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Formisani: «Il medico di base è il primo collegamento del paziente nel rapporto con la sanità»

Il medico dell’Asp di Cosenza e responsabile dell’Ambulatorio Medico Senza Confini: «Il diritto alla salute è un diritto universale»

Pubblicato il: 11/12/2022 – 9:32
Formisani: «Il medico di base è il primo collegamento del paziente nel rapporto con la sanità»

LAMEZIA TERME «Il medico di base è il primo collegamento del paziente nel rapporto con la sanità». Quali sono le funzioni del medico di base, quale ruolo svolge all’interno del settore sanitario e che tipo di rapporto lo lega con il paziente. Tanti gli argomenti affrontati nel corso dell’ultima puntata di “Salute e Sanità”, il format de L’altro Corriere Tv, andato in onda ieri sera. Ospite di Soave Pansa il dottore Valerio Formisani, medico di famiglia dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza e responsabile sanitario dell’Ambulatorio Medico Senza Confini dell’Auser di Cosenza.

Il ruolo del medico di base

«È uno dei ruoli più importanti perché è il medico che viene scelto direttamente dal paziente, la prima interfaccia che il cittadino ha con la sanità», ha spiegato il dottor Formisari riferendosi al ruolo centrale rappresentato dalla figura del medico di base: «Il medico di base deve accompagnare il paziente per superare i vari scogli dell’età e occuparsi delle patologie della persona indirizzandolo nella maniera più corretta. Rappresenta il primo gradino che la persona intraprende nel rapporto con la sanità. È il punto di collegamento con gli specialisti, le altre figure del territorio e con le strutture esterne, come l’ospedale».

Reperibilità e visite domiciliari

Reperibilità, visite domiciliari e funzioni del medico di base in un momento in cui in tantissimi dovrebbero sottoporsi alla vaccinazione: anche questi gli argomenti al centro della puntata. «Noi lavoriamo dalle 8 di mattina di lunedì alle 8 di mattina di sabato», ha spiegato Formisani che ha poi aggiunto: «Questo presuppone l’orario di studio, le visite domiciliari e altre incombenze, la disponibilità nei confronti delle persone che hanno problemi da sottoporre. Tutto questo lavoro lo intendiamo nella disponibilità perché non esiste una reperibilità fissa. Ovviamente – ha detto – questo presuppone una organizzazione da parte del medico e una comprensione anche da parte del cittadino. Molte volte il cittadino per necessità telefona a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ovviamente questo è un pensiero sempre molto elastico perché dipende dal modo in cui il medico si relaziona con le persone e dalla capacità del cittadino di capire che noi molto spesso lavoriamo molte ore al giorno. Ci si augura che esista una struttura organizzativa e culturale da parte del medico capace di affrontare le necessità reali della persona e soprattutto della capacità di collegarsi e confrontarsi con le altre strutture del territorio». Sulle visite domiciliari Formisano ha spiegato: «Normalmente abbiamo 24 ore per intervenire: ricordiamo che noi non siamo un servizio d’urgenza. Il servizio d’urgenza è rappresentato dai medici del 118 e dal pronto soccorso dell’ospedale. Noi svolgiamo anche il ruolo di filtro in alcuni casi, se noi ci rendiamo conto che è un problema urgente indirizziamo direttamente il paziente o attiviamo il servizio di emergenza-urgenza». Per quanto riguarda le vaccinazioni «le persone sono abbastanza coscienti del pericolo. C’è una fascia di una popolazione che è molto più sensibile al richiamo della vaccinazione, mentre c’è un’altra che adesso confonde la vaccinazione per il Covid. Non vaccinarsi – ha rimarcato Formisani – significa per alcune persone correre il rischio di non superare l’inverno. Bisogna vaccinarsi sia per l’influenza, sia per il Covid. Da questo punto di vista il medico di famiglia ha una funzione in parte esplicativa, cerchiamo di far capire alle persone resistenti che in realtà ne va della propria vita».

Le attività all’interno dell’Ambulatorio Medico Senza Confini

Focus poi sull’attività di volontariato svolta all’interno dell’Ambulatorio Medico Senza Confini dell’Auser di Cosenza: «Il diritto alla salute è un diritto universale. Lo dice la nostra Costituzione», ha detto Formisani che ha spiegato le attività in corso sul territorio di Cosenza per assistere le persone più svantaggiate. L’ambulatorio è nato 12 anni fa «in un periodo in cui iniziavano gli arrivi di migranti. Esistevano al tempo stesso delle sacche di popolazione particolarmente svantaggiate che non avevano assistenza. C’è una grossa fetta di popolazione che non ha diritto all’assistenza: i migranti, la popolazione rom di Cosenza e le persone che vivevano ai margini. Sono persone svantaggiate da tutti i punti di vista. Noi – ha spiegato Formisani – forniamo un’assistenza di medicina generale e di una specialistica di base. Sono tutte prestazioni gratuite, non abbiamo fondi che non siano quelli dell’Auser e qualche donazione a livello individuale».
«Il problema – ha spiegato ancora – è che molte delle persone in Italia disagiate hanno difficoltà a curarsi, ma anche a prevenire la malattia. Chi è povero è sfortunato due volte: la prima perché è povero e la seconda perché non può curarsi. Sono cose che sono state un po’ dimenticate dai nostri politici nazionali, ma soprattutto locali. La gente comune ha difficoltà non solo a curarsi non solo per le inefficienze ma anche per il costo delle terapie e delle prestazioni in generale». Presto l’ambulatorio cambierà sede: «Abbiamo raggiunto un accordo con il Comune di Cosenza», ha detto Formisani che ha parlato dei servizi attivi.

Il servizio di accompagnamento per persone disabili e i farmaci

Diversi i servizi gratuiti erogati dall’ambulatorio: da quello per il trasporto delle persone disabili alla distribuzione di farmaci. «Siamo stati premiati per la nostra attività da parte dell’associazione Terzo pilastro che ci ha donato, insieme ad altre tre città d’Italia, un’auto attrezzata per il trasporto speciale. Abbiamo un rapporto di collaborazione con il Comune di Cosenza e con altre associazioni per il trasporto gratuito delle persone che hanno necessità di effettuare visite. L’Auser – ha spiegato Formisani – si occupa di servizi per il recupero dell’autonomia delle persone nella terza età. Si svolgono una serie di attività dal punto di vista della socializzazione e culturale. Al centro ci sono accoglienza e ascolto delle persone». Grazie al rapporto con il Banco farmaceutico è possibile la distribuzione gratuita di farmaci.

«Il diritto alla salute è un diritto universale»

«Il diritto alla salute – ha detto Formisani – è un diritto universale. Lo dice la nostra Costituzione. Per me è un impegno di tipo sociale e politico». Significativo, ha raccontato, «l’impatto con i migranti. Ultimamente ho visto arrivare un gruppo di ragazzi afgani tutti con la scabbia, alcuni con lesioni profonde. Queste sono persone che avrebbero come unica interfaccia il pronto soccorso, dove c’è la risposta dell’ospedale, ma non è la struttura deputata a questo». «Si tratta di un servizio che diventa fondamentale anche per non ingolfare il lavoro dell’ospedale e poi – ha concluso Formisani riferendosi all’impegno come medico volontario – perché fa parte della nostra natura umana».

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