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Il caso

Bomba ecologica, il Brasile affonda portaerei piena di rifiuti tossici

La nave è carica di 30mila tonnellate di sostanze pericolose. Le Ong: «Danni incalcolabili all’ambiente»

Pubblicato il: 04/02/2023 – 9:50
Bomba ecologica, il Brasile affonda portaerei piena di rifiuti tossici

RIO DE JANEIRO La Marina brasiliana ha annunciato di aver affondato nell’Oceano Atlantico l’ex portaerei Foch, piena di amianto, vernici e altri rifiuti tossici, una decisione criticata da diverse organizzazioni ambientaliste. «L’affondamento pianificato e controllato è avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì» a circa 350 km dalla costa brasiliana, in un’area «di circa 5.000 metri di profondità», ha affermato la marina in un comunicato. Ad inizio settimana aveva ritenuto di non avere altra scelta dato lo stato molto degradato di questo vecchio scafo lungo 266 metri, descritto come «pacco tossico da 30.000 tonnellate» dall’associazione Robin des Bois.
«Di fronte ai rischi connessi al traino e a causa del deterioramento dello scafo, l’unica soluzione è abbandonarla affondandola in modo controllato», aveva spiegato mercoledì la marina in un comunicato stampa congiunto con il Ministero della Difesa brasiliano. Il Pubblico ministero federale del Brasile, che ha cercato di fermare l’operazione moltiplicando i ricorsi ai tribunali, ha avvertito delle conseguenze, sottolineando questa che la portaerei «contiene 9,6 tonnellate di amianto, una sostanza potenzialmente tossica e cancerogena, oltre a 644 tonnellate di inchiostri e altri materiali pericolosi». C’è il «rischio di gravi danni ambientali, in particolare perché lo scafo è danneggiato», ha sostenuto il pubblico ministero.

Le Ong: «Danni incalcolabili all’ambiente»


Le ong ambientaliste Greenpeace, Sea Shepherd e Basel Action Network hanno denunciato «una violazione di tre trattati internazionali» sull’ambiente. Questo affondamento causerà danni «incalcolabili», con «impatti sulla vita marina e sulle comunità costiere», hanno denunciato in una dichiarazione congiunta.

La vicenda

Questa nave ammiraglia della Marina francese ha vagato a lungo in mare alla ricerca di un porto rifugio. Costruita alla fine degli anni ’50 nel cantiere navale di Saint-Nazaire, nella Francia occidentale, è stata per 37 anni al servizio della marina di Parigi, prima di essere acquistata nel 2000 dal Brasile, che l’ha ribattezzata San Paolo.
Ma a causa del suo degrado e di una serie di problemi legati in particolare a un incendio nel 2005, e quando il suo ammodernamento sarebbe costato troppo, Brasilia ha deciso di disfarsene.
Il cantiere navale Sok Denizcilik l’ha acquistata per rottamarla nell’aprile 2021, ma ha minacciato di abbandonarla perché non riusciva a trovare un porto che la accogliesse. Nel giugno 2022 ha ottenuto l’autorizzazione dalle autorità brasiliane per traghettarla in Turchia per lo smantellamento. Ma mentre si trova a fine agosto all’altezza dello Stretto di Gibilterra, le autorità ambientali turche fanno sapere che non era più la benvenuta. Il Brasile le ha fatto invertire la rotta ma senza autorizzarla ad attraccare, nonostante l’accertamento di un «aggravamento dei danni» allo scafo.

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