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l’allarme

Rapani: «Preoccupazioni sull’ospedale della Sibaritide. Necessario potenziare le strutture esistenti»

Il senatore di Fdi auspica un intervento risolutivo. «A nulla servono traslochi di reparti. Lo spoke si organizzi sulla base del Dca 64»

Pubblicato il: 27/01/2023 – 13:12
Rapani: «Preoccupazioni sull’ospedale della Sibaritide. Necessario potenziare le strutture esistenti»

CORIGLIANO ROSSANO Quello lanciato dal senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, è più di un campanello d’allarme. I cantieri dell’ospedale della Sibaritide, sostanzialmente concluso nelle opere strutturali, rischiano di chiudere battenti. Il motivo, in fondo, è semplice: l’aumento dei prezzi, la bolla speculativa legata al conflitto russo-ucraino e soprattutto l’adeguamento dei costi rispetto ad un progetto approvato con un computometrico di oltre dieci anni fa. I 144 milioni stanziati dalla Regione nel 2009, ne è convinto Rapani, non basteranno. E per questo si appella al presidente Roberto Occhiuto.
Lo stallo di un’opera del genere creerebbe non pochi danni: alle popolazioni locali, gli oltre 200mila abitanti della Sibaritide, che da decenni attendono l’erogazione di un servizio sanitario degno di tal nome dopo la continua spoliazione del “Giannettasio” e del “Compagna” nella convinzione che prima o si sarebbe materializzato il nuovo ospedale comunque in ballo dal 2007, e di immagine ai vari enti.
Quello scheletro issato in contrada Insiti adesso andrebbe riempito di contenuti: ambienti, impianti, arredamenti, attrezzature e personale (che dovrebbe confluire dai due ospedali di Corigliano Rossano). Tutto questo con risorse finanziaria, a quanto pare, non adeguate.
L’assurdità è aver chiuso due ospedali – Cariati e Trebisacce – e depotenziato all’estremo lo spoke di Corigliano Rossano, stritolato dalle carenze di personale, da reparti un tempo eccellenti trasformati in ambulatori, o addirittura chiusi definitivamente. Tutte manovre che, paradossalmente, non hanno fatto altro che gonfiare il debito pubblico, alimentare i viaggi della speranza, peggio, costringere i meno fortunati a non curarsi a causa dei costi della migrazione sanitaria, ad aggravare le casse della Regione Calabria come macigni e ad arricchire le regioni del centro-nord.
Il senatore Rapani nei giorni scorsi si è recato sui cantieri per capire cosa sta accadendo.

Rapani: «Confido nel lavoro di Occhiuto. A nulla servono traslochi di reparti e lo spoke si organizzi sulla base del Dca 64» 

«Sull’ospedale della Sibaritide – rivela in una nota – avverto non poca preoccupazione. Dopo aver appreso alcune notizie dalla stampa ed ascoltato alcuni “ben informati”, ho inteso visitare personalmente i cantieri ed aprire un confronto con i responsabili dei lavori e dell’azienda, per toccare con mano qual è il reale stato dell’arte dell’opera. Ma soprattutto quale futuro si cela dietro nubi sempre più nere».
«Da sempre – prosegue – pavento i problemi. Oggi per me sarebbe facile sottolineare di essere stato facile profeta. Ho sempre sostenuto che un progetto approvato nel 2009 difficilmente si sarebbe potuto realizzare dopo oltre 10 anni. La motivazione era semplice: l’aumento dei prezzi. Considerato che successivamente alla pandemia e in concomitanza con il conflitto russo-ucraino i materiali hanno avuto un ulteriore rincaro dei prezzi, oggi il fermo lavori è sempre più reale».
«Sono sempre stato dell’idea secondo cui si sarebbe dovuto specializzare i nosocomi di Cariati e Trebisacce, oppure investire preventivamente nei due ospedali “Giannettasio” e “Compagna” di Corigliano Rossano, perseguendo l’ormai celeberrimo Dca 64 con cui il presidio rossanese dovrebbe fungere da polo chirurgico e quello coriglianese da polo medico. La preoccupazione è, dunque, doppia se consideriamo che ad oggi non vantiamo strutture degne di essere definite ospedali al passo con i tempi sulla realizzazione dell’ospedale della Sibaritide restano un rebus».
«Confido, però, grande fiducia – prosegue il senatore di Fratelli d’Italia – nel lavoro del presidente della Regione e commissario alla sanità, Roberto Occhiuto. Auspico, quindi, un suo intervento immediato, finalizzato a verificare lo stato di “salute” dei lavori dell’ospedale nuovo e nel frattempo a potenziare le due strutture esistenti, partendo dalle fondamenta del Dca 64. Non è più tempo di rimandi e rinvii in attesa del polo d’eccellenza sanitaria che sta sorgendo in contrada Insiti. I circa 200mila abitanti della Sibaritide e gli oltre centomila dell’Alto Crotonese e Basso Jonio Cosentino, con le relative aree interne, che gravitano per lo più sullo spoke di Corigliano Rossano (soprattutto per le urgenze) meritano risposte immediate. E poi i traslochi di reparti dal “Giannettasio” al “Compagna” e viceversa non risolvono il problema, anzi lo acuiscono – conclude Ernesto Rapani – perché effettuati senza criteri di riferimento che si devono basare unicamente sulla tutela degli utenti del territorio». (redazione@corrierecal.it)

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