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Il “caso” De Seta scuote il governo: l’alternanza scuola lavoro presto cambierà

Il mancato risarcimento alla famiglia del giovane calabrese morto a 18 anni durante uno stage induce i ministri Valditara e Calderone a intervenire

Pubblicato il: 08/01/2023 – 7:39
Il “caso” De Seta scuote il governo: l’alternanza scuola lavoro presto cambierà

Il “caso” Giuliano De Seta, il mancato risarcimento alla famiglia del giovane di origini calabresi morto a 18 anni mentre stava svolgendo uno stage, scuote la politica e soprattutto il governo nazionale, che annuncia una rivisitazione della normativa sull’alternanza scuola-lavoro e un tavolo tecnico per la prossima settimana. “I ragazzi non devono essere lasciati da soli nel loro percorso di formazione. Dobbiamo rafforzare le tutele sanitarie, assistenziali e assicurative. L’alternanza scuola-lavoro è importante, ma va svolta in totale sicurezza”, ha sostenuto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. “L’alternanza scuola-lavoro va rivista: bisogna tutelare gli studenti e la loro vita- aveva scritto Valditara su Twitter- Stiamo lavorando per predisporre una normativa più giusta e più avanzata insieme al ministro Calderone”. Valditara ha poi spiegato che “la prossima settimana si riunirà il tavolo sulla sicurezza sul lavoro”. L’indirizzo – ha aggiunto Valditara –  è quello di “rivedere la normativa nella direzione di un rafforzamento delle tutele sanitarie, assistenziali e assicurative. Dobbiamo dare ai nostri giovani maggiori garanzie rispetto a quanto si è fatto finora, creando le condizioni perché l’alternanza possa svolgersi in sicurezza. Il problema è assicurare il corretto funzionamento del sistema esistente”.  Anche il ministro del lavoro Marina Calderone ha annunciato di voler intervenire per correggere la norma sul risarcimento alle famiglie vittime di infortuni mortali. “Quando muore un giovane durante un periodo di alternanza scuola-lavoro in azienda è una grave sconfitta per il sistema creato a protezione della vita di ogni lavoratore”, ha detto la Calderone. “Ai genitori va tutta la mia vicinanza come Ministro del lavoro e delle politiche sociali e come mamma, consapevole che nessun risarcimento economico potrà mai lenire il loro dolore. Ma a questo si aggiunge anche il senso di profonda ingiustizia che deriva dal vulnus normativo esistente che consente il risarcimento economico ai familiari, solo quando a subire l’infortunio mortale è il principale percettore del reddito. Questa regola è vigente da troppo tempo per sopravvivere ancora nel nostro Ordinamento e ha riguardato tante altre famiglie in questi anni. Va cambiata immediatamente e lo faremo con il prossimo decreto a cui stiamo lavorando in questi giorni, primo veicolo normativo utile. Per questo motivo, avevo già convocato per il 12 gennaio un tavolo tecnico sulla sicurezza sul lavoro e sui correttivi più urgenti alla normativa al quale parteciperanno tutte le parti sociali e datoriali, i Ministri dell’Università e quello dell’Istruzione, l’Inail e l’Ispettorato nazionale del Lavoro. L’emergenza infortuni sul lavoro è prioritaria nella mia agenda”. (redazione@corrierecal.it)

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