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La lotta

Offensiva anarchica per Cospito, un agente ferito a Roma

Proteste, contro il regime del 41 bis a cui è sottoposto il 55enne, anche fuori dall’Italia

Pubblicato il: 28/01/2023 – 23:05
Offensiva anarchica per Cospito, un agente ferito a Roma

ROMA Offensiva anarchica – in Italia e all’estero – in solidarietà con Alfredo Cospito, da 101 giorni in sciopero della fame nel carcere di Sassari. Se il 41 bis ha interrotto da oltre tre mesi le comunicazioni con l’esterno del 55enne – tra le “menti” della Federazione anarchica informale – dal mondo di fuori i suoi compagni continuano a mandargli segnali di vicinanza: scritte, striscioni, cortei e presidi, ma anche azioni incendiarie contro sedi diplomatiche. Dopo quella ad Atene dello scorso 2 dicembre ai danni del primo consigliere dell’ambasciata Susanna Schlein, oggi è stata presa di mira l’auto di un funzionario dell’ambasciata italiana a Berlino, mentre a Barcellona è stato colpito il consolato.
In serata un agente è rimasto ferito a Roma quando un gruppo si è staccato dalla manifestazione in solidarietà con Cospito ed ha cercato di forzare il cordone di polizia. Ci sono stati lanci di bottiglie e fumogeni, una persona è stata fermata. È il culmine della settimana di mobilitazione promossa agli anarchici per “il fratello e compagno” Alfredo, come viene definito in un post apparso sui siti d’area dal titolo “Hic et nunc”, che si può interpretare come un invito ad alzare il livello di scontro, una vera e propria chiamata alle armi: «per un compagno che stanno torturando e uccidendo nei loro lager – si legge – non abbiamo fatto nulla. Serviranno a poco e niente qualche giorno di scontri con gli sbirri. Serve il “Qui e ora”! Qui e ora si deve aprire un nuovo capitolo della storia degli anarchici in Italia. O si fa l’anarchia o si va tutti a casa!».
Le fibrillazioni di questa galassia sono all’attenzione costante di intelligence e forze di polizia. Le azioni condotte erano annunciate ed hanno seguito la tradizionale strategia del doppio livello: quello movimentista con manifestazioni e proteste e quello terroristico, con veri e propri attentati contro target associati alle campagne di lotta, in questo caso per la liberazione di Cospito.
Altra caratteristica del mondo anarchico è l’internazionalizzazione delle battaglie: e proprio in Grecia, Germania e Spagna, dove sono state messe nel mirino le sedi diplomatiche italiane, i militanti della A cerchiata hanno solidi rapporti con i compagni italiani. Non sono mancate le iniziative sul territorio nazionale: nella notte sono stati incendiati alcuni cavi di un ripetitore su una collina di Torino: sul posto campeggiava la scritta “Fuori Cospito dal 41 bis”.
A Spoleto tentativo di incendio del cancello della villa di un imprenditore; anche in questo la rivendicazione riporta alla solidarietà con il detenuto. Cortei si sono svolti oggi a Trieste – dove ci sono state tensioni con le forze dell’ordine – e a Torino. Domani alle 15 annunciato un presidio davanti al carcere di Sassari.

Oltre tre mesi in sciopero della fame

Corteo degli anarchici per protestare per la detenzione in carcere di Cospito, Torino, 28 gennaio 2023. ANSA/TINO ROMANO


Alfredo Cospito, intanto, è arrivato al 101/o giorno di sciopero della fame per protestare contro la detenzione dura cui è sottoposto a Sassari, dove sta scontando condanne per la gambizzazione nel 2012 del dirigente di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi e per l’attentato del 2006 alla Scuola allievi Carabinieri di Fossano. Ha perso 40 chili e nei giorni scorsi e caduto nella doccia fratturandosi il setto nasale. In seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute, il Garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, ne ha chiesto il trasferimento con urgenza.
Il 7 marzo è attesa la discussione in Cassazione sul ricorso del legale di Cospito contro il 41 bis. Lunedì il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponderà in commissione Giustizia della Camera ad un’interrogazione sul caso. Da parte sua, il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, ha difeso la linea dura: «i magistrati non si intimoriscono. Lo Stato non si piega. La normativa speciale contro il terrorismo non arretra», ha detto in riferimento alla busta con proiettile indirizzata al procuratore generale Francesco Saluzzo, che sostiene l’accusa del processo d’appello bis all’anarchico.

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