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l’udienza

Voto di scambio, il pentito Foggetti punta il dito contro Greco e Figliuzzi

Il collaboratore ha detto di avere accettato denaro dall’ex sindaco di Castrolibero e dall’ex vicesindaco con la promessa di procacciare voti

Pubblicato il: 17/11/2022 – 18:53
di Alessia Truzzolillo
Voto di scambio, il pentito Foggetti punta il dito contro Greco e Figliuzzi

COSENZA «Qualche voto glielo abbiamo trovato anche alla figlia di Zinno».
In aula davanti al Tribunale collegiale di Cosenza, il collaboratore di giustizia Adolfo Foggetti punta il dito contro Orlandino Greco e Aldo Figliuzzi, imputati con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione elettorale e voto di scambio. Secondo le contestazioni, Greco – già consigliere regionale del centrosinistra, ex sindaco di Castrolibero, ex consigliere provinciale e oggi esponente di IdM – e Figliuzzi – ex vicesindaco e assessore comunale di Castrolibero – dovrebbero i loro successi elettorali sarebbero al sostegno ottenuto, in cambio di soldi e posti di lavoro, dalla cosa “Bella Bella” e dal gruppo criminale “Rango-Zingari”. Gli illeciti contestati agli imputati si riferiscono al periodo che va dal 2008 al 2013.
L’ex esponente della cosca Rango-Zingari, assistito dall’avvocato Michele Gigliotti, racconta che nel corso delle elezioni amministrative del 2013 sarebbero confluiti, in prima battuta, nella bacinella della consorteria 2mila euro da parte di Figliuzzi per sostenere la candidatura della figlia di Zinno, «perché il vicesindaco mi conosceva», ha detto Foggetti che ricorda il particolare di una Fiat 500 blu elettrico a bordo della quale si erano presentati Zinno e Figliuzzi.

Orlandino Greco


In seguito sarebbe intervenuto tale Alessandro Esposito che offrì 5mila euro per sostenere Orlandino Greco. Soldi che Foggetti accetta «perché erano di più», tenendosi anche quelli che a suo dire sarebbero stati versati da Figliuzzi e Zinno.
Anche questi soldi sarebbero finiti nella bacinella della cosca cosentina.
Adolfo Foggetti – rispondendo alle domande del procuratore di Paola, Pierpaolo Bruni, applicato a questo processo del quale ha condotto le indagini quando era pm in Dda a Catanzaro – ha affermato di essere stato in carcere dal 2005 al 2010, e di essere stato sempre costantemente informato di quello che avveniva all’esterno.
Foggetti ha risposto anche al controesame degli avvocati della difesa – Franco Sammarco, Enzo Belvedere e Pasquale Naccarato hanno sollevato alcune contestazioni rispetto al racconto del pentito – affermando che alla fine qualche voto, essendosi tenuti i 2000 euro lo aveva recuperato anche per il “favore” da fare a Figliuzzi e Zinno. (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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