degli incarichi.

Sesso in ufficio per appalti

 Oltre al giro di denaro, sarebbe stato praticato sesso sempre in cambio di appalti. Secondo le accuse, infatti, in un’occasione una donna avrebbe conseguito un appalto per la pulizia delle strade della cittadina in cambio di una prestazione sessuale, consumata proprio all’interno degli uffici comunali.

Pm: «Illegalità diffusa»

 L’indagine avrebbe portato alla luce «il contesto di diffusa illegalità che ha caratterizzato la gestione dell’Ente comunale», sintomatica della preoccupante percezione di assoluta impunità che avrebbero avuto gli indagati, sottolineano gli investigatori. Da alcune intercettazioni, infatti, gli indagati avrebbero auspicato l’intervento di politici per porre un freno alle indagini da parte dei militari, in particolare un’azione per bloccare «il comandante della locale Stazione dei carabinieri.in base alla convinzione della “minima entità e inoffensività dei propri comportamenti, fondata sull’assunto che gli stessi siano espressione di un costume condiviso e diffuso».
Sono state diverse le verifiche e gli approfondimenti condotti dal personale di polizia giudiziaria per le acquisizioni di documenti condotte nell’ente comunale.

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x