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Infrastrutture

Ponte sullo Stretto, il progetto riprende forma. Vertice l’8 novembre Salvini-Occhiuto-Schifani

Il ministro convoca a Roma i governatori di Sicilia e Calabria per fare il punto sull’infrastruttura. Ed il centrodestra è compatto sulla realizzazione

Pubblicato il: 30/10/2022 – 10:35
Ponte sullo Stretto, il progetto riprende forma. Vertice l’8 novembre Salvini-Occhiuto-Schifani

VILLA SAN GIOVANNI Una lunghezza complessiva di 3.660 metri, una campata unica sospesa di 3.300 metri, una larghezza di 61 metri e due torri alte 399 metri. Sono i numeri che farebbero del Ponte sullo Stretto di Messina il ponte sospeso più lungo del mondo. Un’opera ingegneristica imponente, figlia di ambizioni che vengono da molto lontano, e che potrebbe concretizzarsi col nuovo governo di centrodestra intenzionato a fare sul serio.
Da oltre cinquant’anni studiosi, ingegneri e tecnici si occupano della fattibilità del Ponte sotto ogni profilo geologico, sismico, ambientale e paesaggistico, con tanto di iniziative politiche che nel 1981 portarono alla costituzione della società Stretto di Messina (SdM), in attuazione di una legge del 1971 finalizzata a progettare, realizzare e gestire il collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente. Nel 1974, del resto, anche il Parlamento europeo si era pronunciato per la prima volta a favore dell’infrastruttura, definendola «opera di interesse comunitario». Ora l’idea di realizzare il ponte è tornata pienamente di attualità. Visto che è nel programma del Governo Meloni e il neo ministro alle Infrastrutture, Matteo Salvini ne ha fatto una sorta di progetto bandiera. Per questo ha già convocato a Roma i due governatori di Calabria e Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani. Una chiamata a cui il presidente Occhiuto ha già risposto “presente” definendo l’iniziativa «Positiva».

Il vertice

Martedì 8 novembre è previsto un incontro a Roma tra il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Matteo Salvini, e i governatori di Calabria e Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani. Lo si legge in una nota. «L’appuntamento, previsto al dicastero di Porta Pia – si legge -, sarà l’occasione per discutere soprattutto di Ponte sullo Stretto. Si tratta, com’è noto, di un ambizioso obiettivo del centrodestra. Salvini intende realizzarlo, in piena coerenza con quel programma elettorale premiato da milioni di elettori e che rappresenta la stella polare del Vicepremier e Ministro, in totale condivisione con i partner di governo». «Sul tavolo anche l’esame di oltre 100 opere pubbliche commissariate in tutta Italia, con l’obiettivo di accelerare i lavori e dare il via anche a nuovi progetti. Lo fanno sapere fonti vicine a Salvini».

Le varie soluzioni progettuali

In quegli anni di importanti novità tecnologiche, fu accantonata definitivamente l’idea di costruire un Ponte a più campate, a causa della profondità del mare che rischia di compromettere la stabilità dei piloni di sostegno. Campata unica, quindi, che porterebbe peraltro l’Italia a battere l’attuale record detenuto dal Giappone con un ponte analogo di poco meno di due chilometri. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, tuttavia, nonostante il progredire dei lavori della SdM, che nel 1986 presenta il “Rapporto di Fattibilità”, integrato l’anno successivo, l’opera fu trascurata dalla politica, se non abbandonata. Fino al 2001, quando il secondo governo Berlusconi la riporta in auge, al punto che nel 2005 il consorzio Eurolink vince l’appalto e l’anno dopo vengono firmati gli ultimi accordi per il perfezionamento del progetto. Seguono ulteriori alti e bassi di natura politica, e malgrado nel 2011 si arrivi all’approvazione definitiva del progetto, la delibera del Cipe n.6 del 2012 sancisce la non priorità dell’intervento e la messa in liquidazione della SdM, mandando in fumo centinaia di milioni di euro. Resta comunque sul tavolo la validità di analisi e studi approfonditi a sostegno di quel progetto.

