Ultimo aggiornamento alle 7:32
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

la conferenza

Operazione “Olimpo”, Gratteri: «Le cosche controllavano tutto, dalle attività alberghiere al porto di Tropea» – VIDEO

Messina: «Massiva attività di estorsione». Albano: «Imposta una “tassa turistica” di 20mila euro al mese»

Pubblicato il: 26/01/2023 – 13:59
di Alessia Truzzolillo
Operazione “Olimpo”, Gratteri: «Le cosche controllavano tutto, dalle attività alberghiere al porto di Tropea» – VIDEO

CATANZARO «Cinquantasei presunti innocenti sono stati arrestati in varie regioni d’Italia con epicentro la provincia di Vibo Valentia, un territorio ad altissima densità mafiosa/massoneria deviata», così ha esordito il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa dell’operazione “Olimpo” che vede 56 misure cautelari e 78 indagati in totale che coinvolgono le cosche di Tropea e territori limitrofi.
«È un’indagine per la quale, dal nostro punto di vista – ha detto Gratteri -, ci sono non gravi indizi di colpevolezza ma prove. I risultati sono stati ottenuti grazie alle intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Parlo di prove e non di gravi indizi perché il corpo dei capi di imputazione contestato agli indagati è rappresentato dalla voce degli attori protagonisti, la voce degli arrestati di questa notte, oltre, naturalmente, ai riscontri fatti sul piano oggettivo, con fotografie e pedinamenti».
L’indagine è durata due anni, ha spiegato il procuratore, ed è incentrata su un sistema capillare e sistematico di controllo di tutte le attività alberghiere e turistiche della costa tirrenica della provincia di Vibo, con epicentro a Tropea e territori limitrofi. «Qui – ha detto Gratteri – la ‘ndrangheta controllava e chiedeva la tangente per qualsiasi tipo di attività che riguardava le strutture alberghiere: dai trasporti con gli autobus alla fornitura di generi alimentari e perfino il controllo del porto di Tropea. Abbiamo documentato anche le tangenti mensili. C’erano imprenditori che dovevano pagare circa 20mila euro al mese».

Sequestro da 250mila euro

Francesco Messina, direttore centrale Anticrimine della Polizia, ha sottolineato la forza della ‘ndrangheta sia da un punto di vista militare che economico. Non è un caso che la Polizia abbia eseguito un sequestro di beni per un valore complessivo di 250mila euro. Un sequestro, ha detto Messina che sottolinea come «le cosche possedessero il territorio» ma indica anche che la criminalità va affrontata non solo da un punto di vista militare ma vi deve essere la «contemporaneità dell’attacco anche al potere economico dei clan». Secondo Messina l’indagine rivela «la massiva attività di estorsione caratterizzata dall’assenza di denunce da parte degli imprenditori».
Il capo dell’Anticrimine definisce “enorme” l’accumulo di beni materiali e immobiliari in particolare da pare delle cosche. Emergono profili che riguardano la Pubblica amministrazione, così come i casi di investitori stranieri costretti a venire a patti con le consorterie. A proposito della PA, Gratteri ha parlato di connessioni che portano fino in Germania attraverso la compiacenza anche di enti pubblici, dove funzionari ora in pensione hanno «facilitato questo business, questo affare per ottenere contributi regionali che poi erano contributi provenienti dalla Comunità europea».
Il direttore dello Sco, Fausto Lamparelli, ha invece sottolineato come gli imprenditori si rivolgessero alle cosche per dirimere le controversie.

La “tassa turistica” imposta agli imprenditori

Parla di “tassa turistica” Gianni Albano, capo della Squadra Mobile di Vibo Valentia, una mazzetta che “gli imprenditori avevano accettato di pagare per mettersi a posto con le famiglie di ‘ndrangheta”.
C’era poi chi ha cercato di controllare il settore vinicolo con attività di contraffazione dei vini. «Il vino di scarsa qualità – ha detto Albano – veniva messo sul mercato attraverso etichette contraffatte». A questo si aggiunge la ricettazione e il riciclaggio di mezzi d’opera all’estero.

Entra in azione il Sisco

Per la prima volta è entrato in azione il Sisco (Sezione investigativa sistema centrale operativo), una struttura dello Sco che si occupa di criminalità organizzata la cui operatività è entrata in vigore il 16 gennaio.
Il procuratore Gratteri ha spiegato che il Sisco corrisponde a quella che un tempo era la Criminalpol che venne sciolta con decreto parecchi anni fa, quando era ministro degli Interni Giorgio Napolitano. (a.truzzolillo@corrierecal.it)

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x