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l’intervista

«Si parla di città unica, ma Rende discute di Psc e non coinvolge Cosenza e Castrolibero»

Mimmo Talarico: «Inammissibile che una compagine senza sindaco, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici possa presentare un piano regolatore»

Pubblicato il: 23/02/2023 – 7:55
di Fabio Benincasa
«Si parla di città unica, ma Rende discute di Psc e non coinvolge Cosenza e Castrolibero»

RENDE  “Le mani sulla città, gli effetti del nuovo strumento urbanistico su Rende e sull’area urbana”. E’ il titolo del convegno organizzato da Attiva Rende, Federazione Riformista di Rende, Italia del Meridione e Movimento “Noi” Rende. Sul tavolo l’analisi «delle scelte errate dell’attuale amministrazione rispetto al Piano Strutturale Comunale che è lo strumento urbanistico che disegnerà la città dei prossimi 20 anni almeno», dicono gli organizzatori. «La certezza, da parte nostra, riguarda gli errori commessi sia nel metodo che anche nel merito», sostiene Mimmo Talarico, consigliere comunale di minoranza. «Per quanto riguarda il metodo riteniamo inammissibile che una compagine claudicante come quella attuale, senza sindaco, vicesindaco e assessore ai lavori pubblici possa presentare un piano regolatore». Per Talarico è «inaccettabile sul piano della democrazia, dell’etica pubblica». Per quanto attiene gli errori di merito, il consigliere aggiunge: «Il piano così come viene proposto è eccessivamente espansivo, toglie destinazioni urbanistiche in passato finalizzate ai servizi pubblici per destinarle, invece, a residenzialità private e questo nell’area centrale della città».

La deadline della commissione d’accesso

Sulla città di Rende pesa come un macigno la deadline legata alla fine dei lavori di analisi documentale della Commissione d’accesso antimafia chiamata a vagliare le possibili infiltrazioni della criminalità nell’Ente. Un lavoro lungo e certosino, che si concluderà fra quattro settimane. «Difficile fare delle previsioni – dice Talarico – nel senso che vi è una commissione autorevolissima che sta svolgendo un lavoro minuzioso che tutti siamo chiamati a rispettare. Di certo non c’è bisogno di alcuna Commissione per capire che lo stato di salute di questa maggioranza è precario. In più occasioni abbiamo sostenuto la necessità che il sindaco rassegnasse le dimissioni per evitare ulteriori danni alla città di Rende».

Il progetto di fusione con Cosenza e Castrolibero

Sandro Principe, intervenuto sul progetto dell’Ambito territoriale del trasporto pubblico locale presentato a Cosenza, ha ricordato quello lanciato insieme a Giacomo Mancini venti anni fa. Il “Bimbus” che consentiva con un unico biglietto a tutti gli utenti di viaggiare per l’area urbana. Un primo passo verso una condivisione dei servizi, passaggio propedeutico a qualsiasi azione o ipotesi di fusione. Per Talarico, parlare di Città unica, in questo momento, è assai difficile se si pensa «che stiamo per discutere di uno strumento urbanistico che paradossalmente riguarda solo una delle città chiamate alla fusione (Rende), è davvero un paradosso che mentre si discute di città unica, uno dei comuni protagonisti di questa potenziale fusione presenti il piano regolatore senza aver parlato o discusso con con le altre due città». «Siamo evidentemente all’anno zero», chiosa Talarico.

(f.benincasa@corrierecal.it)

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