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La vertenza

Prosegue la protesta dei lavoratori del consorzio di bonifica dello Jonio cosentino (con i sindaci). Spunta l’esposto in Procura

Momenti di tensione per un nuovo tentativo di bloccare la statale 106. Ventidue primi cittadini chiedono un tavolo in Prefettura

Pubblicato il: 25/10/2022 – 13:30
di Luca Latella
Prosegue la protesta dei lavoratori del consorzio di bonifica dello Jonio cosentino (con i sindaci). Spunta l’esposto in Procura

TREBISACCE Maestranze e sindacati denunceranno il consorzio di bonifica dello Jonio cosentino per «caporalato, sfruttamento, appropriazione indebita per i lavoratori e i sindacati, e per la sicurezza sui luoghi di lavoro».
E la denuncia ci tradurrà nelle prossime ore in un «esposto alla Procura della Repubblica», spiega Federica Pietramala, sindacalista della Flai-Cgil, presente al presidio della protesta delle maestranze che sta proseguendo ad oltranza – iniziata lo scorso 11 ottobre con l’occupazione della statale 106 – davanti alla sede del Consorzio a Trebisacce.
Questa mattina c’erano anche alcuni sindaci del territorio a mostrare solidarietà i lavoratori e sottolineare la necessità di un’inversione a “u” sulla vicenda. C’era Sandro Aurelio, sindaco “padrone di casa” e c’erano i primi cittadini di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia, di Rocca Imperiale, Giuseppe Ranù, di Villapiana, Paolo Montalti, di Cerchiara di Calabria, Antonio Carlomagno, di Oriolo, Simona Colotta, di Terranova da Sibari, Luigi Lirangi, di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, di Paludi, Stefano Graziano, di Francavilla Marittima, Franco Bettarini, di Amendolara, Pasquale Aprile, di Cassano allo Ionio, Antonino Mungo (in rappresentanza di Gianni Papasso) e di Albidona, Leonardo Aurelio.

Mazzia: «Si convochi un tavolo in cui individuare la soluzione»

«Non esprimiamo soltanto la solidarietà ai lavoratori ma anche la preoccupazione per le famiglie e per tutte le forme di precariato. Questa – dice Rosanna Mazzia – è soltanto la punta di un iceberg che non farà che spuntare ancor di più durante i mesi prossimi a causa della crisi. Rispetto ai problemi dei lavoratosi servono risposte e quella capacità di sedersi attorno ad un tavolo. Non è giusto che solo sulla pelle delle maestranze di combatta una guerra politica, ne va della dignità di queste persone che devono avere la certezza della remunerazione»

Mungo: «Vicinanza alle sentinelle del territorio»

«Esprimiamo solidarietà a lavoratori – aggiunge Antonino Mungo – che riteniamo da sempre sentinelle di un territorio fragile qual è la Piana di Sibari. Attraverso l’opera costante dei lavoratori del Consorzio, sono stati mitigati i rischi alluvionali».

Sandro Aurelio: «Calpestati diritti costituzionali»

«In queste disastrose situazioni un sindaco ha l’obbligo di essere vicino a chi vive difficoltà. Non è accettabile – sottolinea Sandro Aurelio – che un lavoratore che ogni mattina presta la sua opera, poi non percepisca la retribuzione. Purtroppo, vengono infrante quotidianamente e in più settori le regole della nostra Costituzione, perché se mettiamo in discussione il salario, la retribuzione dei lavoratori, vuol dire che va rivista tutta l’impostazione».

Stasi: «Necessaria la riforma degli enti consortili»

«La vicenda del consorzio è un perfetto esempio di come in Calabria troppo spesso si assista ad un continuo scaricabarile. Alla fine – dice Flavio Stasi – a pagarne le conseguenze sono i territori, le comunità, talvolta i comuni, in questo caso i lavoratori. Per questo abbiamo chiesto la convocazione di un tavolo al prefetto, con consorzio e Regione, per individuare una soluzione che consenta il pagamento delle mensilità arretrate. Abbiamo visto padri di famiglia esasperati, ed il rischio è che si danneggi l’intero comparto agricolo. Dopo sarà necessario attuare una riforma degli enti consortili».

Nuovo tentativo di blocco della statale 106

Momenti di tensione si sono registrati poco dopo la riunione con i sindaci, alla presenza dei sindacalisti confederali (aperta da Federica Pietramala che ha chiesto «le dimissioni del presidente del consorzio»).
Un gruppo di lavoratori ha provato a spostarsi per occupare la statale 106, a poche centinaia di metri dalla sede del consorzio. Il tentativo è stato diplomaticamente bloccato dalle forze dell’ordine.
Intanto il consorzio di bonifica avrebbe comunicato al prefetto l’interruzione del pubblico servizio che, secondo i lavoratori e i sindacati viene, invece garantito nonostante la protesta ad oltranza.

I sindaci chiedono un tavolo al prefetto

Nel corso della lunga mattinata i sindaci hanno richiesto al prefetto un tavolo di concertazione per raffreddare la vertenza. «Dopo aver partecipato alla manifestazione di protesta – scrivono ventidue sindaci della Sibaritide – esprimiamo profonda preoccupazione per le conseguenze sociali ed economiche della vertenza, ed in particolare per le numerose famiglie che vivono ormai da molti mesi (sette, ndr) una situazione di insostenibile disagio a causa del mancato pagamento degli stipendi».
«Chiediamo un autorevole intervento mediante la convocazione urgente di un tavolo istituzionale – concludono – al quale chiamare oltre ai sindacati, i vertici del consorzio di bonifica, marzio Blaiotta, e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, al fine unico di individuare soluzioni immediate per superare l’attale situazione di emergenza sociale con il pagamento di tutte le spettanze dovute ai lavoratori dell’ente irriguo». La comunicazione è firmata dai sindaci di Trebisacce, Roseto Capo Spulico, Terranova da Sibari, Rocca Imperiale, Cassano allo Ionio, Oriolo, Crosia, Corigliano Rossano, Cerchiara di Calabria, Montegiordano, Nocara, Paludi, Caloveto, Cropalati, Castroregio, Albidona, Alessandria del Carretto, Villapiana, Amendolara, Canna, Francavilla Marittima e San Lorenzo Bellizzi. (l.latella@corrierecal.it).

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