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lo sciopero

Personale Arsac, sindacati e lavoratori proclamano lo stato di agitazione

La decisione alla luce della recente modifica della Legge Istitutiva numero 66 del 2012

Pubblicato il: 23/02/2023 – 9:51
Personale Arsac, sindacati e lavoratori proclamano lo stato di agitazione

CATANZARO La FP CGIL e la CISL FP Calabria unitamente ai Lavoratori del Comparto Funzione Pubblica ARSAC proclamano lo stato di agitazione del personale alla luce della recente modifica della Legge Istitutiva dell’ARSAC numero 66 del 2012, in particolare della modifica all’articolo 2 comma 2 lettera m) che viene sostituito dal seguente: (l’ARSAC) contribuisce con proprio personale individuato con provvedimento del Dipartimento competente in materia di agricoltura che ne dispone l’utilizzo, ad attività tecniche, amministrative e di controllo dello stesso Dipartimento nonché dell’Organismo pagatore (ARCEA).
Forte è la preoccupazione espressa dalle Segretarie Generali della FP CGIL, Alessandra Baldari e della CISL FP, Luciana Giordano, per come l’assessorato all’agricoltura intende utilizzare il personale dell’Azienda ARSAC, già fortemente impegnato nelle proprie attività istituzionali.
«Con l’emendamento approvato nella seduta di Giunta Regionale del 20 febbraio scorso, sembrerebbe che il Dipartimento Agricoltura possa, senza sentire il Direttore Generale dell’Azienda ARSAC, utilizzare il suddetto personale per soddisfare i bisogni relativi alle attività istituzionali del Dipartimento medesimo o dell’Ente pagatore ARCEA. In buona sostanza, il personale di ruolo c/o ARSAC è nella piena disponibilità discrezionale del DG del Dipartimento agricoltura, senza tener conto dei carichi di lavoro assegnati dall’ARSAC e del perseguimento della mission istituzionale della citata Azienda. Quanto detto è reso ancora più desolante se si pensa che la dotazione organica dell’ARSAC è ormai ridotta ai minimi termini: dei 220 dipendenti del Comparto Funzione Pubblica, già 49, con un provvedimento di distacco funzionale temporaneo, fortemente discutibile, sono utilizzati da circa 15 anni dal Dipartimento Agricoltura nei propri compiti istituzionali; a costoro si aggiungono ulteriori 40 impegnati a vario titolo su diverse tipologie di controllo ARCEA; e altri 20 nelle funzioni a supporto del Servizio Fitosanitario Regionale in capo al Dipartimento Agricoltura, inoltre ulteriori 46 unità sono impegnate nella formazione per il conseguimento del cosiddetto Patentino Fitosanitario. Ecco perché risultano incomprensibili alle scriventi le ragioni che hanno indotto la Giunta Regionale ad adottare una siffatta scelta, senza attivare, fra l’altro alcun confronto preventivo con le Organizzazioni Sindacali, nonostante l’emendamento incida profondamente sulla vita lavorativa dei dipendenti e sugli stessi assetti organizzativi dell’Ente. L’ARSAC è da sempre considerata un fiore all’occhiello della Regione Calabria, ricordando a tal proposito che il personale è quasi nella totalità (73%) laureato e specializzato in attività di supporto alle Aziende agricole di tutta la Regione. Uno spostamento ad altri ruoli prettamente amministrativi, svuoterebbe completamente il bacino dell’assistenza tecnica, lasciando le Aziende agricole abbandonate al proprio destino. Si ritiene urgente, pertanto, l’abrogazione del predetto emendamento, che nel caso divenisse operativo, andrebbe a confliggere con la Legge istitutiva di ARSAC minando la propria autonomia gestionale. Sarebbe opportuno invece interessarsi all’approvazione dell’Atto aziendale che giace ormai da diversi anni sui tavoli dell’assessorato e che a distanza di dieci anni della nascita dell’Azienda ancora non trova la sua luce. Dubbi sorgono a questo punto sulle reali finalità di tali scelte (mancata approvazione dell’Atto aziendale e adozione dell’emendamento alla legge n. 66/2012), che potrebbero celare una volontà di paralizzare l’Azienda, svuotarla di personale, renderla inefficiente fino a giustificarne la chiusura. Al riguardo, le Segretarie Baldari e Giordano hanno inviato una nota al Presidente Occhiuto e all’Assessore Gallo per chiedere l’ abrogazione del contestato emendamento e l’immediata approvazione dell’Atto aziendale, al fine di dare nuovo slancio a un Ente, la cui mission istituzionale è di fondamentale importanza per il tessuto produttivo ed economico della Calabria.

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