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Omicidio a Lamezia, disposte le perizie per ricostruire la dinamica dell’accaduto

Si è svolta oggi l’udienza per l’incidente probatorio. Cinque gli indagati appartenenti alle due diverse fazioni che si sono scontrate a marzo scorso

Pubblicato il: 27/10/2022 – 14:43
Omicidio a Lamezia, disposte le perizie per ricostruire la dinamica dell’accaduto

LAMEZIA TERME Si è svolta oggi innanzi all’Ufficio gip del Tribunale di Lamezia Terme, presieduto Francesco de Nino, l’udienza per l’incidente probatorio richiesto dal pm delegato alle indagini, Giuseppe Falcone, relativo alla sparatoria avvenuta nel centro città lo scorso 7 marzo 2022, nel corso della quale ha trovato la morte Gino Trovato. Nel corso dell’udienza sono state disposte la perizia medico-legale, la perizia cinetica (per verificare i movimenti dei vari soggetti, ndr) e la perizia balistica, per gli accertamenti sulla dinamica dell’accaduto al fine fare chiarezza su come sono avvenuti i fatti. Hanno prestato giuramento i periti nominati, i quali, assunto l’incarico, dovranno depositare le proprie relazioni entro la prossima udienza già fissata dal gip per il prossimo 6 dicembre 2022. Il procedimento aperto dalla Procura di Lamezia vede indagati da un lato Antonio Monteleone e Claudio Paola – rispettivamente difesi dagli avvocati Armando Chirumbolo e Giacomo Iaria – accusati di concorso in omicidio e porto d’armi abusivo, dall’altro Franco Trovato, Pasquale D’Angela e Luciano Trovato – difesi dagli avvocati Antonio Larussa e Francesco Gambardella – indagati per minaccia e violenze privata in concorso.

La sparatoria di marzo

Claudio Paola, 36 anni, e Antonio Monteleone, 23 anni, sono accusati di omicidio, tentato omicidio e reati in materia di armi perché la sera del sette marzo scorso – giorno in cui si è innescata la sparatoria che ha ucciso Luigi Trovato e ferito il fratello Luciano e l’amico Pasquale D’Angela – portavano con sé una pistola calibro 9×21 (Paola) e una beretta calibro 6.35 (Monteleone). Claudio Paola, secondo l’accusa che gli contesta la Procura di Lamezia Terme, dopo la sparatoria avrebbe gettato la pistola nel torrente Piazza dal Ponte Terravecchia che si trova a pochi metri da piazza Borelli dove si sono consumati i delitti. Monteleone, invece, ha consegnato la sua beretta, con matricola punzonata, ai carabinieri nel momento in cui lui e Paola si sono consegnati alle forze dell’ordine.
Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, contenute nei capi di imputazione contestati, la sera del sette marzo scorso, Claudio Paola e Antonio Monteleone si trovavano a bordo della di una Alfa Romeo Mito guidata da Monteleone. Erano le 19 circa quando sono arrivati in piazza Borelli da Piazza della Repubblica, ove si trova il Tribunale. In quel momento una Range Rover di colore bianco, proveniente contromano dall’altro senso di marcia, li impattava sul lato anteriore sinistro della macchina. Nello stesso momento una Fiat 500 X rossa li tamponava sulla parte posteriore. Nel frattempo sul posto arrivava, sempre contromano, una Fiat 500 scura che stava seguendo la Range Rover dalla quale sono usciti due soggetti. Uno di loro viene identificato in Pasquale D’Angela. Anche dalla Fiat 500 X è uscita un’altra persona (insieme ad altre allo stato non identificate). Tutti si dirigevano verso l’Alfa Romeo Mito e andavano ad aprire lo sportello del guidatore dietro al quale stava Monteleone. Dal canto suo Claudio Paola era già uscito dall’auto da solo. Ed era armato.
Nel momento in cui gli aprivano lo sportello, Antonio Monteleone ha cominciato a sparare due colpi verso D’Angela e Luigi Trovato e altri due colpi verso Luigi Trovato (che è stato colpito al volto) e Luciano Trovato che, vista la risposta armata, hanno subito tentato la fuga. Nel frattempo Claudio Paola ha sparato otto colpi verso i fratelli Trovato, inseguendoli, fino a salire sul tetto di un’auto parcheggiata in piazza Borelli stendere il braccio e far esplodere altri colpi verso Luigi Trovato.

Indagati anche i Trovato e D’Angela

Le dichiarazioni di Paola e Monteleone, supportate dai riscontri tecnici dei Carabinieri del Gruppo di Lamezia Terme, hanno portato la Procura guidata da Salvatore Curcio a iscrivere nel registro degli indagati Luciano Trovato, Pasquale D’Angela e Franco Trovato. L’accusa per tutti e tre è di violenza privata in concorso per avere costretto – quella stessa sera, prima della sparatoria – Claudio Paola e Antonio Monteleone a fermare l’Alfa Mito a bordo della quale viaggiavano perché speronati, nella parte anteriore sinistra dell’auto, da una Range Rover Evoque con a bordo Luciano Trovato e Pasquale D’Angela che procedeva contromano in piazza Borelli e, contemporaneamente, tamponati da una Fiat 500X condotta da Franco Trovato.

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