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Sei giorni di camminata e tre in mare con due gemellini in grembo, a Reggio Calabria la storia a lieto fine di Mariama

Il viaggio dal Mali alla Libia, attraversando il deserto, poi la traversata via mare. La 27enne ha partorito al Gom: «Non mi sono mai sentita sola»

Pubblicato il: 14/03/2023 – 9:56
di Mariateresa Ripolo
Sei giorni di camminata e tre in mare con due gemellini in grembo, a Reggio Calabria la storia a lieto fine di Mariama

REGGIO CALABRIA Ha camminato sei giorni dal Mali alla Libia, attraversato il deserto, per poi compiere il “viaggio della speranza” alla ricerca di un futuro migliore per sé e per i due gemellini che portava in grembo. A bordo dell’imbarcazione, in balia delle onde, è rimasta per tre giorni, prima di essere portata in salvo insieme ai suoi compagni di viaggio. È la storia di Mariama, una ragazza di 27 anni originaria della Nuova Guinea, arrivata in Calabria a bordo della nave “Diciotti”, sbarcata nel tardo pomeriggio di sabato scorso al porto reggino con 584 migranti a bordo. E proprio a Reggio Calabria, dove si trova ricoverata nel reparto di Ginecologia e Ostetricia del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli”, la donna ha dato alla luce i suoi bambini.

A Reggio Calabria l’arrivo della nave Diciotti

La testimonianza: «Abbiamo visto donne distrutte dalla fatica, sconfitte, silenziose e con lo sguardo impaurito»

Significativa la testimonianza delle ostetriche che hanno accolto Mariama e altre donne appena arrivate a Reggio dopo il viaggio via mare: «Quando abbiamo accolto le ragazze della Guinea al Pronto Soccorso Ostetrico erano distrutte dalla fatica, sconfitte, silenziose e con lo sguardo impaurito di chi stava vivendo una tragedia di cui non conosceva la fine». Oggi Mariama sta bene e aspetta l’arrivo del marito da Roma. Al suo fianco il personale dell’ospedale reggino, che la donna ha ringraziato: «Sono molto contenta di come ci hanno accolto in Italia appena siamo arrivati con i miei connazionali nel porto di Reggio Calabria – ha affermato – e dell’assistenza ricevuta in Ospedale insieme all’affetto e umanità che mi ha dimostrato tutto il personale in questo momento di difficoltà. Ringrazio di cuore, non mi sono mai sentita sola».

La storia a lieto fine

A Reggio Calabria una storia a lieto fine mentre a Cutro è un dramma senza fine con la ricerca mai terminata in mare dei migranti dispersi dopo il naufragio costato la vita a 79 persone. «Di fronte al dramma di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame – si legge in una nota del Gom – e sono in cammino verso una speranza di vita, le nostre coscienze ci chiamano, evangelicamente, ad essere “prossimi” ai più deboli e agli abbandonati. In questa storia la vita ha trionfato consentendo ad una madre di mettere al mondo, pur partendo da condizioni assolutamente a rischio, due vite in assoluta sicurezza». (redazione@corrierecal.it)

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