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Nuovo Parlamento, al via la XIX legislatura

Tutti i dati: la composizione, i numeri, le donne elette e i primi passi

Pubblicato il: 13/10/2022 – 8:43
Nuovo Parlamento, al via la XIX legislatura

ROMA Al via oggi alla XIX legislatura, quando Camera e Senato si riuniranno per la prima seduta e per compiere i primi passi ed eseguire i primi compiti. Tra i primi in particolare ci sarà la proclamazione degli eletti e l’elezione dei due presidenti delle Aule. A quel punto sarà possibile formare i gruppi parlamentari, necessari per l’inizio delle consultazioni che porteranno alla nascita del nuovo governo. I primi scrutini per l’elezione del presidente della Camera sono previsti già oggi: al primo voto, è necessaria la maggioranza di 2/3 dei componenti dell’Assemblea. Al secondo e il terzo, il quorum scende ai 2/3 dei votanti comprese le schede bianche. A partire dal quarto, infine, è sufficiente la maggioranza assoluta dei votanti.

I seggi

A Montecitorio la coalizione di centrodestra è forte di un’ampia maggioranza: sono infatti 237 i deputati di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Una cifra che, pur lontana dai 2/3 dell’Assemblea, garantisce alla coalizione di poter eleggere il presidente in autonomia. Sono 84 i seggi per il centrosinistra, 52 per il Movimento 5 Stelle, 21 per Azione-Italia Viva e 6 in tutto tra Svp-Patt e altri. Anche in Senato il centrodestra è forte di un’ampia maggioranza, grazie ai 115 senatori eletti. Con questi numeri Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati potrebbero eleggere il nuovo presidente già alla prima votazione. Sono invece 44 i seggi per il centrosinistra, 28 per il M5S, 9 per Azione-Italia Viva, 6 i senatori a vita e 4 altri.

Le donne elette

Tra i temi di cui si è più discusso dopo il voto del 25 settembre – sottolinea SkyTg24 – c’è la rappresentanza femminile in Parlamento, diminuita rispetto alla precedente legislatura. A pesare su questa situazione è anche il meccanismo della legge elettorale per garantire la parità di genere: nella parte proporzionale, infatti, uomini e donne devono essere inseriti nelle liste in alternanza, così da garantire una presenza quanto più equa possibile tra i generi. A pesare, sul numero totale delle donne elette, sono state le pluricandidature. Prendendo a esempio il caso di una candidata in un collegio uninominale e in cinque proporzionali (il massimo consentito dal Rosatellum), l’effetto è quello mostrato nella grafica: se il seggio scatta nell’uninominale, nelle cinque liste proporzionali i cinque uomini in seconda posizione ne prendono il posto. Questi meccanismi si sono riflessi nel numero di donne effettivamente elette in Parlamento: se le candidate erano il 44% del totale, la loro rappresentanza è scesa al 33% nelle Aule. Guardando ai singoli partiti, le percentuali di donne elette variano sensibilmente: Forza Italia è ferma al 27%, mentre Fratelli d’Italia, Lega e Pd sono al 31%. Anche i Verdi/Sinistra Italiana sono al 31%, mentre le percentuali salgono nettamente per M5s e Azione/Italia Viva: entrambi si avvicinano infatti alla parità di genere, con rispettivamente il 46 e il 47% di donne elette.

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