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la tragedia dei migranti

Il trasferimento delle salme e il dietrofront del Viminale: un altro “pasticcio” (disumano) in salsa italiana

Le accuse dei familiari delle vittime e di Rete 26 Febbraio. L’imbarazzo del ministero dell’Interno. Alla fine trasporto bloccato

Pubblicato il: 08/03/2023 – 16:13
Il trasferimento delle salme e il dietrofront del Viminale: un altro “pasticcio” (disumano) in salsa italiana

CROTONE Un altro pasticcio (disumano) tutto italiano e tutto burocratico, che aggiunge beffa e dolore ad altro dolore. La vicenda del trasferimento delle salme dei migranti naufragati nel mare di Steccato di Cutro è un’altra pagina del “libro nero” che le istituzioni, a partire dal governo, stanno quotidianamente scrivendo sulla tragedia.

La denuncia dei parenti delle vittime e di Rete 26 febbraio

Tutto nasce dalla denuncia dei familiari delle vittime, che decidono di manifestare davanti al Palamilone con un sit-in di rabbia e di orgoglio dopo aver scoperto che è in programma nella giornata il trasferimento dei feretri a Bologna (dovè c’è un cimitero musulmano). La decisione – si legge in un’agenzia Agi – è stata adottata dal ministero degli Interni nell’imminenza della seduta del Consiglio dei ministri che si terrà domani a Cutro e proprio mentre la Prefettura di Crotone stava lavorando con l’ambasciata afgana per il trasferimento delle salme. «Noi vogliamo i corpi delle vittime in paesi di origine in Afghanistan o dove famiglia vuole», denunciano alcuni afgani affermando che il governo italiano sarebbe disponibile solo a pagare i trasferimenti interni mentre la loro richiesta è quella di avere qualche giorno a disposizione ancora con l’obiettivo poi di poter espatriare le bare dei loro cari in Afghanistan o, per una minima parte, in Germania. Il Comune di Crotone, che ha raccolto le loro istanze, aveva già deliberato delle somme per i costi del trasferimento prelevandole dal Fondo migranti che poi sarebbe stato rimborsato dal ministero. Anche “Rete 26 febbraio”, la rete che raggruppa quasi 300 associazioni, attacca il governo, riferendo che l’Italia non avrebbe pagato i rimpatri: «Oggi lo stato italiano ha comunicato, alle famiglie in attesa da 10 giorni, che i corpi dei loro congiunti non potranno essere espatriati. Non a spese dello stato» si legge in un post su facebook. E ancora: «Il tutto – sostiene Rete 26 febbraio – dopo tante promesse e una attesa penosa, straziante per noi ma soprattutto per loro. Oltretutto non viene concesso loro neanche di avere qualche giorno per autorganizzazioni. Entro oggi le salme dovrebbero essere trasferite a Borgo Panigale. I familiari non lo accettano. Non lo permettono. L’impressione è che il governo voglia nascondere la polvere sotto il tappeto. Questo è un ennesimo oltraggio perché non viene rispettata la volontà dei familiari a piangere i morti dove preferiscono». Nel frattempo la vicenda diventa terreno di scontro politico, con le opposizioni  – dal M5S al Pd ad Alleanza Verdi e Sinistra – che chiedono chiarezza al governo.

Il dietrofront del Viminale

Preso in “castagna”, il governo corre (tardivamente) ai ripari. I trasferimenti delle salme delle vittime  del naufragio di Cutro «sono soluzioni provvisorie e non definitive» prese «per dare immediata dignità alle salme» anche in considerazione del fatto che non è semplice «procedere nell’immediato al rimpatrio in Afghanistan», fanno sapere fonti del  Viminale. «In ogni caso – aggiungono le stesse fonti del ministero dell’Interno – si procederà sulla base delle richieste di ogni nucleo familiare con la soluzione  definitiva. Qualora sia richiesto il rimpatrio della salma, lo Stato  italiano si farà carico di tutti gli oneri».

La mediazione della Prefettura di Crotone

Secondo quanto riferisce infine un’agenzia Ansa, nel pomeriggio è stato bloccato il trasferimento di tutte le salme delle vittime del naufragio da Crotone al cimitero musulmano di Bologna. Grazie alla mediazione della Prefettura si è riusciti a dare una risposta alle famiglie che da stamattina stavano protestando contro il trasferimento. A Bologna entro oggi andranno – con l’accordo delle famiglie – 14 salme per le quali il Comune di Cutro ha già rilasciato i certificati necessari. Altre 10 partiranno forse domani. Le 17 salme delle vittime per le quali le famiglie hanno deciso il trasferimento in Afghanistan resteranno a Crotone fino a che non saranno superati i problemi burocratici. Sempre secondo quanto riporta l’Ansa il governo, come ha spiegato la prefetta di Crotone Maria Carolina Ippolito, insieme alla Regione Calabria sosterrà i costi per il rimpatrio per tutte le famiglie delle vittime. La notizia del risultato, raggiunto anche grazie alla intermediazione della associazione Mobilitazione generale avvocati rappresentata dall’avvocato Francesca Pesce, è stata comunicata ai familiari delle vittime dal sindaco di Crotone Vincenzo Voce. La Protezione civile ha messo a disposizione degli autobus per trasportare i parenti delle vittime a Bologna. (redazione@corrierecal.it)

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