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DALLA REGIONE

Dalle opposizioni all’opposizione: adesso il centrosinistra scopre la parola magica “unità”

Dopo un caotico inizio di legislatura prende slancio l’azione di avvicinamento delle minoranze, agevolate (anche) da un centrodestra ora litigioso

Pubblicato il: 07/12/2022 – 20:25
Dalle opposizioni all’opposizione: adesso il centrosinistra scopre la parola magica “unità”

CATANZARO Il punto più basso è stato ad aprile, con ben quattro votazioni diverse su uno stesso provvedimento. Del resto ci si era divisi già alle Regionali dell’ottobre 2021, e probabilmente non poteva essere diversamente. Adesso che la legislatura si è completamente dipanata, che si è affinata una maggiore conoscenza e che dall’altra parte hanno preso a fibrillare e a litigare, per il centrosinistra ora c’è un vento nuovo e la parola magica tanto invocata e tanto desiderata incomincia a prendere forma: unità. E un’altra parola che dal plurale che ora diventando singolare: da opposizioni a opposizione.

Calabria in controtendenza rispetto al Paese

Nel gioco a specchi della politica calabrese, è questo il quadro che si sta delineando da qualche settimana a questa parte alla Regione, un dato peraltro in controtendenza rispetto a quello nazionale: le Politiche hanno consegnato il Paese al centrodestra ma paradossalmente in Calabria sembrano aver avuto l’effetto opposto, insinuando un po’ di veleni nella maggioranza di governo e ridando slancio a un centrosinistra che un anno prima si era diviso in tre tronconi alle elezioni che hanno segnato il trionfo del forzista Roberto Occhiuto. Il centrosinistra classicamente inteso, con l’alleanza Pd-M5S sul nome della candidata presidente Amalia Bruni, sfidato dal movimento di Luigi De Magistris e dalla corsa in solitaria dell’ex presidente della Regione Mario Oliverio. Una divisione che si è riverberata fin da subito in Consiglio regionale, con due opposizioni inizialmente non dialoganti e a volte persino belligeranti: né sono mancati casi nei quali peraltro all’interno della stessa aggregazione, quella Bruni-Pd-M5S in particolare, si è assistito a posizioni e votazioni non perfettamente allineate. In queste condizioni mettere in difficoltà il centrodestra è stata impresa ardua se non impossibile: solo in occasione della votazione della legge istitutiva dell’Autorità Rifiuti e Risorse idriche della Calabria, uno dei “must” di Occhiuto, le minoranze riuscirono a mettere i bastoni tra le ruote al centrodestra, facendo slittare l’approvazione della legge, salvo poi dividersi al Consiglio regionale successivo.

Le tappe dell’avvicinamento

Ora invece le cose si stanno delineando doverosamente, grazie anche all’azione di “avvicinamento” tra le due opposizioni che gli “sherpa” – soprattutto Antonio Lo Schiavo di DeMa, ma non solo – hanno pazientemente portato avanti. E così sulla vicenda del consigliere regionale “supplente” e sul testo di modifica della legge del 2018 in tema di contrasto al gioco d’azzardo le opposizioni sono diventate una sola opposizione, nel secondo caso smascherando anche le divisioni del centrodestra. Anche nelle dichiarazioni rese oggi in conferenza stampa dalla stessa Bruni, dallo stesso Lo Schiavo e dal capogruppo del M5S Davide Tavernise si è rimarcato il dato di una unità delle due ali dell’opposizione soprattutto sui grandi temi. Che questa unità sia ancora un work in progress o invece sia già un dato acquisito forse è un interrogativo che ancora non può trovare risposta. Ma certo rispetto a un anno fa in Calabria il centrosinistra è più di una parvenza. (c. a.)

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