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Ponte sullo Stretto, il sindaco di Villa San Giovanni: «Salvini venga a farci visita»

Giusy Caminiti: «Così si renderà conto del contesto urbano». I cittadini «disillusi». E l’ombra dei clan. «Seguire il modello Genova»

Pubblicato il: 23/03/2023 – 7:01
Ponte sullo Stretto, il sindaco di Villa San Giovanni: «Salvini venga a farci visita»

LAMEZIA TERME «Sono molto serena, peraltro non ho mai la necessità di ribattere e di puntualizzare perché le dinamiche le consociamo bene, abbiamo anche un vantaggio, ho fatto carta stampata per cui appena leggo un comunicato sui giornali e online so esattamente come verrà riportata il giorno dopo la notizia. Solo che sono diventata una lettrice media nel senso che, fagocitata dal giornaliero adesso non leggo le virgole come una volta». Si presenta così Giusy Caminiti, sindaco di Villa San Giovanni, ospite di Ugo Floro e Danilo Monteleone nel corso dell’ultima punta de “L’altra Politica”, il talk in onda sul canale 75, ricordando il suo passato da giornalista, prima di essere eletta sindaco.

Il ponte sullo Stretto

Presentazione che lascia subito spazio al tema legato al progetto del Ponte sullo Stretto e alla forte spinta del governo Meloni e, soprattutto, del ministro Matteo Salvini, peraltro atteso a Lamezia Terme sabato 25 marzo. «Noi non abbiamo una posizione ideologica rispetto al ponte, al di là di quelle che sono le posizioni da cittadini che chiaramente ciascuno di noi ha. Però, come istituzione, come amministrazione comunale, non abbiamo una posizione ideologica di contrarietà o chiaramente a favore del ponte ma chiediamo di approcciarci con un metodo tecnico scientifico allo studio del progetto per capire l’impatto che avrà sulla città di Villa San Giovanni. E noi vogliamo entrare nelle dinamiche progettuali perché chiaramente il ponte a Villa impatta su tutta la città e impatta sulla parte turistica a vocazione turistica che è la parte nord». «La nostra è una piccola città di quasi 13mila abitanti, per questo c’è bisogno di un chiarimento tecnico scientifico sulle sue ricadute». Non a caso la stessa Giusy Caminiti ha affermato «di aver scritto a Salvini per invitarlo a fare visita alla cittadina dello Stretto in modo da potersi rendere conto personalmente del contesto urbano e territoriale del luogo».

Il progetto e i dubbi

«Stiamo parlando – ha spiegato ancora il sindaco – di un progetto che è l’unico che noi conosciamo. C’è il progetto mandato dal presidente Ciucci alla Stretto di Messina nel 2012 e quel progetto prevede Villa come la città del pilone calabrese ma non si arriva a Villa per prendere il ponte perché il ponte si prende in quota, nella parte alta, quella che la sovrasta tra Villa e Campo Calabro e la città non sarebbe più attraversata dal passaggio dei mezzi». «Ma – ha spiegato – Villa San Giovanni ha già un primato perché abbiamo la prima pietra del ponte sullo Stretto che è l’ecomostro a Villa San Giovanni, la variante ferroviaria che fu realizzata con 25-26 milioni di euro, aperta al transito nell’ottobre del 2012, intubata di cemento, un’opera propedeutica alla realizzazione del pilastro, perché bisognava deviare il tracciato per permettere la localizzazione di questo pilastro di 400 metri che va praticamente a stagliarsi sul nostro lungomare».  

I cittadini

Per quanto riguarda, invece, il punto di vista dei cittadini di Villa San Giovanni, secondo il sindaco «c’è stata una involuzione, nel senso che prima la città era veramente divisa tra il “sì” e il “no” su posizione ideologica per cui, soprattutto nel periodo degli anni 2010 e il 2012 il ponte sembrava cosa fatta e in cui alla guida della città c’era un centrodestra pontista che aveva fatto una campagna elettorale sull’opera e allora la città era davvero divisa e si vedeva il ponte o come la panacea oppure come la distruzione senza che ci fosse perché il vero problema è che nemmeno a Villa si è affrontata una discussione seria su quali siano i vantaggi e gli svantaggi dell’opera per la città. Adesso invece la gente è incredula, pensa che sia il solito cavallo elettorale, la solita battaglia dei disillusi per cui nessuno crede che ci sarà un progetto in così poco tempo».  

Viabilità e mobilità dinamica

Al di là della possibile realizzazione del ponte, resta comunque vivo il tema della mobilità. «Anche qualora il ponte dovesse essere realizzato – ha spiegato il sindaco – e quando sarà realizzato, non è che verrà meno il tema della mobilità dinamica dello Stretto, la mobilità dinamica è la mobilità che permette l’attraversamento tramite le bidirezionali, le navi o tramite mezzi veloci, è questo il vero tema. E poi l’inquinamento non va via perché comunque non è che possiamo chiudere i porti, considerate che il porto di Villa San Giovanni, insieme al porto di Reggio Calabria, sono rimasti gli unici due porti di interesse regionale, gli unici due porti a garantire l’attraversamento pedonale». C’è poi il tema delle organizzazioni criminali e i rischi – altissimi – di una possibile ingerenza delle cosche della ‘ndrangheta. «Qui però – ha spiegato il sindaco – lo Stato si gioca la faccia perché se decide di farlo dev’essere poi capace di venire in Calabria e  in Sicilia e imporre e mettere il bollino». Un po’ come è stato fatto con il ponte di Genova.

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