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Spaccio a Cosenza, il piano per ampliare la rete. «La guerra da solo non la puoi vincere»

Due indagati parlano in auto, mentre intercettati dagli investigatori, attendono il pagamento dei ricavi delle cessioni di droga

Pubblicato il: 17/03/2023 – 9:57
di Fabio Benincasa
Spaccio a Cosenza, il piano per ampliare la rete. «La guerra da solo non la puoi vincere»

COSENZA Una chiacchierata in macchina, lontano da occhi indiscreti ma non dalle cimici installate dagli investigatori che captano la conversazione Carmelo Airano e Daniele Perri, indagati nell’inchiesta denominata “Pressing” eseguita dalla squadra mobile di Cosenza e coordinata dalla procura di Cosenza. I due attendono di incontrare Stefano Noblea (indagato) per ottenere il pagamento dei ricavi delle cessioni di droga. Nel frattempo, di discute dei proventi illeciti della vendita della droga e delle persone coinvolte nella loro attività. L’intenzione palesata dagli interlocutori è di avere un numero di persone adeguate e sufficienti per gestire più zone della città di Cosenza. Ma Perri avverte Airano: «la guerra da solo non la puoi vincere…».

La perquisizione a casa di Noblea

Stefano Noblea consegna il denaro ricavo della droga già venduta e concorda con Airano e Perri di restituire la restante somma in un secondo momento. Gli investigatori predispongono un servizio di osservazione e procedono al controllo di Noblea. Che si conclude senza il rinvenimento di sostanze stupefacenti. La successiva perquisizione domiciliare a casa dell’indagato porterà invece a rinvenire «nella stanza da letto, la sostanza stupefacente del tipo marijuana pari a grammi 6,99». Airano e Perri, il giorno successivo, discutono della quantità di droga consegnata ad un soggetto non indagato e concordano che non gli avrebbero ceduto altra sostanza fino a quando lo stesso non avesse versato il dovuto. Airano contatterà Noblea per incontrarlo e rifornirlo dello stupefacente e riscuotere il denaro derivante dallo spaccio di droga. Entrato in macchina, Noblea racconta i dettagli della perquisizione subita. «Mi hanno controllato le chiamate del telefono, meno male che avevo cancellato tutto…diglielo (fa riferimento a Daniele) di guardarsi… appena ho attraversato la strada ed ero sul ponte, tre persone». Ariano chiede: «Ti hanno fatto la perquisizione addosso o a casa?», «si pure casa…mi hanno trovato 7 grammi di erba, che l’avevo e dovevo darla ad una persona…e basta…». Prima di congedarsi, Stefano Noblea consegna parte del denaro ad Airano.

(f.benincasa@corrierecal.it)


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