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«Non basta rattristarsi, ora è il momento di agire»

Gentilissimi Ursula Von Der Layen Presidente Commissione Europea, Ylva Johansson Commissaria Europea, Roberta Metsola Presidente Parlamento Europeo, Vasco Alves  Cordeiro Presidente Comitato Europ…

Pubblicato il: 27/02/2023 – 18:29
di GIUSEPPE VARACALLI*
«Non basta rattristarsi, ora è il momento di agire»

Gentilissimi Ursula Von Der Layen Presidente Commissione Europea, Ylva Johansson Commissaria Europea, Roberta Metsola Presidente Parlamento Europeo, Vasco Alves  Cordeiro Presidente Comitato Europeo, Francois Decoster  Presidente Gruppo Renew Europa CdR, Alberto Cirio Presidente delegazione italiana CdR,
ragazzi, bambini, neonati uomini e donne, chi dice che erano 100, chi 150, chi sostiene che potevano essere addirittura 250. A 20 km da Crotone (Calabria-Italia) un peschereccio si è spaccato in due, ad oggi solo 80 sono i superstiti, non riescono a parlare per lo strazio, il dolore di aver visto morire i propri figli, (14 sono i minori) i propri fratelli, i propri cari. Migranti provenienti da Iran, Afghanistan e Pakistan come avviene il più delle volte scappano da guerre, persecuzioni, terrorismo, povertà, carestie. lI 30 novembre scorso per la plenaria del comitato europeo delle regioni ho gioito quando alla presenza di deputati europei è stato votato all’unanimità il parere di cui mi fregio esser stato relatore che trattava della migrazione legale e del come attrarre in Europa competenze e talenti. È un tema delicato la migrazione perché tratta di persone che fuggono, tratta di vite che cercano un futuro, ma anche di morti che non possono continuare. L’antidoto a queste stragi è intraprendere seriamente una vera politica migratoria che non sia solo e sempre a carico di pochi Stati e che non consenta più la tratta di vite umane, serve che la migrazione diventi il più possibile legale. Serve una forte condanna nei confronti di chi sfrutta le necessità delle persone costrette a fuggire.  Serve capire da dove scappano e perché scappano, promuovere dei “corridoi“ affinché chiunque lo volesse possa giungere in terre sicure senza rischiare la vita. Serve che sia l’Europa ad intensificare le politiche estere con dialoghi risolutivi con gli Stati di provenienza e di transito dei migranti ma soprattutto, serve avviare un tavolo permanente fra CdR (essendo gli Enti Locali il primo baluardo, il primo punto di riferimento), delegati dei singoli governi nazionali e Commissione Europea. Non c’è più tempo da perdere, troppe vite umane vengono spezzate sol perché cercano un luogo dove vivere e lavorare in pace. Non si può solamente mettersi la coscienza in pace demandando alle Ong il salvataggio in mare. Dobbiamo evitare che si parta, dobbiamo far sì che le Ong dedichino il loro prezioso lavoro a ciò che accade sulla terra ferma, che aiutino ad evitare le stragi non soltanto salvando in mare (cosa che non si può negare), per questo anche esse devono essere parte integrante delle discussioni che con la stessa intensità ed urgenza avute per sconfiggere il covid, ora possono essere indirizzate a sconfiggere la migrazione illegale. L’Europa ha bisogno dei migranti, di forza lavoro, di giovani che possano diventare il futuro, ha bisogno di ripopolarsi per non sparire. Non è un discorso egoistico ma realistico. Far crescere l’Europa con i migranti può salvare questo vecchio continente e nello stesso tempo può formare uomini e donne che potranno veicolare i nostri valori nelle loro terre d’origine. “Diversità nell’unità” diceva Frida Khalo, con le parole di questa grande artista, chiedo a tutti voi un grande sforzo, pur essendo con tanti pensieri diversi nei singoli Stati, l’Europa è unita e per questo è grande uniamoci ancor di più su questo tema. Non basta rattristarsi e ricordare gettando corone di fiori nel mare, questo è il momento di agire. Pertanto, mi rivolgo a tutti Voi in indirizzo, da amministratore calabrese, da membro del Comitato delle Regioni, da relatore del parere “Migrazione Legale attrarre competenze e talenti in Unione Europea“, ma soprattutto, da nonno di sei splendidi nipotini, attiviamoci subito. È struggente vedere riversi sulla sabbia o galleggiare nell’acqua piccoli corpicini che non volevano altro insieme ai loro genitori che poter giocare, poter crescere, poter studiare, non scorderò mai l’immagine della pagella cucita nel vestito di un ragazzino che altro non voleva se non far sapere quanto fosse bravo e quanto avrebbe potuto fare giungendo in una terra libera. Guardando da lontano sperano in noi, non possiamo abbandonarli, attiviamoci subito, io come tutti loro confido nell’Unione Europea.
* Membro Comitato Europeo delle Regioni- Gruppo Renew Europa

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