Criticità e vantaggi

Dal punto di vista ambientale, per esempio, sono stati condotti studi specifici sull’avifauna migratoria e i flussi dei cetacei, sull’effetto ombra rispetto alla flora e alla fauna marina, sull’acustica e l’illuminazione e sulla riduzione dell’impatto dei cantieri.
In relazione alle problematiche geologiche e di natura sismica, le indagini geognostiche condotte attraverso numerosi sondaggi e carotaggi, nonché il ricorso a tecniche innovative di analisi come il congelamento, hanno rilevato che i movimenti tettonici dell’area interessata non sarebbero in grado di provocare spostamenti superiori a qualche centimetro al di sotto delle torri poste sulle due sponde dello Stretto. Quanto all’impatto economico e sociale, si stima che la realizzazione del Ponte possa rappresentare un importante volano di sviluppo prima di tutto per la Calabria e la Sicilia, che sarebbero interessate anche dalla costruzione di circa 40 chilometri di collegamenti stradali e ferroviari. Potrebbero bastare pochi mesi per rimettere in moto la macchina, dalla revoca della liquidazione della società Stretto di Messina fino all’apertura del cantiere.

Il governo accelera

«Potenziamento della rete dell’alta velocità per collegare tutto il territorio nazionale dal Nord alla Sicilia, realizzando il Ponte sullo Stretto». È questo il passaggio del programma elettorale del centrodestra con cui la coalizione ha vinto le elezioni, e su cui il governo è impegnato a passare dalle parole ai fatti. Il neo vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha già battuto un colpo e con lui gli alleati che da almeno vent’anni inseguono il progetto. «Ho già fatto la prima riunione operativa con ingegneri ed esperti. C’è già un’ipotesi di costo e di tempistica. Abbiamo a che fare con una società in liquidazione dal 2013, ma un progetto c’è, conto che nei prossimi mesi dopo 50 anni di attesa ci sarà una parola certa», ha detto Salvini, in videocollegamento con il 66° Congresso nazionale degli ordini degli ingegneri d’Italia. «Per me sarà un impegno e un orgoglio arrivare finalmente alla definizione del progetto e all’avvio dei lavori di qualcosa che porterà il nome dell’ingegneria italiana in tutto il mondo», ha aggiunto. Da qui l’invito del neo ministro alle Infrastrutture ai governatori di Calabria e Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani al dicastero di Porta Pia per fare il punto sulla realizzazione del Ponte

La posizione del centrodestra

Silvio Berlusconi, capofila storico della battaglia, ha di recente definito il Ponte «indispensabile per rendere più unito e moderno il nostro Paese», aggiungendo: «L’ho sempre ritenuto una priorità assoluta e non ho cambiato idea».
La premier, Giorgia Meloni, non si è ancora pronunciata ufficialmente ma il programma parla chiaro e il collega di Fdi Nello Musumeci, ex governatore siciliano, in qualità di ministro per le Politiche del mare e per il Sud, non si sottrae. «Il Ponte è una priorità nella dotazione infrastrutturale del Mezzogiorno, assieme ad altre opere strategiche che possano rendere concreta la intermodalità – spiega Musumeci all’Italpress – temo sia mancata nell’ultimo decennio la volontà politica di osare: le presunte criticità tecniche sono servite da comodo alibi per prendere tempo».
Ora, invece, è anche la contingenza internazionale a spingere verso un’accelerazione, secondo il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto: «Il Mediterraneo, anche in seguito al conflitto tra Federazione russa e Ucraina, sta diventando un’area strategica sempre più importante a livello globale – spiega all’Italpress -. Noi in Calabria abbiamo la testimonianza del porto di Gioia Tauro, diventato in pochi anni il porto con più traffico merci d’Italia. Se la Calabria e la Sicilia vogliono essere l’hub dell’Europa sul Mediterraneo, le infrastrutture sono fondamentali. E in questo scenario la realizzazione del Ponte sullo Stretto è un tassello chiave per perseguire questo obiettivo».
Già nei mesi scorsi, sull’opera si era registrata una parziale inversione di tendenza. Andavano in questa direzione le parole dell’ex ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini («il Ponte sullo Stretto non è detto che non si farà»), parole che hanno dato sponda alle rivendicazioni del centrodestra.
Anche in sede europea, dove Annalisa Tardino, europarlamentare della Lega nella commissione Trasporti che ha ospitato nei giorni scorsi Pat Cox, l’attuale coordinatore europeo del corridoio scandinavo mediterraneo Ten-T, assicura: «Se il Ponte sullo Stretto è una priorità per il governo italiano, Bruxelles è pronta a cofinanziare l’opera». Sul fronte ambientalista le polemiche sono ormai superate secondo Matilde Siracusano, deputata di Fi, che obietta: «Il Ponte è l’opera più green che ci possa essere, in quanto riduce sensibilmente l’impatto delle emissioni di anidride carbonica rendendo la mobilità più moderna e sostenibile».

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