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“Cultura del dato” assente e procedure fuori controllo: ecco un manuale per sanare un altro (grave) vulnus della sanità

Direttiva commissariale per riorganizzare e ottimizzare la gestione del flussi informativi verso il livello centrale. Il richiamo alle Asp

Pubblicato il: 17/12/2022 – 7:18
“Cultura del dato” assente e procedure fuori controllo: ecco un manuale per sanare un altro (grave) vulnus della sanità

CATANZARO Un vulnus storico tra i tanti che caratterizzano la gestione della sanità calabrese. La struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Roberto Occhiuto ha messo a punto un vero e proprio manuale per la ottimizzazione dei flussi informativi sanitari. Una direttiva, formalizzata in un Dca con tre allegati, per sopperire a una ormai endemica lacuna, quella di inviare dati a livello centrale discordanti, incompleti e persino non  verificati, lacuna che spesso comporta sonore bacchettate per la Regione Calabria e inoltre incidono negativamente sulla valutazione dell’andamento del Piano di rientro, sull’attribuzione di risorse premiali e sul punteggio dei Lea, in genere infatti molto bassi, tra i più bassi in Italia.

L’importanza dei Flussi informativi

«La continua evoluzione del Sistema sanitario e la complessità della gestione organizzativa dello stesso – si legge nel Dca –  rende necessario fare luce sui processi organizzativi degli attori che operano in tale sistema, chiamati da un lato a governare l’ampia incertezza circa la disponibilità di risorse e dall’altro a gestire la trasformazione dello scenario epidemiologico e sociale di riferimento che ha modificato la struttura della domanda di prestazioni sanitarie e reso più complessa l’erogazione dei servizi. Un fattore strategico trasversale all’intera organizzazione sanitaria è sicuramente rappresentato dalla gestione dei Flussi Informativi, un modello basato su strumenti che permettono la condivisione di informazioni strutturate e l’integrazione di informazioni cliniche, organizzative e amministrative. I Flussi Informativi, nello specifico, forniscono i dati necessari per la conoscenza dell’assistenza sanitaria erogata e del consumo delle risorse, fornendo, nello stesso tempo, informazioni utili ad individuare eventuali criticità, al fine di intervenire tempestivamente con idonee misure correttive. I Flussi Informativi nella loro complessità sono attualmente sottoposti a controlli di conformità, di qualità e di audit incrociati tra Ministeri e Regione. La coerenza tra i dati dei vari flussi, e la qualità che verrà conseguentemente rilevata, determinerà oggettive ricadute sull’accesso al finanziamento da parte della Regione».

Aziende (troppo) in autonomia

«La gestione dei Flussi Informativi, tuttavia, risulta essere molto complessa», specifica ancora la struttura commissariale nella direttiva: «Dalle analisi effettuate sui dati estratti dal Sistema informativo regionale per le annualità 2019, 2020, 2021 e sui dati del Ministero della Salute (Nsg – Nuovo Sistema di Garanzia – annualità 2019), infatti, è emerso che esistono problemi non solo nel conferimento dei flussi da parte delle aziende sanitarie provinciali e delle aziende ospedaliere  della Regione Calabria, ma anche nella qualità dei dati trasmessi dalle stesse (talvolta i dati non rispettano i requisiti minimi previsti dalla normativa), nelle tempistiche di invio dei dati, e nel rispetto delle procedure. Dalle analisi condotte – si riporta ancora –  è emerso che, in diversi casi, i problemi rilevati sul conferimento dei flussi sono legati al fatto che alcuni dati vengono inviati in autonomia dalle aziende, senza una preventiva verifica da parte della Regione, che non ha, quindi, il pieno controllo su tali informazioni. È emersa, dunque, la necessità di una revisione della procedura e di un adeguamento delle linee guida a supporto del conferimento dei flussi». Il documento dell’ufficio del commissario fornisce i riferimenti normativi, le tempistiche di conferimento e la modalità di invio dei flussi sanitari al fine del rispetto degli adempimenti Lea. «Il trasferimento dei flussi al ministero – si specifica infatti – ha rilevanza sia relativamente all’attività sanitaria resa, sia in merito all’aspetto economico finanziario, in quanto la coerenza dei dati trasmessi e la qualità, che conseguentemente verrà rilevata, ha forti ricadute sull’accesso al finanziamento da parte della Regione.

«Diffondere la cultura del dato»

Con il manuale dunque il commissario della sanità calabrese si pone l’obiettivo di  «fornire ai referenti del Sistema informativo regionale e delle aziende sanitarie del Ssr uno strumento informativo omogeneo di supporto al conferimento dei flussi e al monitoraggio degli stessi, al fine del rispetto degli adempimenti Lea; uniformare le direttive che disciplinano modalità, tempi e contenuti informativi dei flussi rilevati; incentivare e supportare i referenti regionali e aziendali nella trasmissione di tutti i flussi informativi nel rispetto delle scadenze da normativa ed evidenziate nel presente manuale; sensibilizzare i direttori aziendali ed i dirigenti regionali all’uso sistematico e corretto dei dati sanitari; diffondere la cultura del dato, ritenuto elemento imprescindibile per la programmazione sanitaria regionale; indirizzare la gestione sanitaria verso scelte consapevoli, condivise e basate su dati certi ed inattaccabili». Nel documento inoltre si sottolinea che «tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere sono obbligate a controllare e verificare i dati derivanti dall’adozione dei flussi informativi ed informatici, e devono introdurre, ove non già esistente, il Servizio informativo aziendale quale struttura organizzativa a valenza complessa del Centro di controllo direzionale, posta in staff, preposta alla rilevazione ed elaborazione delle informazioni rilevanti ai fini della programmazione e del controllo delle attività dell’azienda, attraverso la rilevazione delle grandezze quantitative di carattere economico-finanziario, di produzione ed attività». (c. a.)

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