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Congresso Pd, la “mappa” della Calabria tra piccole schermaglie e dibattito (ancora) soft

Pochi gli endorsement “ufficiali” ma i posizionamenti si vanno delineando. Però la discussione è molto blanda

Pubblicato il: 22/01/2023 – 12:35
Congresso Pd, la “mappa” della Calabria tra piccole schermaglie e dibattito (ancora) soft

Piccole schermaglie, tra il fisiologico e il personale, qualche accenno polemico, anche questo tra il fisiologico e il personale, ma nulla di particolarmente grave e drammatico. Non decolla il dibattito congressuale nel Pd, o comunque non è ancora decollato, anche e soprattutto in Calabria. Ieri l’assemblea nazionale del partito si è riunita per trovare il compromesso sulla carta dei valori e sulla Costituente ma dalle nostre parti l’eco di quello che era un appuntamento importante nella fase per la costruzione di un nuovo Pd (o, secondo i più pessimisti, per la sua definitiva distruzione) è stata parecchio sfumata.  Come sfumata è anche la rivendicazione di un partito che sia più attento alle ragioni del Mezzogiorno e della Calabria.

Dibattito ancora al palo

A parte il gran dolore per l’addio a Giovanni Puccio, storico punto di riferimento che mai come in queste occasioni sarebbe servito, si respira – politicamente parlando –  una certa apatia, nel Pd calabrese. Apatia del  resto persino comprensibile alla luce delle ultime sconfitte elettorali e di una lunga fase di commissariamento che ha drasticamente ridotto il numero dei tesserati (secondo fonti ufficiose si sarebbe a quota 3.000 o poco più su di lì). In più, francamente non fanno da traino nemmeno i profili dei candidati alla segreteria nazionale: Stefano Bonaccini, Elly Schlein, Paola De Micheli e Gianni Cuperlo sono nomi sicuramente rispettabili ma non scaldano i cuori e non sono nemmeno così divisivi da rendere questo congresso dem una “crociata” come ai tempi renziani, per intendersi. Anche le polemiche che hanno caratterizzato gli ultimi giorni – legati essenzialmente alla nuova discesa in campo di Mario Oliverio, a sostegno di Cuperlo e alla denuncia dell’esclusione dei cuperliani dalle commissioni territoriali del congresso – sono rubricate, da chi è dentro il Pd e ne conosce a menadito le liturgie, come le solite manfrine che si registrano in un partito alle prese con una nuova fase.  Insomma, nel Pd calabro le faide sono state ben altre e di altra portata in passato.
Secondo alcuni osservatori politici sono polemiche che nel mirino avrebbero il segretario regionale del partito Nicola Irto, ma sono essenzialmente velleitarie, perché – riferisce più di una fonte qualificata interna al Pd calabrese – la leadership di Irto non è minimamente in discussione né è un tema all’ordine del giorno del dibattito in Calabria. 

Una recente riunione del gruppo regionale del Pd con il segretario Irto

I posizionamenti in Calabria

Anche per questo probabilmente a livello regionale il dibattito congressuale langue, anche se questo non significa che non decollerà. In ogni caso, anche in Calabria ci sono nuovi posizionamenti, che sfuggono  alle classiche catalogazioni di corrente, che peraltro anche al Nazareno adesso si sono scompaginate. Un dato è che, a parte rare eccezioni, non ci sono endorsement messi nero su bianco per questo o quel candidato, ma una mappa però si è delineata. Con Bonaccini – secondo qualificate fonti interne – sarebbero schierati il gruppo regionale, compreso Mimmo Bevacqua che sembra essersi staccato da Franceschini, gruppo che ha seguito Irto nella sua strategia di tenere uniti il più possibile i quadri dirigenti del Pd, il sindaco sospeso di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, quattro segretari di federazione provinciale su cinque (mancherebbe solo il reggino Antonio Morabito). Con la Schlein, l’unica candidata alla segreteria che ancora non si è fatta viva in Calabria (ma dalla sua mozione dicono che verrà a breve), l’area Zingaretti, che peraltro in Calabria è impegnata in un lavoro comunque di forte sostegno all’azione di Irto, e poi il dirigente nazionale Carlo Guccione, un po’ di Cgil, l’ala di Articolo 1 che fa capo a Roberto Speranza e al rieletto deputato calabrese Nico Stumpo, la già portavoce delle Sardine Jasmine Cristallo (e si attendono le mosse del gruppo catanzarese vicino al sindaco Nicola Fiorita, che non è un dem ma che è molto vicino alla Schelin). Con la De Micheli la già parlamentare Enza Bruno Bossio e la coordinatrice delle donne democrat Maria Teresa Esposito. Con Cuperlo Oliverio e il già consigliere regionale Michele Mirabello giusto per citare qualche big. Come si può notare, posizioni diversificate, ma nulla che faccia pensare a un Pd calabrese dilaniato dalle tensioni come ai “bei” tempi. Ma ovviamente mai dire mai. E magari l’avvicinarsi della fase calda del congresso potrebbe di nuovo attizzare il fuoco che comunque cova sotto la brace dei dem regionali.  (c. a.)

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